Loading presentation...
Prezi is an interactive zooming presentation

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Platone

No description
by

Classe 3E

on 13 March 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Platone

Platone
Timeo
Dialogo scritto da Platone intorno al 360 a.C. è il Timeo, nel quale Platone fa conversare Socrate, il pitagorico Timeo di Locri (da cui prende il nome l'opera), Ermocrate e Crizia. In esso vengono approfonditi essenzialmente tre problemi:
cosmologico: origine dell'universo,
fisico: sua struttura materiale,
escatologico: natura umana
Protagora
Crizia
Il Crizia è considerato la continuazioe del Timeo,avendo stessi personaggi e stessa drammatica.
Esso è uno degli ultimi dialoghi di Platone e risulta incompiuto.
Fedro
Simposio
Il politico
Il Politico è il secondo libro della trilogia di Platone dei dialoghi. Gli altri due libri sono Teeteto e Sofista. I 3 libri parlano dei discorsi fra Socrate e altri personaggi su un modello politico ideale.
Reminiscenza
Il mito della reminiscenza tratto dal libro del Fedro parla dell’apprendimento che avviene attraverso il ricordo da parte dell’anima delle memorie avute in una vita precedente. E’ possibile trovare tracce del mito anche nei libri del Menone e del Fedone.
Il mito della nobile menzogna detto anche il racconto fenicio o “un qualcosa di fenicio” è stato scritto da Platone ed è raccolto nel terzo libro della “Repubblica”, nel quale tratta la fondazione dello stato ideale secondo la sua idea.
È un mito di fondazione che si differenzia dai miti narrati dai poeti perché è artificiale e dichiaratamente falso.

La caverna
Er
Il Mito di Er è il mito con il quale si conclude il decimo libro della Repubblica. Platone si avvale del giovane Er per dimostrare l'immortalità dell'anima e per affrontare i problemi legati al destino umano.
Gige
Il Mito del Demiurgo
Atlantide
La nascita di Eros
L'età dell'oro
Prometeo e Epimeteo
La vita
Riassunto
Er è un giovane guerriero della Panfilia morto in battaglia. Il suo corpo, in via di putrefazione, riprese vita nel 12esimo giorno. Er resuscitò per raccontare agli uomini cosa c’era nell’aldilà.
Er racconta di aver visto un luogo meraviglioso dove si aprivano due voragini nella terra e di fronte a queste, alte nel cielo, altre due. In mezzo sedevano dei giudici che, dopo il giudizio, invitavano i giusti a prendere la strada di destra che saliva attraverso il cielo, e gli ingiusti invece a prendere la strada di sinistra, in discesa.
I “buoni” avrebbero goduto per 1000 anni, mentre i “cattivi” avrebbero sofferto per 1000 anni. Alla fine del 1000esimo anno, le anime si reincarnavano in corpi a loro scelta, al cospetto del fuso dell’Ananke (personificazione del destino immutabile). In cerchio, ciascuna su un trono, sedevano le tre Moire (sorelle di Ananke): Lachesi, Cloto e Atropo. Lachesi lanciava casualmente le sorti che le anime raccoglievano al loro fianco. [Le sorti erano come dei bigliettini per la spesa, delle anime, chi aveva il biglietto col numero più basso sceglieva per prima la vita desiderata e messa a disposizione dall’araldo]
Qui Er narra di personaggi importanti come Agamennone o Orfeo che preferiscono reincarnarsi in animali o in persone poco facoltose. La scelta della vita non era compito solo degli uomini; anche gli animali sceglievano, e potevano senza alcun problema reincarnarsi in un uomo.
Atropo rendeva inalterabile il destino una volta filato, e così tutte le anime si dirigevano nella valle del Lete dove venivano invitati a bere l’acqua del fiume Amelete che faceva scordare tutto a chi la beveva. Subito dopo le anime si addormentarono e si risvegliarono dopo un tuono ed un terremoto nella loro nuova vita. Er che non aveva bevuto l’acqua e che aveva ricevuto l ordine di non prendere la sorte, resuscitò.
Er
Anima immortale
le tre moire
destino
Riassunto
Il mito della nascita di Eros, tratto dal
" Simposio" di Platone, mira a spiegare e giustificare la vera natura dell' Amore, in particolare la sua natura sfuggente e la sua passione per il bello. Platone decide di introdurre il mito attraverso il discorso di Socrate che riferisce quanto udito da Diotima.
Durante un banchetto degli dei in
occasione della nascita di
Afrodite
,
Poros
, figlio
di Metis, dio della
Ricchezza
,
ubriaco
di nettare, si
addormentò nei giardini di Zeus, sdraiato sul prato.
Dopo il pranzo,
Penia
, la
Povertà
, venne a mendicare,
ma accorgendosi della vurnerabilità di Poros, decise di sedurlo per avere un figlio da lui. Così venne concepito
Eros
, dio dell'
Amore
e della forza, amante del bello.



