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"Giappone"

(tratto da: Tobin, J., Hsueh, Y., & Karasawa, M. (2011). "Infanzia in tre culture. Vent'anni dopo", Milano: Cortina) - novembre 2013
by

ELISA AMICO

on 24 February 2016

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Transcript of "Giappone"

arrivo a scuola tra le 7.00 e le 9.00;
alle 9.15 suona un motivo musicale dall'altoparlante che annuncia che e' il momento di entrare in classe;
prima sessione di gioco libero con bambole, peluche, puzzle, libri,...;
rituale della "canzone del mattino" tutti insieme;
controllo dei presenti;
sessione di origami;
brevi esercizi di ginnastica;
piscina
(allestita solo d'estate per un mese);
seconda sessione prolungata di
gioco libero
;
pranzo
nella mensa della scuola;
rituale della preghiera di ringraziamento;
compilazione dei
DIARI GIORNALIERI
di ciascun bambino, destinati ai genitori da parte degli/-lle insegnanti;
sonnellino pomeridiano;
cartone animato della
Disney
;
merenda
(un dolce e del latte) con preghiera di ringraziamento;
rituale della "canzone dell'arrivederci";
uscita dalle 16.30 alle 18.00.
I SERVIZI PER L'INFANZIA IN GIAPPONE
(2002)

Komatsudani :
uno HOIKUEN (struttura a tempo pieno per bambini da 0 a 6 anni)

Madoka :
un YOCHIEN (servizio privato a tempo parziale per bambini da 3 a 6 anni)

Novita' dal 1984:
nuovi edifici in cui la scuola si e' trasferita nel 1999, sempre sullo stesso terreno di un antico tempio buddhista;
servizio di SCUOLABUS;
cucina per preparare pasti caldi.
GIORNATA TIPO
(bambini di 4 e 5 anni)

