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Le miserie umane nella musica di Fabrizio De André

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by

Malara Elisa

on 10 July 2015

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Transcript of Le miserie umane nella musica di Fabrizio De André

Le miserie umane nella musica di Fabrizio De André
Letteratura latina
Seneca : il suicidio come mezzo di liberazione dal dolore
Fisica
La conduzione elettrica nei liquidi
Letteratura italiana:
"Città vecchia" di Umberto Saba e "La città vecchia" di Fabrizio De André
"Questa è una canzone che risale al 1962
dove dimostro di aver sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone già esprimo quello che ho sempre pensato, che ci sia
ben poca colpa nell'errore e ben poco merito nella virtù
. Anche perché non ho ancora capito bene, malgrado i miei 58 anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l'errore. Perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo. (...) Oggi noi ci lamentiamo, vedo che c'è un gran tormento sulla perdita dei valori. [...] Io penso che non è che i giovani di oggi non abbiano valori, hanno sicuramente dei valori che
noi non siamo riusciti a capir bene perché siamo ancora troppo affezionati ai nostri
. Tutto questo per dire che io non ho nessuna verità assoluta in cui credere, che non ho nessuna certezza in tasca e che quindi non posso neanche regalarla a nessuno. Va già molto bene se riesco a regalarvi qualche
emozione
".

(Fabrizio De Andrè in riferimento a
La città vecchia
)

Città vecchia
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene e che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

tratta dalla sezione "
Trieste e una donna
" del
Canzononiere
UOMO, CANTAUTORE, POETA

Fabrizio De André nasce a
Genova
il
18 febbraio 1940
.

Dopo aver trascorso gli anni della guerra in campagna a
Revignano d’Asti,
la famiglia De André fa ritorno a Genova, in
Via Trieste
.
Fabrizio studia al
liceo classico "Cristoforo Colombo"
e dopo il diploma si iscrive all’
Università di Genova
, frequentando con poca convinzione prima
medicina
e
lettere
, poi
giurisprudenza
senza arrivare però alla laurea.
La sua è una normale gioventù da figlio di agiata famiglia
borghese
: la scuola, variegate letture nella biblioteca di casa, ma anche lunghe serate trascorse con
Paolo Villaggio
,
Luigi Tenco
,
Gino Paoli
e il poeta Remo Borzini a parlare di letteratura, di poesia e di cantautori francesi.

A sedici anni compra la sua prima chitarra e si mette a suonare jazz con un gruppo ispirandosi alle sonorità e allo stile del chitarrista americano Jim Hall, suo idolo. I successivi passi nella musica li muove cantando e suonando in una formazione country e western,
The Crazy Cowboy and Sheriff One
, con cui si esibisce nelle feste studentesche.
Nello stesso periodo butta giù le sue prime composizioni, canzoni strane e crude che parlano di
suicidi
,
prostitute
,
drogati
e
impiccati
.

Nel
1958
incide il suo primo 45 giri,
Nuvole barocche
, passato praticamente inosservato.
Si sposa a ventidue anni nel 1962 con
Erica Rignon
(detta Puny) e diventa padre di
Cristiano
a meno di ventitre.
In quel periodo alterna ancora l’hobby della musica ad un impiego negli istituti privati del padre.

Il suo primo grande successo è
La canzone di Marinella
, brano che viene interpretato da
Mina
nel 1965 ottenendo subito un grande successo.

Nel 1966 esce il suo primo album,
Tutto Fabrizio De André
. Nel 1976 dopo aver incontrato la cantante
Dori Ghezzi
, sua compagna da allora e da cui ha avuto la figlia Luisa Vittoria (Luvi), acquista un’azienda agricola in
Sardegna
.

Il
28 agosto 1979
viene sequestrato insieme a Dori Ghezzi e per quattro mesi la coppia rimane prigioniera sulle montagne sarde.

Fin dalle sue prime incisioni De André si è imposto come il cantautore italiano che più di ogni altro si è accostato al genere musicale di grandi autori come
Leonard Cohen
e
Bob Dylan
; è stato il primo in Italia a dare alla canzone
contenuti nuovi
rispetto a quelli tradizionali, dimostrando che attraverso la canzone si potevano anche raccontare storie fino a quel momento riservate agli scrittori o ai poeti.
Alla sua attività di autore e interprete ha affiancato quella di
traduttore
dei testi di
Georges Brassens.

