Loading presentation...
Prezi is an interactive zooming presentation

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Corporate & Investment

No description
by

Jacopo Novelli

on 29 March 2015

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Corporate & Investment

Corporate & Investment
Banking
Docenti:
A. Carretta
V. Farina
Realizzato da:
Italcementi S.p.A. è una società italiana costituita nel 1864 operante nel settore del cemento.
Nel 1925 la società viene quotata nella Borsa di Milano. Dalla seconda metà degli anni Ottanta ha inizio una strategia di internazionalizzazione culminata nel 1992 con l’acquisizione di Ciments Francais.
Dopo una fase di riorganizzazione ed integrazione delle realtà acquisite, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, il Gruppo ha rilanciato il processo di diversificazione geografica attraverso una serie di acquisizioni in Paesi emergenti come Bulgaria, Marocco, Kazakistan, Thailandia, India, oltre a operazioni di rafforzamento condotte in Nord America.
Nel corso del 2005 il Gruppo ha rafforzato la propria presenza in Egitto, diventandone uno dei leader di mercato. Nel 2007 ha ulteriormente consolidato le sue acquisizioni in Asia e Medio Oriente.
La società
Fattori Politici
Fattori
Socio-Demografici
Crisi finanziaria
Ridotti investimenti in campo edile
Aumento sensibilità ambientale
Fattori Economici
Calo prezzo del petrolio
Volume dei consumi in declino
Costo energia elettrica
Deprezzamento euro
Fattori
Tecnologici
Prodotti a favore dell' ambiente
Risorse rinnovabili
Tecnologie di contenimento emissioni
Pochi investimenti pubblici
Normativa ambientale in aumento
Leggi sulla produzione di cemento e calcestruzzo
Analisi PEST
Analisi di Porter
Concorrenti:
Rivalità tra concorrenti limitata.

-Barriere all’ ingresso per lo sfruttamento delle cave.

-Settore capital intensive.

-Rivalità più marcata nei paesi emergenti dove il settore cementifero è più frammentato.

-Elevato costo unitario del trasporto via terra.
Potenziali entranti

Basse minacce di potenziali entranti

-Barriere all’ingresso elevate a seguito delle economie di scala e limitazioni nello sfruttamento delle cave.

-Tecnologia matura ma con margini di miglioramento dell’efficienza produttiva e della riduzione dell’ impatto ambientale.
Potere contrattuale dei fornitori: medio/basso

-Settore integrato a monte che spesso detiene la concessione della cava; questo permette il controllo dei costi delle materie prime.

-Elevata dipendenza dai costi di energia, anche se vi sono dei cambiamenti in tal senso.
Fornitori
Prodotti sostitutivi

Basse minacce dei prodotti sostitutivi:

-Grazie alla sua versatilità, ci sono pochi sostituti del cemento e in limitati casi.

Analisi SWOT
S
trengths
W
eaknesses
O
pportunities
T
hreats
La produzione del cemento è l'elemento fondamentale del settore delle costruzioni

Apparato industriale ampiamente rinnovato ed altamente efficiente

Business a elevata redditività aziendale

Posizione di leadership in Italia e Francia

Presenza diversificata in paesi emergenti (es. Egitto, India, Marocco)

Struttura finanziaria solida
Elevata incidenza del costo del trasporto sul prezzo

Esposizione ancora limitata nei paesi emergenti rispetto ad alcuni concorrenti

La limitata presenza in questi paesi non permette di sfruttare l'effetto sui prezzi e le economie di scala
Prospettive di crescita nei paesi emergenti

Forte calo dei prezzi dell'energia (petrolio, gas)

Nuove competenze tecnologiche e conseguente innovazione di prodotto

Consolidamento del settore attraverso specifiche operazioni
Mercato stagnante in Italia