Il Simposio, noto
anche come Convivio,
è un famoso dialogo
narrato di Platone. La
sua struttura è particolare,
in quanto composta da più interventi
narrativi, oratori in cui gli
intellettuali ateniesi espongono
ciascuno in un ampio
discorso la propria
teoria su Eros.
Nel Politico, Platone scrive il mito dell'età dell'oro (o Mito di Crono) con l'obiettivo di fornire un modello ideale e utopistico di figura politica.
Riassunto
Età dell'oro
Gregge
Caos
Il mito del Demiurgo, che è inserito nel primo dei tre libri del Timeo, racconta del Demiurgo, un essere divino e amante del bene, che plasmò la materia dell'Universo, usando come modello il mondo delle idee.
Secondo il mito, gli eventi dell'universo
seguono
due cicli
che si alternano periodicamente:
ascendente e discendente.
Nel ciclo ascendente l'universo viene regolato
da
Crono
e tutto avviene al
contrario
di come lo
intendiamo noi. Crono era affiancato
da semi-dei che avevano il compito di vegliare come
"
pastori
" sul loro "gregge" di uomini o altri animali.
Quando il tempo giunse, Crono lascio che l'universo
si regolasse da solo dando inizio al ciclo
discendente (quello attuale).

Senza divinità
a guidarci, l'universo ha passato
una fase di
caos
assoluto prima di
raggiungere l'equilibrio attuale.
Età dell'oro
Gregge
Caos
Il carro e l'auriga
La Repubblica
Nobile menzogna
Riassunto del mito
Rientra nel progetto di Platone ossia quello di voler costruire una gerarchia politico-sociale di carattere meritocratico.
Egli immagina che il narratore del mito è Socrate che sta dialogando con il suo interlocutore Glaucone e pone come premessa, dichiarandolo esplicitamente, che questo mito è falso infatti, essendone consapevole, lo espone con esitazione e vergogna.
L’idea di Platone espressa nel mito era che ognuno nella polis dovesse rappresentare un metallo ossia oro, argento o bronzo.
I singoli non producono da se il metallo che è nella loro anima ma lo ricevono in assegnazione dal dio, cioè dalla natura, frutto della storia che non dipende esclusivamente dall’azione individuale nella sua originarietà.
La sua funzione è la legittimazione della gerarchia politica, prima per i governati e, dopo una generazione, anche per i governanti. Come i vasi, così gli uomini possono essere d’oro, d’argento o di bronzo e, a seconda del metallo di cui sono fatti, devono occupare un ben preciso gradino della scala sociale.