Mentre i suoi album (13 in totale) continuavano a uscire , De André si rifiutava di fare televisione e le sue esibizioni dal vivo erano comunque rare.

Muore a
Milano
l’
11 gennaio 1999
.
Divina Commedia:
La preghiera di San Bernardo del canto XXXIII del paradiso
"Quando scrissi la Buona Novella era il 1969. Si era quindi, in piena lotta studentesca e le persone meno attente consideravano quel disco come anacronistico [...] E non avevano capito che la Buona Novella voleva essere un'allegoria: un
paragone
fra le istanze della rivolta del '68 e le istanze, spiritualmente più elevate ma simili da un punto di vista etico-sociale, innalzate da un signore, ben duemila anni prima,
contro gli abusi del potere
,
contro i soprusi della autorità
,
in nome di un egualitarismo e di una fratellanza universale
. Quel signore si chiamava Gesù di Nazareth. E secondo me è stato, ed è rimasto,
il più grande rivoluzionario di tutti i tempi
." (Dal concerto al teatro Brancaccio, 14 febbraio 1998)
Storia
Le atrocità della guerra di trincea:"La guerra di Piero" e "La ballata dell'eroe"
Filosofia
Il concetto di anarchia e la posizione anarchica di De André: "Nella mia ora di libertà"
Letteratura greca
L'epigramma in età ellenistica e la figura di Leonida
Letteratura inglese
Edgar Lee Master and Spoon River Anthology
Matematica
La funzione inversa
"[...] Rifletti sulla morte: chi parla così ci esorta a meditare sulla libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a servire: è superiore, certamente non è soggetto a qualsiasi potere. Che cosa importano a lui le carceri, le guardie, i catenacci? Egli ha una porta aperta. Una sola è la catena che ci tiene avvinti, l'amore per la vita; e noi non dobbiamo distruggerlo, ma diminuirlo questo amore, di modo che, se le circostanze lo esigeranno, niente ci trattenga o ci impedisca di essere preparati a compiere subito ciò che una volta o l'altra si deve compiere." (Seneca,
Epistulae ad Lucilium
, 26,10)
"Stanotte Michè
s'è impiccato a un chiodo perché
non voleva restare vent'anni in prigione
lontano da te

[...]l'avevan perciò condannato
vent'anni in prigione a marcir
però adesso che lui s'è impiccato
la porta gli devono aprir."

(Fabrizio De André,
La ballata del Miche'
da
Tutto Fabrizio De André,
1961
)
"Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi,
ma sono mille papaveri rossi.

«Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendan i lucci argentati,
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente.» "

(Fabrizio De André,
La guerra di Piero
da
Tutto Fabrizio De André
, 1964)

Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vendere cara la pelle.

E quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d'un altro eroe alla memoria.

Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria.

(Fabrizio De André,
La ballata dell'eroe
da
Tutto Fabrizio De André
, 1961)
"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità."
(Fabrizio De André, "Smisurata preghiera" da "Anime Salve", 1996)

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

[...] Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.


Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.


[...] Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.

(Fabrizio De André,
La città vecchia
da
Tutto Fabrizio De André
, 1965)
"Da chimico un giorno avevo il potere
di sposare gli elementi e di farli reagire,
ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l'amore.
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.

[...]Ma guardate l'idrogeno tacere nel mare
guardate l'ossigeno al suo fianco dormire. "

(Fabrizio De André,
Un chimico
da
Non al denaro non all'amore né al cielo
, 1971 )

Soluzioni elettrolitiche
Dissociazione elettrolitica
L'elettrolisi
Prima legge di Faraday
The Hill

Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all, are sleeping on the hill.

One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife—
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?
All, all, are sleeping on the hill.

One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart’s desire,
One after life in far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walker who had talked
With venerable men of the revolution?
All, all, are sleeping on the hill.





They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse-races of long ago at Clary’s Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.
A cura di Elisa Malara. Liceo Classico "Tommaso Campanella" 5^B, a.s. 2014/2015
La collina
Dove se n'è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire
Dov'è Herman bruciato in miniera.
Dove se n'è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire
Dov'è Herman bruciato in miniera.

Dove sono Bert e Tom
il primo ucciso in una rissa
e l'altro che uscì già morto di galera.

E cosa ne sarà di Charley
che cadde mentre lavorava
dal ponte volò e volò sulla strada.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
una di aborto, l'altra d'amore.

