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Il distretto industriale marshalliano come concetto socio-economico (parte 1)

presentazione sul capitolo 4 di Beccatini per economia dei sistemi locali
by

sara poggi

on 15 December 2013

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Transcript of Il distretto industriale marshalliano come concetto socio-economico (parte 1)

I lavoratori a domicilio ed i lavoratori a tempo parziale rappresentano poi l’anello di congiunzione fra il sistema delle imprese e quello delle famiglie.

Quando vi è
piena occupazione, il lavoro a domicilio ed il part time sono strumenti di incrementazione del reddito
oltre l’area del necessario. Hanno un ruolo essenziale sia nell
’assorbire parzialmente le fluttuazioni esterne, attraverso i meccanismi compensativi del bilancio, che nell’allevare e ricostruire le nuove leve dell’imprenditorialità minore
.





Il distretto industriale marshalliano come concetto socio-economico
(parte I)

economia dei sistemi locali

Sara Poggi

Premesse
abbozzo di concettualizzazione del distretto industriale inteso a:








Definizioni
“Definisco il
distretto industriale
come un’entità socio-territoriale caratterizzata dalla compresenza attiva, in un’area territoriale circoscritta, naturalisticamente e storicamente determinata, di una comunità di persone e di una popolazione di imprese industriali."(Becattini,1991)

Caratteristiche del distretto:

la
comunità
e le
imprese
tendono, per così dire, ad interpretarsi a vicenda.
Attività industriale
come attività dominante
Necessità della presenza di una
rete stabile di collegamenti
del distretto coi suoi fornitori e coi suoi clienti (Problema collocazione sul mercato esterno del crescente surplus di prodotti che non possono essere venduti nel distretto)
La comunità locale
Incorpora un
sistema abbastanza omogeneo di valori
che si esprime in termini di etica del lavoro e dell’attività, della famiglia, della reciprocità, del cambiamento
vs valori del mondo "esterno" e forestieri
.
La popolazione di imprese
Il
distretto
come caso di
realizzazione localizzata di un processo di divisione del lavoro
che non si diluisce nel mercato generale, né si concentra in una o poche imprese.
(occhio alla realtà)
rendere gli
studi empirici
sull'industrializzazione
contemporanea
più precisi
e penetranti.
(occhio alla teoria)
consentire di
stabilire
i rapporti
che
intercorrono tra la
problematica empirica del distretto
e i principali
nuclei teorici
della
riflessione economica
Sistema di istituzioni e regole
che quei valori diffondano nel distretto, li garantiscano e li trasmettano da una generazione all’altra.(sorta d’
interesse superiore di tipo comunitario interiorizzato dalla popolazione locale nel suo complesso
)
La
funzionalità di questi valori al tipo di attività economica
svolta e il successo economico che ne consegue
come motivo di orgoglio e non come limite
.
continuo
interscambio di individui
fra il distretto stesso e il mondo circostante (migrazioni permanenti e temporanee)
Questo implica:
che il
processo produttivo complessivo di un distretto
presenta
carateristiche diverse
da quelle, ad esempio, di ogni altro distretto.
ogni

singola unità produttiva
che operi in un distretto è da considerarsi, simultaneamente, sia
una entità suscettibile di una sua propria storia autonoma,
tendenzialmente sganciata dalla sua origine territoriale, sia
un ingranaggio specifico di quello specifico distretto
.
Le
imprese del distreto
appartengono
prevalentemente
ad uno
stesso settore industriale
, definito tuttavia in un
senso particolarmente ampio.
Perché si realizzi quell
'ampia interpretazione dell'attività produttiva con la vita quotidiana del distretto
occorre che il settore sia così comprensivo da
fornire occasioni di lavoro a tutti gli strati della popolazione,
o che sia
"adeguatamente" plurisettoriale.
Le risorse umane
L'insieme delle posizioni lavorative è variegato.

Una delle
condizioni della produttività e concorrenzialità
del distretto è il
continuo processo di riallocazione
, alimentato dalla ricerca di un
posto
che sia contemporaneamente
più appetibile e più adatto alle capacità di ogni singolo individuo
.
sì, è in funzione un
meccanismo di penalizzazioni e incentivi
che spinge verso una convergenza tra il lavoro desiderato e quello per cui si è oggettivamente più adatti
no, riproduzione continua della
contraddizione fra ciò per cui uno è adatto e ciò che egli “vagheggia
”.
La specializzazione del lavoratore non viene persa dal punto di vista del distretto quando l’impiegato si sposta da un’azienda all’altra, bensì concorre alla creazione di quel “bene pubblico” che Marshall contrassegna con l’espressione “atmosfera industriale”
La
valutazione delle qualità personali e professionali del lavoratore
è molto
più facile per un’impresa immersa nelle relazioni comunitarie
che non per l’impresa isolata, o per quella sperduta nell’anonimato urbano
Le
informazioni
di cui
l’impresa
dispone nel distretto sono
molto più penetranti
di quelle raccoglibili altrove mediante strutture formali.
gli "imprenditori puri"
La sua
funzione
specifica sta nel
tradurre in termini di prodotti vendibili su quel mercato tutte le potenzialità racchiuse nel tessuto storico del distretto.
Egli però
conosce solo un certo distretto
ed eventualmente i suoi annessi e connessi.
Non possiede alcun impianto o fabbrica, né impiega lavoratori dipendenti, a parte pochi stretti collaboratori. L’
unico capitale fisso
è dato da un
magazzino per lo smistamento delle materie prime e dei prodotti finiti
Come sottoprodotto della sua attività abituale, acquisisce una
conoscenza sempre più intima
della struttura economica e sociale e quindi
del potenziale produttivo
, del distretto.
Un
pericolo
specifico
del distretto
sta nella
continua tendenza allo “sradicamento” e alla cosmopolizzazione dei suoi imprenditori puri.
G.Becattini, "il distretto industriale marshalliano come concetto socio-economico, in AA.VV. (a cura di), Distretti industriali e cooperazione fra imprese in Italia, Banca Toscana, Studi e Informazioni, Quaderno 34, 1991, pp. 51-65
i processi produttivi adatti per uno sviluppo in forma di distretto sono quelli per i cui prodotti esiste una domanda finale differenziata e variabile nel tempo e nello spazio.
In linea di massima la molteplicità delle fasi e il meccanismo della loro suddivisione tengono le dimensioni tecniche ottime abbastanza basse.
Non sono esclusi legami personali fra i titolari delle imprese. Queste da un lato sono un ostacolo alla fluidità delle relazioni socio-economiche del distretto, ma dall'altro son del tutto coerenti con con l'esistenza di interazioni pervasive fra comunità e processo produttivo.
non son neppure escluse alleanze ed accordi tra imprese del distretto
i lavoratori più ricercati, trovando meglio riconosciute e valorizzate nel distretto le loro capacità ed esperienze, tendono a concentrarvisi.
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