MADRE TERRA
nascono
GOVERNANTI
SOLDATI
ARTIGIANI
CONTADINI
sono
sono
sono
- atti a governare
- razionali
-irascibili
-grandi lavoratori
-concupiscibili
rappresentano
rappresentano
rappresentano
SAPIENZA
CORAGGIO
TEMPERANZA
VASI
vengono associati
UOMINI
ORO
ARGENTO
BRONZO
FERRO
di
GOVERNANTI
SOLDATI
ARTIGIANI
CONTADINI
Il Demiurgo
All'inizio il mondo era solo un caos informe, materia spaziale, priva di vita che Platone chiama chora o Necessità. Il Demiurgo, essendo amante del Bene, ha voluto ordinare le cose del mondo "a immagine e somiglianza delle idee", comunicando loro una parte di perfezione dei modelli iperuranici; secondo Platone, l'Iperuranio è quella zona al di là del cielo, da cui deriva il nome, nella quale risiedono le idee
Plasmare la materia
Il Demiurgo non crea la realtà dal nulla, ma plasma e vivifica la materia preesistente senza vita, fornisce le cose di un'anima. L'opera del Demiurgo, nonostante la sua buona volontà, è limitata dalla resistenza del "ribelle della materia", a cui Platone attribuisce le imperfezioni del mondo. Tutto ciò che esiste di negativo e di disarmonico, è dovuto alla materia e alla necessità. Appare un abbozzo di soluzione del problema metafisico del male nel mondo, su cui tornerà la filosofia cristiana. Per questo le opere di Platone nel Medioevo saranno trascritte
Il Tempo
La forma dell'Universo
Platone dice sono stati creati nello spazio 5 solidi geometrici fondamentali; si tratta dei 5 solidi regolari, o solidi platonici: il cubo, l'ottaedro, il tetraedro, l'icosaedro e il dodecaedro. Questi 5 solidi stanno a rappresentare i 4 elementi fondamentali di Empedocle: terra, acqua, aria, fuoco e la forma dell’universo (il Dodecaedro).
L'anima dell'Universo
Il Dualismo
Il mito del Demiurgo nasce per rispondere alla necessità di introdurre un principio in grado di giustificare e superare il rigido dualismo, teorizzato da Platone, fra il mondo delle idee e la realtà sensibile.
Il collegamento tra i due mondi è proprio il Demiurgo, creatore del mondo sensibile, ma appartenente al mondo delle idee
Il mito di Gige è inserito nel secondo libro della Repubblica.

Platone elabora questo mito con lo scopo di far capire i vari rischi insiti nella forma di governo democratica.

In una giornata di violenta pioggia e con frequenti scosse telluriche il pastore Gige con il suo gregge si accorse di una voragine apertasi nel suolo.
Stupito e curioso, decise di andare a vedere cosa conteneva la spaccatura. Si accorse della presenza di un cavallo bronzeo nel quale si trovava un cadavere. Anche se rimase stupito dalle dimensioni assai grandi del morto , decise di prendergli l’anello e scappare via. Gige poco dopo si recò alla riunione indetta dal re per notificare le informazioni sul gregge, portando con sé l’anello.
Durante il comitato girò l’anello verso la sua mano e capì che era diventato invisibile agli altri ma poteva comprendere e sentire quello che si diceva.
Poi rigirò l’anello dall’ altro verso e ridiventò visibile.
Capito il meccanismo Gige decise di impadronirsi della moglie del re , poi di uccidere il sovrano e di prendere il suo potere.

RIASSUNTO
SECONDO PLATONE
PUO' OCCUPARSI DELLA POLITICA SOLO
CHI HA SEGUITO UN PROCESSO FORMATIVO
PER CONOSCERE IL BENE E LA VERITA'
-7 ANNI GINNASTICA E MUSICA
-18 ANNI SERVIZIO MILITARE
-20 ANNI STUDIO DELLE SCIENZE
-30 ANNI METODO DIALETTICO
PLATONE,SOSTENITORE DELL'ARISTOCRAZIA , CONDANNA LA DEMOCRAZIA ATENIESE
COMPORTAMENTI LICENZIOSI DEI GOVERNANTI
LE VIOLENTE ED IRRAZIONALI PASSIONI DELLA FOLLA
IL DEMOS SENZA NE' ARTRE NE' PRATICA DEL GOVERNO

teorizza lo "Stato ottimo", inteso come realizzazione dell'armonica convivenza basata sulla giustizia.

