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Mulini idraulici dei Monti di Trapani

Proponiamo una breve digressione sulla storia e lo sviluppo del mulino idraulico; un’introduzione sugli impianti molitori in Sicilia, in particolare un caso studio nel trapanese, e l’analisi di un’industria molitoria odierna di tipo tradizionale.
by

Proyecto MEMOLA

on 12 October 2016

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Transcript of Mulini idraulici dei Monti di Trapani

*lineamenti di storia del mulino idraulico
*localizzazione mulini di Calatafimi
*costituenti e funzionamento del mulino Arancio
*intervista ad un produttore locale
*galleria fotografica

Antipatro di Tessalonica
(I secolo a.C.)
Il più antico riferimento scritto dell’utilizzo di una ruota idraulica, come fonte di energia per la trasformazione delle materie prime, lo ritroviamo in un epigramma di Antipatro di Tessalonica (odierna Salonicco-Grecia): in esso il poeta celebra la libertà che il mulino idraulico donava alle donne, prima costrette a muovere per ore la macina con la forza delle loro braccia.
Localizzazione mulini di Calatafimi
Strabone
Strabone, nella sua
Geografia
(XII, 3, 30), ricorda il mulino fatto costruire da Mitridate VI, intorno al 65 a.C., nel suo palazzo di Cabeira, nel Ponto (Anatolia nord-orientale).
Il paesaggio dei Monti di Trapani attraverso i mulini idraulici
Vitruvio (20 a.C.)
Nel suo
De Architectura
(X, V, 1-2), è il primo autore che descrive con sufficiente chiarezza il funzionamento di una ruota idraulica verticale.
Plinio il Vecchio (75 d.C.)
Parla di una larga diffusione in Italia del mulino orizzontale.
Naturalis Historia

XXXVII libri
IV-V secolo d.C.
Stando alla storiografia ufficiale, non ancora comprovata dal dato archeologico, il diffondersi degli impianti idraulici, in sostituzione delle macine a mano, venne favorito dalla diminuzione della schiavitù e la conseguente minore disponibilità di manodopera servile.
Medioevo
Mondo arabo
Gli arabi seppero dare un nuovo impulso alla tecnologia costruttiva. Nel X secolo le grandi e popolose città dell'Islam erano regolarmente rifornite di farina da complessi molitori multipli, a carattere quasi industriale, capaci di produrre decine di tonnellate al giorno di macinato, lavorando senza sosta, a ciclo continuo.
In Sicilia, e in generale in Europa, la dominazione araba e la conseguente occupazione delle campagne favorirono la diffusione di questi strumenti molitori.
Fase di piena espansione degli impianti e successivo abbandono dei mulini idraulici nell'Europa della rivoluzione industriale.
XII-XIII secolo
Il momento di maggiore espansione numerica degli impianti idraulici in Europa si verifica tra il XII e la fine del XIII secolo, in corrispondenza di un periodo di prosperità economica e di incremento demografico.
XVIII secolo
Con l’avvento delle prime macchine industriali i mulini non vengono accantonati immediatamente.
XIX secolo
Nel corso del XIX secolo il mulino ad acqua, così come il mulino a vento, viene soppiantato dall'avvento del motore a vapore e, successivamente, dal motore elettrico.
Sezione di un mulino idraulico
1. zachia
2. botte
3. ambiente di lavoro
4. locale guarraffo
5. trimoia
6. mancina
7. ghiuttena
8. cannedda
9. rota
10. uscita dell'acqua
11. galleggiante
percorso dell'acqua
ammuttatuni
pinneddi

zappeddu
fusu
rota
mutu di spia



arbula



cannolu di la farina



bancuni



Galleria fotografica
Bibliografia essenziale:
- I Mulini Di Calatafimi-Studio sui mulini idraulici lungo il corso del fiume Crimiso– L. Accardo, P. Bonì, S. Palmeri- Tipolitografia Olbia-Alcamo–1996.
- Calatafimi scoverto a' moderni -V. Pellegrino; ristampa a cura di D. Taranto e L. Vanella-Paceco–1993.
- Sistemi idraulici di origine araba nella cultura mediterranea -L. Cessari, E. Gigliarelli-Cangemi Editore spa–Roma-2000.
- Aramis Network, Arab Mills and Irrigation System in the Mediterranean Basin: Study, Documentation and protection (Pagina Web).
- Dei mulini e delle gabelle: le gabelle ed i mulini da cereali a energia idraulica nella Sicilia occidentale- S. Cascio-Grafill Editore srl-Palermo-2008 (Fondare Città; 9)
- http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/museomistretta/02_pulsanti/percorsi/07_grano_tessitura/pagine/pagine/004.htm
Da:
I mulini di Calatafimi
, di L. Accardo et al, p. 52
Gli impianti molitori in Sicilia
"Smettete di macinare, o donne, che lavorate al mulino, dormite fino a tardi, anche se il canto del gallo annuncia l'alba. Poiché Demetra ha ordinato alle ninfe di eseguire il lavoro che facevate con le vostre mani, ed esse, saltando giù dalla sommità della ruota, fanno girare l'assale che, con le sue pale rotanti, fa girare le pesanti macine concave."
Antologia Palatina, IX, 418
Macina a mano in pietra lavica
Lo sviluppo e la diffusione dei mulini idraulici continuarono la loro parabola ascendente, toccando l’apice nei secoli centrali del Medioevo, quando si diffusero in tutta Europa, in funzione delle risorse idriche disponibili e della loro portata.
mola
regolatore della chianca
cocciu mola soprana
ghiuttena in muratura per poggiare i sacchi di farina
mazzolo a lamette e strascina, per la bacciardatura
cascia per la raccolta della farina
Costituenti e funzionamento del mulino Arancio
Intervista ad un produttore locale
Le prime testimonianze scritte su dei mulini idraulici le ritroviamo, almeno nel trapanese, in alcuni passi degli scritti del geografo arabo Idrisi, che menziona dei "mulini di Calathamet", nel territorio di Calatafimi Segesta. Questo dimostra l'esistenza di tali opifici già nella prima metà del XII secolo e quindi riconducibili, con ogni probabilità, al periodo islamico. Altre attestazioni scritte sui mulini idraulici in Sicilia le ritroviamo in diversi documenti del periodo normanno (grazie e privilegi).
La presenza di questi impianti si moltiplica tra il XVI e il XVIII secolo, in coincidenza con un aumento demografico che richiede la messa a coltura di nuove terre. Generalmente vengono gestiti dai signori feudali o dalla chiesa, mentre le terre demaniali vengono amministrate da famiglie patrizie e, in seguito, da rappresentanti della borghesia, che concedono in gabella (affitto) la gestione dell'impianto e del terreno limitrofo, con la possibilità di pagare il canone in natura o in denaro.
Tra il XVIII e il XIX secolo forti imposizioni fiscali (tassa sul macinato) gravano sulla precaria economia del territorio e sulle comunità rurali.
I mulini idraulici siciliani vengono progressivamente abbandonati a partire dalla prima metà del '900, sostituiti dai primi impianti a vapore e poi elettrici.
XVI-XVIII secolo
Prima metà del XII secolo
XVIII-XIX secolo
prima metà '900
Mappa della Sicilia da un anonimo manoscritto arabo del XIII secolo, copia di un originale dell'XI secolo ( Bodleian Libraries, Oxford University)
mola per affilare le lamette del mazzuolo
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