Rafforzamento della concorrenza

Possibile spostamento produttivo verso i paesi a basso costo

Rischio paese nei paesi dell'Africa settentrionale
Il Roe è un indice di redditività del capitale proprio. Dall’anno della nostra analisi il Roe è stato sempre inferiore alla soglia limite che viene convenzionalmente fissata pari a 2. Negli ultimi due anni il Roe è molto negativo, e ciò sta a significare uno squilibrio economico tanto grave da erodere i mezzi propri. In questo senso Italcementi la si può paragonare a Buzzi,anch’essi “vittima” di un Roe negativo,a differenza del terzo colosso del cemento italiano Cementir, che negli ultimi 5 anni ha fatto sempre registrare un Roe positivo,in particolare in quest’ultimo anno d’analisi (3,74)
Il rapporto tra indebitamento e capitale proprio è sempre superiore all’unità e solamente nel 2011 non supera il 2, unico anno in cui il capitale proprio risulta maggiore dell’indebitamento. Negli altri anni della nostra analisi il superamento del 2 indica una presenza maggiore di debiti rispetto al capitale proprio e quindi la situazione finanziaria risulta compromessa poichè l’azienda è sottocapitalizzata. Come visto in precedenza la situazione della Italcementi risulta analoga a quella di Buzzi,la cui sottocapitalizzazione è ben più marcata. Il terzo colosso,Cementir, assume al contrario valori compresi tra l’1 e il 2,mostrando quindi una presenza del capitale proprio rispetto all’indebitamento
Analisi della redditività
Analisi della solidità finanziaria
Il rapporto patrimonio netto e attività non correnti rimane costante nei 5 anni di analisi, non arrivando mai all’unità. Un rapporto superiore all’unità indica una solidità patrimoniale elevata. Dai due dati si evince una solidità patrimoniale bassa comune anche alla seconda realtà italiana, Buzzi Unicem.
Analisi della liquidità
Il Quick Ratio esprime la capacità dell’impresa di far fronte alle uscite correnti. Prendendo in considerazione la rivale più importante,Buzzi,questa manifesta un indice superiore ad 1,50 nel 2013,con un indicatore medio nel corso dei 5 anni di 1,40: la situazione della Buzzi è quindi soddisfacente a meno che non indichi l’esistenza di troppe risorse finanziarie liquide inutilizzate.

Il Current ratio rappresenta un indice di solvibilità a breve termine in quanto confronta i debiti a breve con le attività di possibile realizzo entro l’anno. Se non venisse preso in considerazione l’ultimo anno, ci troveremmo di fronte a una situazione di squilibrio finanziario. Nel 2013 la situazione è andata a migliorare nonostante sia da tenere sotto controllo. Buzzi da questo punto di vista versa in condizioni ottime, con un indice superiore a 2 nel 2013 e un indice medio nei 5 anni di circa 1,70.
Afloarei Vasile
Arcuri Salvatore
Autelitano Pietro
Barattelli Niccolò
Barbieri Jacopo Maria
Callai Luca
Cappelletti Andrea
Carestia Giulio
Fabrizi Matteo
Frasca Cristina
Gentili Francesco
Novelli Jacopo
Vona Matteo
Il quoziente di indebitamento, analiticamente Gearing Ratio, è il rapporto tra debiti finanziari netti e il patrimonio netto relativo all'ultimo bilancio disponibile. Esprime il rapporto tra i debiti su cui si pagano gli interessi e il patrimonio netto dell'azienda. Viene utilizzato per verificare il grado di dipendenza dell'impresa da fonti finanziarie esterne. Secondo gli analisti, il rapporto dovrebbe essere al massimo pari a 1, pena la perdita dell'autonomia economica e gestionale per i diritti vantati da terzi sull'impresa. Quanto più alto è il suo valore tanto meno equilibrata è giudicata la struttura finanziaria. In questo caso il rapporto non supera mai lo 0,55, indice di una struttura finanziaria abbastanza equilibrata.