La Repubblica è un opera di Platone composta da 10 libri. È un dialogo in cui Platone

PLATONE
Attraverso Er
Immortalità dell'anima
spiega
che
rivive in altri corpi
scelti da
Gli uomini
Scelta della vita
scelta del destino
per
indica
che va intesa
come se il destino lo scelgie l'uomo attraverso le azioni che compie
Platone
Il mito del carro e dell'auriga, tratto dal
fedro
di Platone, espone la teoria della reminiscenza dell'anima, un fenomeno che consente di avere ricordi delle vite precedenti.
RIASSUNTO
Secondo Platone l'anima è una biga trainata da due cavalli alati, uno bianco e l'altro nero, e guidata da un auriga. L'auriga rappresenta la ragione, il cavallo bianco le passioni spirituali ed il nero le passioni legate al corpo; l'auriga ha quindi il compito di dominare i due cavalli e di portare la biga all'iperuranio, una realtà al di là del mondo fisico, attraverso la metriopazia(la regolazione delle passioni), mentre le anime degli dei hanno due cavalli bianchi, e quindi sono facilmente governabili. Una volta arrivato nell'iperuranio l'auriga degli dei può ammirare le idee lì racchiuse, e nutrire quindi l'anima; quando invece un'anima mortale vi arriva deve tenere lo sguardo sui cavalli, e vede solo di sfuggita le idee, rendendo quindi l'anima insoddisfatta e imbizzarrendo i cavalli, spezzandosi le ali. A questo punto la biga precipita sulla terra ed avviene l'incarnazione. L'individuo in cui l'anima si incarna non ha memoria delle idee viste nella sua vita ultraterrena tranne della bellezza, che è infatti percepibile attraverso la vista. La bellezza genera l'amore, che sarà caratterizzato dal cavallo che prenderà il sopravvento, il ricordo di questa idea darà appagamento all'anima che cercherà quindi di tornare nell'iperuranio e farà quindi spuntare nuovamente le ali ai cavalli
Il cavallo bianco rappresenta le passioni spirituali
Il cavallo nero rappresenta le passioni legate al corpo
L'auriga rappresenta la ragione
Il mito della caverna è il racconto del modo in cui il filosofo si stacca dal mondo sensibile per raggiungere, attraverso la conoscenza, il Bene, grazie al quale una volta ritornato tra gli altri uomini governerà al meglio la città. Esso ha come interlocutori Socrate e Glaucone.
Il Protagora è un dialogo
narratoci da Platone attorno al IV secolo a.C.
per dimostrarci come
l' attività educativa praticata dai sofisti fosse errata. Esso racconta di Socrate che, per sfuggire alle domande sulla sua relazione con Alcibiade, narra al suo interlocutore il discorso avuto con Protagora poco prima.
Platone, con questo mito narratoci nel Protagora, vuole spiegarci l' importanza delle virtù politiche, e quindi delle leggi, necessarie agli uomini per vivere in società.
C’ era un tempo in cui esistevano gli dei, ma non le razze mortali. Prima della loro nascita, essi incaricarono
Prometeo e Epimeteo di distribuire opportunamente le facoltà naturali. Epimeteo pregò Prometeo di lasciargli il compito della distribuzione, mentre egli doveva ricontrollarla una volta finita. Così distribuì le facoltà in modo che si compessassero dando ad esempio a qualcuno la forza senza velocità e ad altri la velocità e la capacità di creare diversi espedienti per la sopravvivenza. Escogitava mezzi di salvezza in modo tale che nessuna specie potesse estinguersi. Ma Epimeteo non si accorse di aver consumato tutte le facoltà per gli esseri privi di ragione. Prometeo, per salvare la specie umana, rubò la perizia tecnica e il fuoco da Atena e Efesto. Così Prometeo garantì all’ uomo la risorsa necessaria per vivere ma, siccome essi non avevo la sapenzia politica, ogni volta che gli uomini cercavano di riunirsi, finivano per uccidersi. Quindi Zeus, temendo che la specie umana si estinguesse, invìò Ermes a portare agli uomini rispetto e giustizia distribuendolo a tutti. Infatti non esisterebbero città se solo pochi partecipassero.
RIASSUNTO MITO
"PROMETEO E EPIMETEO"
EPIMETEO ( COLUI CHE RIFLETTE DOPO)
PROMETEO GARANTÌ ALL' UOMO LA SOPRAVVIVENZA
MA FU CONDANNATO PER AVER RUBATO AGLI DEI
ZEUS INCARICÒ ERMES DI PORTARE RISPETTO E GIUSTIZIA
PERMETTENDO LA NASCITA DELLE CITTÀ
PLATONE
ARTE
POLITICA
SOLO POCHI NE SONO PARTECIPI
TUTTI NE SONO PARTECIPI
SOLO POCHI POSSONO DARE CONSIGLI
OGNUNO È LIBERO DI PARLARE
Il mito di Atlantide parla di un’isola misteriosa ormai collassata, le cui inestimabili ricchezze ,unite ad una straordinaria fertilità la rendevano la principale rivale della repubblica ateniese.
Riassunto
Gli dei, pur abitando sul monte Olimpo, si spartivano le terre con un sorteggio che veniva effettuato dalla
Dike
, la Giustizia, che assegnò Atene ai due fratelli Efesto e Atena,
Atlantide
venne invece affidata a
Poseidone
.
L’isola era formata da una vasta pianura, al suo centro si ergeva un monte in cui abitava
Clito
, ragazza che rimase orfana nell’età matrimoniale. Per compassione Poseidone decise di sposarla e successivamente creò dei cerchi concentrici attorno al monte, alternativamente di terra e mare, per permettere a Clito di vivere in tranquillità.
Poseidone e Clito allevarono cinque coppie di gemelli, divisero l’isola in dieci parti e ne affidarono una a ogni figlio e diedero il potere al maggiore dei gemelli,
Atlante
.
Atlantide divenne una monarchia molto prospera, l’isola abbondava pure di fonti, gli abitanti ci costruirono edifici, giardini e vi riempirono di vasche; abbondava di metalli e aveva un porto sempre colmo di navi che venivano da ogni parte per commerciare.
Le parole d’ordine erano
giustizia
e
collaborazione
, ma come ogni
monarchia
la voglia la bramosia di ricchezza prese il sopravvento e fu col tempo soggiogata dai peggiori mali dell’uomo, , a differenza di
Atene
che era una
repubblica
in cui non esistevano proprietà private ed era abitata da cittadini che svolgevano tutte le funzioni necessarie per il bene della città .
Così
Zeus
fu costretto a inabissare l’isola nel mare, ponendo fine alla gloriosa Atlantide.

