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La poesia italiana del Novecento

Autori, esperienze, movimenti letterari.
by

Carlo Mariani

on 9 April 2013

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Transcript of La poesia italiana del Novecento

Montale Giuseppe Ungaretti
1888-1970 Come nasce la poesia italiana del Novecento?

Quali sono gli autori che rappresentano
il passaggio dalla tradizione al rinnovamento? Scapigliatura Gian Pietro Lucini Pasolini Gruppo 63 La rottura delle forme linguistiche della tradizione
si associa agli atteggiamenti intellettuali di protesta e di anticonformismo
nei confronti della società e del sistema borghese. 1909: Manifesto del Futurismo La Grande Guerra e le tragiche conseguenze che essa produsse
negli atteggiamenti intellettuali imposero un ritorno all'ordine
e la ripresa della tradizione. Pier Paolo La linea dello Sperimentalismo Palazzeschi Papini Marinetti Carrà Boccioni Neoavanguardia Step 1 Step 2 Il modello di riferimento
è la poesia di Giovanni Pascoli Le piccole cose della vita quotidiana
e il sentimento di una profonda crisi
della coscienza interiore confluiscono
in una nuova esperienza poetica. la poesia crepuscolare Gozzano Corazzini Palazzeschi Moretti La poesia dei Crepuscolari nasce da una presa di distanza dalla figura del poeta-vate proposte da Carducci e da d'Annunzio.

L'incapacità di vivere e la rinuncia alla vita sono alcune delle espressioni più significative dei Crepuscolari. La crisi individuale del poeta si esprime nel ripiegamento, nella ricerca di un rifugio interiore. Guido Gozzano (1883-1916) La via del rifugio (1904)
I colloqui (1911) Guido Gozzano, Cocotte (da I colloqui, 1911) Totò ha venticinque anni, tempra sdegnosa,
molta cultura e gusto in opere d'inchiostro,
scarso cervello, scarsa morale, spaventosa
chiaroveggenza: è il vero figlio del tempo nostro. Guido Gozzano, Totò Merumeni (da I colloqui, 1911) Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state... Ma la guerra portò anche alle
estreme conseguenze
la distruzione della
"forma" poetica. Il porto sepolto
Allegria di Naufragi Di sperimentalismo delle forme si tornerà a parlare solo intorno
alla metà degli anni Cinquanta. La poesia come espressione della condizione umana e come ricerca
di una oggettività del linguaggio. Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state... Eugenio Montale La poesia italiana del Novecento La grande pluralità di esperienze letterarie si può ricondurre ad alcune principali linee di tendenza. La città come spazio sociale
del conflitto e del rinnovamento La linea dell'interiorità Nel 1925 esce la raccolta «Ossi di seppia», a cui seguono «Le occasioni» (1939), «La bufera e altro» (1956), «Satura» (1971), «Diario del '71 e del '72» (1973) e «Quaderno di quattro anni» (1977). La natura ligure e gli oggetti della vita quotidiana. Il rovescio della poesia negli anni settanta. Il male di vivere come metafora dell'uomo contemporaneo. Il correlativo oggettivo, simbolo della presenza e della memoria. 1896-1981 Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo ancora un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende…)

Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta. Ungaretti contribuì notevolmente alla diffusione
in Italia delle poetiche del Simbolismo francese. Questa esperienza, filtrata da Ungaretti, confluì nella poesia degli ermetici fiorentini: Mario Luzi, Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Piero Bigongiari. Riuniti attorno ad alcune riviste, come «Frontespizio» e «Campo di Marte». La ricerca di una poesia pura e di un linguaggio scarnificato ed essenziale,
carico di allusioni e significati profondi, erano un'eredità della lirica francese che da Baudelaire, Verlaine e Rimbaud giungeva fino a Mallarmé. L'Ermetismo si è affermato a lungo come una delle correnti più importanti
della poesia italiana del Novecento.

Montale e Ungaretti, che non si definirono mai poeti ermetici, sono stati considerati dalla critica come «anticipatori» di questa tendenza in alcune loro raccolte. Negli anni compresi tra le due guerre mondiali si affermò anche una tendenza «civile» della poesia ermetica, che si accentuò soprattutto con la nascita di un nuovo clima culturale prodotto dal Neorealismo cinematografico e letterario. Step 3 La linea della classicità Umberto Saba Saba recupera la tradizione petrarchesca e leopardiana, la canzone del settecento, la forma-libro del Canzoniere. Autore controcorrente e fedele ad uno stile classico che riprende i modi e le forme della tradizione: sonetti, ballate, odi, canzonette. La Trieste del primo Novecento. La lettura di Nietzsche, la funzione della psicanalisi
e una condizione di isolamento culturale.
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