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Da Costantino alla fine dell'impero Romano d' Occidente

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Quarta Simone

on 11 March 2014

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Transcript of Da Costantino alla fine dell'impero Romano d' Occidente

361-363 d.C
379-395 d.C
324 d.C
455 d.C
Da Costantino alla fine dell'impero Romano d' Occidente
Costantino
IL PRIMO SACCO DI ROMA
È considerado santo e "simile agli apostoli" dalla Chiesa cristiana ortodossa e dal Martirologio Romano, il catalogo ufficiale dei santi riconosciuti dalla Chiesa Cattolica.
Il secondo sacco di Roma
Il sacco di Roma del 2 giugno del 455 fu attuato dai Vandali, allora in guerra con l'imperatore romano Petronio Massimo. Esso è il terzo in ordine cronologico dopo quello del 390 a.C. ad opera dei Galli e quello avvenuto nel 410 ad opera dei Visigoti.


Nel 455 l'Imperatore d'Occidente Valentiniano III fu assassinato in una congiura ordita da Petronio Massimo, che fu eletto imperatore. Nel tentativo di legittimare il suo regno, Petronio Massimo era intenzionato a sposare Eudossia, moglie di Valentiniano III: la minacciò di farla uccidere se non l'avesse sposato, e, secondo alcune fonti, la stessa Eudossia, per sfuggire al matrimonio indesiderato e vendicare l'assassinio di suo marito Valentiniano III, avrebbe contattato il re dei Vandali Genserico, implorandolo di i0ntervenire per salvarla da quella situazione.

Genserico, colto il pretesto, salpò da Cartagine con una grande flotta, dirigendosi verso Roma. Il re dei Vandali ritenne nullo il trattato di pace del 442 ora che erano stati assassinati in intrighi di palazzo coloro con cui era stata firmata la pace, ovvero Ezio e Valentiniano III, e, d'altronde, ritenne che non vi era momento più opportuno per approfittare della debolezza dell'Impero per saccheggiare Roma.

Costantino è una delle figure più importanti dell'Impero Romano che riformò largamente e favorì la diffusione del cristianesimo. Tra i suoi interventi più significativi ricordiamo: la riorganizzazione dell'amministrazione e dell'esercito, la creazione di una nuova capitale a oriente (Costantinopoli) e la promulgazione dell'Editto di Milano sulla libertà religiosa.


Si intende per Editto di Milano (noto anche come Editto di Costantino, Editto di tolleranza o Rescritto di tolleranza) l'accordo sottoscritto nel febbraio 313 dai due Augusti dell'impero romano: Costantino per l'Occidente e Licinio per l'Oriente. Stabiliva una politica religiosa comune alle due parti dell'impero. Il patto fu stretto in Occidente in quanto il senior Augustus era Costantino. Le conseguenze dell'Editto per la vita religiosa nell'impero romano furono tali da farne una data fondamentale nella storia dell'Occidente.
Secondo l'interpretazione tradizionale, Costantino e Licinio firmarono a Milano, capitale della parte occidentale dell'impero, un Editto per concedere a tutti i cittadini, e quindi anche ai cristiani, la libertà di onorare le proprie divinità.
Una interpretazione recente delle fonti, ha portato alcuni storici a considerare che nel febbraio 313 a Milano Costantino e Licinio decisero, piuttosto che nella promulgazione di un vero e proprio editto, di dare attuazione alle misure contenute nell'Editto di Galerio del 311, con il quale era stato definitivamente posto termine alle persecuzioni.
Si accordarono nel contempo per emanare precise disposizioni ai governatori delle province.

Giuliano l' Apostata

Flavio Claudio Giuliano (in latino: Flavius Claudius Iulianus Costantinopoli, 6 novembre 331 – Maranga, 26 giugno 363) è stato un imperatore e filosofo romano, l'ultimo sovrano dichiaratamente pagano, che tentò senza successo di restaurare la religione romana dopo che essa era stata abbandonata a favore del cristianesimo da suo zio Costantino I e dal figlio Costanzo II.