Atlantide
Atene
Ricca di minerali e fertile
Monarchia
Desiderio di espansione e conquista
Natura divina dei sovrani
Prosperità e armonia
Carattere umano
Bramosia e cupidigia
Repubblica
Virtù e rigore
Equilibrio e saggezza
Il pastore Gige
La potenza
L'invisibilità
La voragine
Cavallo bronzeo
Anello

Cadavere
L'anima è simile a una pariglia di cavalli alati. L’anima, tutta, si prende cura di tutto ciò che è inanimato, e va in giro per il cielo e salendo, arriva fino al punto più alto della volta celeste. Quelle la cui pariglia contiene un cavallo cattivo procedono con grande difficoltà. Le anime che sono chiamate immortali, quando sono al punto più alto, si fermano muovendosi sul dorso del cielo, ed esse contemplano ciò che è fuori dal cielo. Le sorti dell'anima si ripetono con un ritmo ciclico: essa viene premiata o punita a seconda della vita condotta sulla Terra e in tempi determinati si reincarna in un altro corpo (metempsicosi). L'anima che ha conosciuto la Verità non solo ha vantaggi in questa vita, ma anche nella scelta del modello di vita che dovrà fare quando giungerà il tempo di reincarnarsi. E dunque la conoscenza della Verità rimane impressa nella mente per sempre.