Il margine operativo lordo è andato in diminuzione nel corso degli anni,scendendo di piu di 300 milioni dal 2009 al 2013. E evidente una crisi del settore anche se c’è un piccolissimo segnale di ripresa nell’ultimo anno della nostra analisi
Analisi dello sviluppo
Il 2009 ha aperto il periodo di crisi del fatturato di Italcementi che lo ha visto diminuire nel corso dei 5 anni di analisi di poco meno di 1 miliardo. Il forte calo avvenuto in questi anni del fatturato, che è andato a braccetto con l’utile è dovuto soprattutto alla diminuzione dei volumi complessivi e dall’incremento dei costi dell’energia in alcuni Paesi. L’incremento dell’utile nel 2013 rispetto al 2012 è dovuto alla politica di contentimento dei costi operativi. Rimane nonostante tutto il maggior colosso Italiano con un fatturato più che doppio rispetto a Buzzi e quintuplo rispetto a Cementir.

Potere contrattuale dei clienti: medio/basso

-Scarso potere contrattuale dei clienti che sono più frammentati dei produttori.

- Su grandi lavori esiste un maggiore potere contrattuale dei clienti.
Acquirenti
Soluzione proposta
MERGER OF EQUALS
(scambio carta contro carta)

Posizionamento per una crescita redditizia e sostenibile
GAMMA DI PRODOTTI BEST-IN-CLASS PER DIVERSIFICAZIONE
OTTIMIZZAZIONE DELLE AZIONI DI LEVERAGE
INNOVAZIONE SU LARGA SCALA
FORTE ADATTAMENTO PER INTEGRAZIONI DI SUCCESSO
EFFETTI SULLE SINERGIE
MAGGIORE CRESCITA DEL FATTURATO ED IMPORTANTI SINERGIE OPERATIVE
MAGGIOR GENERAZIONE DI FLUSSI DI CASSA E OTTIMIZZAZIONE DELL'ALLOCAZIONE DEI CAPITALI
Interazione proficua di prodotti e servizi offerti
Ottimizzazione dei processi
Efficienza dei costi ed economie di scala
Analisi prospettica
Fare un analisi prospettica da qui a 5 anni per una società per azioni vasta e diversificata come l’Italcementi è un’impresa ardua, ma si possono prendere in considerazione dei fattori calcolabili al momento che potrebbero portare la società ad uno scenario positivo o al contrario negativo. A parer nostro lo scenario negativo è molto più probabile per un fattore fondamentale che analizzeremo e che è il motivo che porta l’Italcementi ad attuare una soluzione di corporate and investment banking

Scenario positivo
Scenario negativo
Nessuno scossone del mercato
: nel corso degli anni Italcementi, come d’altronde la maggior parte delle quotate, ha sofferto la crisi dei mercati finanziari; ecco perché una situazione stabile dei mercati, o ancor meglio in miglioramento, porterebbe al Gruppo vantaggi significativi
Espansione in mercati emergenti
: una probabile ulteriore espansione dell’attività in paesi emergenti (come è avvenuta di recenti con l’ampliamento dell’attività in Asia) porterebbe un incremento del fatturato notevole
Fusione Lafarge-Holcim
: come è noto, due colossi del settore si stanno fondendo: Italcementi potrebbe approfittare di un periodo di ambientamento della nuova realtà per ampliare la sua quota di mercato
Deprezzamento dell’euro
: l’apprezzamento delle monete estere rispetto all’euro porterebbe un aumento significativo dei margini, come emerge dalla relazione finanziaria
Marketing, innovazione, riduzione costi
: In questo caso la creazione di valore dipende esclusivamente dall’abilità del management nei settori di marketing, ricerca e riduzione dei costi. In particolare su quest'ultimo aspetto Italcementi ha dimostrato la propria abilità negli ultimi anni, attraverso una politica di riduzione dei costi molto efficiente