forte concorrenza (fascia d'eta' 3-6 anni)
L'insegnante considera la lite come il tentativo di un gruppo di bambine di entrare in rapporto con una compagna di classe meno matura, facilitandone la socializzazione
La lite non ha un'accezione negativa, al contrario, e' vista come un'occasione di interazione prosociale che favorisce la creazione di un gruppo coeso: e' una preziosa opportunita' per imparare a trovare da soli una soluzione ai problemi sociali
L'insegnante e' perfettamente consapevole di cio' che sta avvenendo nella sua classe: osserva, sta a guardare, fingendo indifferenza, ma, nel frattempo, valuta se sia il caso o meno di intervenire (pericolo che la lite degeneri)----------> NO intervento preventivo (disinnescare i conflitti sul nascere) come in Cina e negli U.S.A.!
NON-INTERVENTO STRATEGICO DEGLI INSEGNANTI NEI LITIGI (gia' nel 1984)
Litigio di Nao per l'orsacchiotto di peluche (Komatsudani, 2002)
Le bambine piu' grandi che qualche volta provocano Nao, raramente la lasciano in una condizione di frustrazione (come avverrebbe se si trattasse di bullismo, grosso problema emergente in Giappone), ma la consolano: sono fisicamente aggressive, ma anche fisicamente affettuose
...e voi, cosa ne pensate?
Il Giappone ha uno dei tassi di natalita' piu' bassi al mondo
famiglie con figli unici
i bambini non sperimentano un livello di
complessita' sociale
adeguato, ne' hanno la possibilita' di sviluppare l'
empatia
possibili rischi a livello sociale:
isolamento
bullismo
SVILUPPO DELL'EMPATIA
Durante la merenda, alcuni bambini di 4 anni si mettono il grembiule e vanno a dare una mano nelle stanze dei "piccoli" (0-12 mesi) e dei "medi" (1-2 anni): aiutare un bambino piccolo a camminare, imboccarne un altro, insegnare a far pipi' (EDUCAZIONE "VERTICALE" o fra bambini di eta' diverse)
IL RAPPORTO CON IL CORPO
Personale maschile e femminile si prende cura fisicamente dei bambini: l'autista uomo dello scuolabus asciuga una bambina, la maestra pettina i propri allievi,...
"Omoiyari": capacita' e disponibilita' a comprendere i sentimenti degli altri e a soddisfarne i bisogni, riuscendo ad anticiparli
Gli insegnanti si aspettano e, anzi, auspicano che i bambini si sporchino, interagiscano a livello fisico e si interessino e provino piacere per le funzioni corporee
Ampio spazio dato all'attivita' fisica nel curricolo prescolare, sotto forma di movimento e persino di gioco turbolento
Riferimenti espliciti e senza imbarazzo alle funzioni corporali
Durante la sessione di gioco libero, scoppia un litigio tra Nao, Yoko e le gemelle Reiko e Seiko...
I servizi per l'infanzia giapponesi sono considerati luoghi per il recupero di valori e pratiche culturali che rischiano di scomparire o che, essendo gia' scomparsi, devono essere rivitalizzati
Gli educatori giapponesi considerano un alto rapporto numerico allievi/insegnanti (ideale 25 per insegnante) una caratteristica strutturale auspicabile perche' impedirebbe agli insegnanti di eccedere nei loro interventi e aiuterebbe i bambini ad imparare ad essere membri di un gruppo
E', quindi, essenziale mantenere un certo numero di iscritti, non solo per ragioni economiche, ma anche per garantire un adeguato sviluppo sociale ed emotivo dei bambini
Servizio per l'infanzia "progressista", il cui curricolo e' basato sul gioco libero
Gli "yochien"nacquero principalmente con una funzione educativa ed essendo aperti solo per meta' giornata (9-14), erano rivolti a famiglie della media borghesia, in cui la madre generalmente non lavorava. Gli "hoikuen" avevano, invece, inizialmente, soprattutto una funzione di cura e assistenza diurna ed essendo a tempo pieno, si rivolgevano alle famiglie della classe operaia, in cui entrambi i genitori lavoravano. Oggi, tuttavia, sono in atto profondi cambiamento nel mondo dei servizi per l'infanzia giapponesi che rendono piu' sfumate le differenze fra i due tipi di strutture
Ad esempio, oggi molti "yochien" privati offrono la possibilita' di un servizio esteso per l'intera giornata, come gli "hoikuen"!
GIORNATA TIPO
(bambini di 4 anni)

arrivo a scuola fra le 8.00 e le 9.45;
tutti i bambini indossano la
divisa
della scuola e, arrivati, a scuola si mettono vestiti piu' comodi;
alle 9.45 si comincia con l'abituale "canzone del mattino", seguita dall'appello;
piscina
(allestita in cortile ogni mese di luglio);
sessione di gioco libero con puzzle, blocchi delle costruzioni e libri;
pranzo
che ha inizio con una canzone e una serie di formule di ringraziamento e recitazioni di brani memorizzati;
i bambini scelti come "assistenti per il pranzo" distribuiscono i contenitori con il pranzo ai propri compagni;
sessione di gioco libero;
i bambini si rimettono la divisa
;
i bambini si siedono in semicerchio davanti alla maestra che legge loro un libro;
canzone sui numeri accompagnata da gesti;
suono della campanella: e' finita la giornata scolastica e si torna a casa (14.00 circa).
Mentre a Komatsudani il tempo in piscina e' dedicato interamente all'attivita' ludica non strutturata (gioco libero), a Madoka il gioco libero non strutturato in acqua ha inizio dopo una fase di ISTRUZIONE FORMALE in cui un insegnante di educazione fisica fa fare ai bambini alcuni esercizi (soffiare nell'acqua per fare delle bolle, mettere la testa sott'acqua)
Sono "pratiche (SCRIPT) culturali implicite" degli insegnanti che, pur non essendo state insegnate esplicitamente nei corsi di studio o descritte nei libri di testo, riflettono una logica culturale implicita
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