Membro della dinastia costantiniana, si riteneva discendente da Claudio il Gotico e dai Flavi. Fu Cesare in Gallia dal 355. Con un pronunciamento militare nel 361 e la contemporanea morte del cugino Costanzo II divenne imperatore fino alla morte, avvenuta nel 363 durante la campagna militare in Persia.

Fu chiamato anche Giuliano II o Giuliano il Filosofo (per distinguerlo da Didio Giuliano o da Giuliano di Pannonia) o Giuliano l'Apostata dai cristiani, che lo presentarono come un persecutore, ma in realtà nel suo regno vi fu tolleranza nei confronti di tutte le religioni, comprese le diverse dottrine cristiane. Giuliano scrisse numerose opere di carattere filosofico, religioso, polemico e celebrativo, in molte delle quali criticò il cristianesimo. La sua ispirazione filosofica fu in gran parte neoplatonica.

dal gr "''apostates'' :
chi rinnega la propria religione
Teodosio il Grande
La figura di Teodosio è legata
in particolare alle vicende del
cristianesimo. Importante nella
sua vita di Imperatore possiamo ricorda re il suo
editto di Tessalonica un editto con il quale proclamava il cristianesimo come religione ufficiale dello Stato riconoscendo le suporiorità a tutti i vescovi per questo motivo venne appoggiato dal Vescovo di Milano: Ambrogio
Alla morte di Teodosio l’Impero Romano viene diviso tra i figli Onorio (Occidente) e Arcadio (Oriente).
Il vescovo di
Milano
bisogna ricordarlo perchè fu il primo imperatore a fare inginocchiare davanti a lui l' imperatore. La Chiesa aveva ormai assunto un' eccezionale autorita'
410 d.C
Il Sacco di Roma del 24 agosto 410 concluse il terzo assedio (dopo quelli del 408 e 409) condotto dai Visigoti di Alarico I ed ebbe un'immediata risonanza in tutto l'Impero, avvertito come evento epocale, venne visto da sant'Agostino (nel De civitate Dei) come segno della prossima fine del mondo o della punizione che Dio infliggeva alla capitale del paganesimo.
476 d.C
La fine dell' impero Romano d' Occidente

La caduta dell'Impero romano d'Occidente viene fissata formalmente dagli storici nel 476, anno in cui Odoacre depose l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augusto.
Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare la decadenza dell'Imperatore e la sua fine, dall'inizio del suo declino nel terzo secolo alla caduta di Costantinopoli nel 1453.

Comunque, da un punto di vista strettamente politico-militare, l'Impero romano d'Occidente cadde definitivamente dopo che nel V secolo fu invaso da vari popoli non romani e quindi privato del suo nucleo peninsulare per mano delle truppe germaniche in rivolta di Odoacre nel 476. Sia la storicità che le esatte date di questo avvenimento rimangono ancora incerte e alcuni storici negano che possa parlarsi di caduta dell'Impero. Rimangono divergenti perfino le opinioni sul fatto che tale caduta sia frutto di un singolo evento oppure di un lungo e graduale processo.



Flavio Romolo Augusto, noto anche col diminutivo di Augustolo, cioè Piccolo Augusto, (latino: Flavius Romulus Augustus; 461 circa – dopo il 511), è considerato tradizionalmente l'ultimo imperatore romano d'Occidente (31 ottobre 475 - 4 settembre 476), in quanto dopo la sua deposizione a opera del generale barbaro Odoacre non fu nominato un nuovo imperatore. La sua deposizione segna convenzionalmente la fine dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medio Evo. Le fonti storiche danno pochi dettagli sulla sua vita. Fu messo sul soglio imperiale dal padre Flavio Oreste, magister militum, dell'esercito romano dopo la deposizione del precedente imperatore, Giulio Nepote. Poco più che un bambino, Romolo fu di fatto un fantoccio nelle mani del padre. Regnò solo per dieci mesi. Fu spedito da Odoacre in Campania, al Castellum Lucullanum, dopodiché scomparve dalle fonti.
REALIZZATO DA SIMONE QUARTA
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