Lo scenario peggiore è il più probabile a parer nostro. Nonostante le prospettive di apprezzamento delle monete estere rispetto all’euro, il mercato in rialzo, le elevate capacità del management,
la fusione tra Lafarge e Holcim sarà motivo scatenante di crisi tra i principali competitor, e pertanto di Italcementi. Pur ipotizzando lo scenario migliore, la possibilità di approfittare per il Gruppo di un periodo di ambientamento risulta una mera forzatura, ai limiti dell’irrealtà. Due colossi del genere una volta fusi non solo aumenteranno in modo considerevole la loro fetta del mercato ma andranno a sottrarre importanti quote di clientela al colosso italiano che si troverà vittima dello squalo. Nella stessa situazione si ritroverebbe Buzzi, ecco perché l’unica alternativa possibile per restare ai vertici del settore è una fusione tra le realtà più grandi del panorama italiano

Dati gli ultimi due anni di perdita per le società considerate e la ripartenza della domanda nel settore la soluzione da noi proposta è un Merger of Equals tra Italcementi e Buzzi Unicem.
Vantaggi derivanti da un'operazione di fusione:

Integrazione orizzontale/verticale
Crescita più veloce: know-how tecnologico/acquisizione brevetti (es. collaborazione brembo/Italcementi)
Sostituzione del management inefficiente
Aumento quota di mercato
Sinergie - Economie di scala
Miglioramento del posizionamento strategico dell’azienda acquirente o incorporante:
- aumento delle quote di mercato delle aziende acquirenti/incorporanti
- spinta al cambiamento: entrata in settori nuovi o in attività correlate
- acquisizione di un’azienda cliente/fornitore chiave
Aumento indebitamento tramite debito -> maggiore deducibilità interessi passivi
Riduzione della leva complessiva
Utilizzo delle perdite pregresse di Buzzi per ridurre l’onere tributario complessivo
Riduzione del rischio di scalate
Analisi impresa target
Buzzi Unicem, nel settore cementiero dal 1907, è la seconda realtà nazionale per fornitura di materie prime dopo Italcementi; attiva in 12 paesi e con una forza lavoro di 10.800 dipendenti, offre una copertura al 2% della domanda mondiale. Gli ultimi dati mostrano condizioni operative assai differenziate tra loro, con la caduta della domanda interna, i primi segnali di ripresa dall’Europa centrale e la crescita di Europa orientale e USA, producendo tuttavia un calo del fatturato a 2.753,1 milioni, pari a circa un quarto dei livelli pre crisi. Nonostante tale situazione patrimoniale il gruppo presieduto da Enrico Buzzi appare aperto a nuove operazioni di fusioni e acquisizioni: è infatti l’unica tra le principali aziende cementiere italiane ad aver acquisito asset dismessi in sede di fusione da Lafarge (100% di Uralcement) e in questi giorni ha formulato una proposta di acquisto per gli stabilimenti del Gruppo Sacci.

Analisi SWOT Buzzi Unicem:
Punti di Forza/Opportunità

Qualità eccellente degli asset industriali

Top management di indiscusso valore

Presenza in USA, Russia e Messico

Focus sulla riduzione dei costi
Debolezze/Minacce

Diversificazione territoriale ridotta rispetto ai competitors

Forte dipendenza dal mercato domestico

Forte esposizione al rischio di tasso di cambio
Le sinergie si manifestano più frequentemente nel caso di operazioni fra parti che operano in attività strettamente collegate fra loro, tecnologicamente, a livello produttivo o di mercato.