Riassunto
Spiegazione
L'anima è rappresentata come una pariglia di cavalli (uno bianco che rappresenta la parte positiva e l’altro nero che rappresenta la parte negativa di un'anima) che vagano per il cielo cercando di raggiungere l iperuranio; ovvero quella zona al di là del cielo dove risiedono le idee e la saggezza.
Tuttavia l avvicinarsi al limite della volta celeste è un lavoro arduo dato che se la parte negativa di un anima, ovvero il cavallo nero, prevale, l'anima sarà destinata a precipitare sulla terra e quindi a tornare tra i mortali reincarnandosi.
L'anima è immortale ed è nata molte volte ed ha visto ogni cosa quindi è in grado di ricordare ciò che prima sapeva. Poiché l'anima ha appreso tutto, nulla impedisce che quando essa si ricorda di una sola cosa, il che appunto è l’apprendere, trovi da sé tutto il resto, se non si stanca nella ricerca e ha coraggio; giacché ricercare e imparare non sono altro che ricordarsi.
Secondo Socrate, la conoscenza divina, che si trova in un luogo astratto (l iperuranio), non ha una storia dato che le idee valgono in eterno, fuori dal tempo e dallo spazio. Le anime divine contemplano le idee sempre e senza difficoltà, nel ciclo eterno dell'universo. Di contro, la conoscenza delle anime non divine è soggetta all'accidentalità, dal lato soggettivo, perfino nella dimensione mitica del racconto. Gli oggetti della conoscenza divina sono gli elementi essenziali della metafisica platonica: eternamente validi, che consentono di conoscere le cose. Per questo la loro conoscenza per le anime non divine, a differenza di quella divina, ha una storia. E a causa della soggettività e storicità della nostra conoscenza eros e retorica sono problemi di rilevanza filosofica.

Ricerca
incessante di
ciò che
non si ha.
Filosofi:
amore
per la
sapienza
Eros
legame con Afrodite
Demone,
messaggero
tra gli dei e
gli uomini.
Poros
Penia

PROTAGORA
MANIFESTO
DEMOCRAZIA
UGUAGLIANZA TRA
GLI UOMINI
VIRTÙ POLITICA
MINIMA
COMPETENZA
AUTONOMIA
DECISIONALE
Il Fedro, scritto da Platone nel 370 a.C., è il dialogo tra Socrate e Fedro. Il dialogo è composto da tre discorsi sul tema dell'amore che servono come metafora per la discussione del corretto
uso della retorica.
Esse comprendono
discussioni sull'anima,
la follia, l'ispirazione
divina e l'arte.
MONDO INTELLIGIBILE
é
vitale
movimentato
intelligente
Ha un'anima
MONDO SENSIBILE
poichè viene plasmato
da quello intelligibile
Ha una sua
anima distinta
Tutto è vitale, ma in diverse misure
ASTRI
il cui movimento si identifica con il
TEMPO
"IMMAGINE MOBILE DELL'ETERNITA'"
Non vi era tempo
prima del mondo
Non vi sarà tempo
dopo il mondo
Una volta che il corpo muore, l'anima viene rappresentata come una pariglia di cavalli
CAVALLO BIANCO
(parte positiva)
CAVALLO NERO
(parte negativa)
se prevale, l anima potra' avvicinarsi maggiormente all iperuranio
Se prevale, l'anima si reincarnera' e avverrà la reminiscenza
IPERURANIO
INCARNAZIONE
FILOSOFIA
REMINISCENZA
BELLEZZA
Tutti gli uomini nascono incatenati
Solo il filosofo può liberarsi dalle catene ed iniziare il viaggio verso la libertà
Egli scoprirà che quello che vedono gli altri uomini sono proiezioni di imitazioni di ciò che è reale
Una volta arrivato alla verità il filosofo cercherà di raccontare la verità agli altri, che credendolo pazzo lo uccideranno.
Full transcript