E Maggie uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale
e Edith consumata da uno strano male.

E Lizzie che inseguì la vita
lontano, e dall'Inghilterra
fu riportata in questo palmo di terra.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono i generali
che si fregiarono nelle battaglie
con cimiteri di croci sul petto



dove i figli della guerra
partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male

hanno rimandato a casa
le loro spoglie nelle bandiere
legate strette perché sembrassero intere

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.

Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo.

Lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate

sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"

(Fabrizio De André,
La collina
da
Non al denaro non all'amore né al cielo
, 1971 )
"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria "


(Fabrizio De André,
Smisurata preghiera
da
Anime Salve
, 1996)
«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio, 3

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura. 6

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore. 9

Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
se’ di speranza fontana vivace. 12

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ ali. 15

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre. 18

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.» 21

E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.

Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.

Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.

Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.


(Fabrizio De André,
Ave Maria
da
La buona novella
, 1970 )
"Se posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente
anarchico
. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio e, con fiducia, attribuisce agli altri le sue stesse capacità." (Fabrizio De André durante un'intervista nel 1978)
Definizione di funzione inversa
Data la funzione biiettiva f da A a B, la funzione inversa di f è la funzione biiettiva f-1 da B ad A che associa ad ogni y di B il valore x di A tale che y = f(x)
In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

[...]Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

(Fabrizio De André, I
l suonatore Jones
da
Non al denaro non all'amore né al cielo
)

"Io credo sempre nell'uomo e nelle sue risorse. Infatti ci sarà un personaggio, Jones, il suonatore, che farà da contrappeso agli altri; sarà lui a indicare la vera via alla felicità. Vive in campagna, lontano da tutto e tutti, assaporando la meravigliosa musicalità che si esprime dalla natura. La morale del 'mio' Spoon River è quindi 'accontentarsi di poco per vivere felici'. Proprio come dice Jones il suonatore..." (Fabrizio De André durante un'intervista di Ruggero Bossi)
"Molto lontano dormo dalla terra
d'Italia e dalla mia patria, Taranto.
Questo è per me più amaro della morte.
Tale è la vana vita di ogni nomade.
Ma le Muse mi amarono, e per tutte
le mie sventure mi diedero in cambio
la dolcezza del miele.
Il nome di Leonida non è morto.
I doni delle Muse lo tramandano per ogni tempo. "
(Leonida. Ant.Pal. VII, 715. Trad. di Salvatore Quasimodo)
"Non logorarti, uomo, traendo errabonda la vita
e rotolando d'una in altra terra,
non logorarti! Una vuota capanna ti sia di rifugio
che un focherello fiammeggiante scaldi,
anche se grama e di scura farina ti sia la pagnotta
in un buco impastata di tua mano,
e companatico un po' di puleggio, di timo, di sale
- quel grano amaro che dà gusto al cibo."
(Leonida. Ant. Pal. VII, 736. Trad. di Filippo Maria Pontani)
Schiere di volti grigi, mormoranti, mascherati di paura, lasciano le trincee, risalgono la cima del fossato, mentre il tempo, vuoto e affannato, batte ai loro polsi, e la speranza, insieme con gli sguardi furtivi e i pugni stretti, si dibatte nel fango. O Gesù, fa' che tutto questo abbia fine! (Siegfried Sasson 1947)
"Fu grazie a Brassens che divenni anarchico; furono i suoi personaggi miserandi e marginali a suscitarmi la voglia di saperne di più. Cominciai a leggere Bakunin, poi Malatesta, imparai che gli anarchici sono dei santi senza Dio,
dei miserabili che aiutano chi è piu miserabile di loro
.
Brassens - era anche lui un libertario, le sue canzoni scavavano nel sociale. Brassens non è stato solo un maestro dal punto di vista musicale, è stato anche un maestro di pensiero e di vita. Mi ha insegnato per esempio a "
lasciare correre i ladri di mele
", come diceva lui. Mi ha insegnato che in fin dei conti
la ragionevolezza e la convivenza sociale autentica si trovano di più in quella parte umiliata ed emarginata della nostra società che non tra i potenti
". (Fabrizio De André durante un'intervista nel 1993)



"[...]Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual è il crimine giusto
per non passare da criminali.
Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame."

(Fabrizio de André,
Nella mia ora di libertà
da
Storia di un impiegato
, 1973)

« Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie »

("Soldati" di Giuseppe Ungaretti - 1918)
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