Analisi della soluzione
In seguito alla fusione delle due società si viene a creare una nuova entità con 4,4 miliardi di capitalizzazione, 8 miliardi di fatturato, una capacità produttiva di oltre 100 milioni di tonnellate di cemento/anno, oltre 29 mila dipendenti e 627 milioni di azioni quotate sui mercati. Per quanto attiene al rapporto di concambio in base al quale i due gruppi procedono allo scambio delle rispettive quote sono stati presi in considerazione i valori assunti dalle medie aritmetiche dei prezzi di chiusura degli ultimi sei mesi dei titoli Italcementi e Buzzi, assumendo come riferimento per il valore di mercato del titolo della nuova società il valore del titolo Italcementi, il quale verrà scambiato pertanto con un rapporto 1:1. Per il titolo Buzzi Unicem si procede invece allo scambio con un controvalore di 1,68 azioni della nuova società per ogni azione ordinaria.
Nuovo assetto societario
Una volta effettuato lo scambio azionario le partecipazioni di controllo detenute da Fimedi S.p.A. e Italmobiliare S.p.A., rispettivamente azionisti di maggioranza di Buzzi Unicem e Italcementi, ammontano al 51% delle azioni ordinarie in circolazione, con una quota leggermente a favore degli azionisti di Buzzi (26% contro il 25% detenuto da Italcementi). Si rende pertanto necessario l’acquisto sul mercato delle quote necessarie a stabilire un equilibrio paritario tra gli azionisti di maggioranza, quantificato in 5.959.785 azioni e 42.165.479,55 euro necessari a finanziare tale acquisto mediante l’apertura di una linea di credito a breve (rimborso a dicembre 2015), compatibile con la struttura di indebitamento della società.
Nuovo assetto societario
In base all’analisi condotta l’aumento del fatturato in termini percentuali può essere stimato intorno al 3,3% entro il termine del 2016, primo anno di attività del nuovo gruppo, contro lo 0,8% e 0,9% che otterrebbero Buzzi Unicem e Italcementi qualora la fusione non avesse luogo.
In una prospettiva di medio termine, che nella nostra analisi giunge a contemplare la chiusura dell’esercizio 2018, il plusvalore generato dalle sinergie post fusione è quantificabile in 612,3 milioni di euro.
Ambito generale
: Dopo la crisi il Gruppo ha proceduto a ristrutturare ed efficentare gli stabilimenti per aumentarne produttività e performance energetiche. Il settore cemento a livello Italia ha risentito della crisi del settore edilizio in maniera drastica (70% in meno di permessi di costruzione), complessivamente un calo di circa il 50% dei volumi rispetto a 6 anni fa. Ad oggi la situazione appare stabilizzata nel nostro Paese con una suddivisione discretamente articolata del mercato.

Innovazione
: A cura di I.LAB, laboratorio di ricerca della sede centrale di Bergamo.
I nuovi prodotti (es. cemento biodinamico, TX-active_idrodrain) presentano grandi prospettive di impiego, il loro utilizzo è in crescita e rappresentano il futuro.

Sostenibilità
: dal 2010 Italcementi ha adottato una politica di sviluppo sostenibile per mantenere ed aumentare la redditività del proprio business.
Tale politica è orientata al perseguimento di sette obiettivi differenti:
1) Sicurezza sul lavoro > incontri e formazioni periodiche sulle cultura della sicurezza
2) Ambiente > monitoraggio continuo dell’attività d’emissione (elevata trasparenza, pubblicazione online dei dati rilevati)
3) Risparmio energetico > installazione motori a basso consumo energetico
4) Iniziative sociali > collaborazione in ambito scolastico a livello comunale/provinciale/regionale
5) Qualità > inerente ai prodotti e al sistema di gestione delle attività
6) Diritti umani > responsabilità sociale delle problematiche dei paesi meno industrializzati in cui opera
7) Salute e igiene > controllo annuale sanitario per tutti i dipendenti
Lorenzo Metullio
(vice-direttore stabilimento Italcementi-Colleferro)
Migliore struttura del capitale
Ottimizzazione continuativa del portafoglio prodotti/servizi
Ottimo ritorno per gli azionisti
Scenari alternativi
Negativo
Positivo
Naturalmente è possibile assistere al verificarsi di situazioni differenti: il valore creato dalla nuova azienda nel periodo successivo alla fusione può infatti essere inferiore (caso Negativo) o superiore (caso Positivo) rispetto al caso precedente, che indicheremo come Neutrale.
Nonostante tali discrepanze, la creazione di valore indotta dalle sinergie post fusione è comunque positiva e di assoluto rilievo, quantificandosi in 503,4 milioni nel primo caso e in 725,5 milioni nel secondo.
Full transcript