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La Nascita di Venere,Sandro Botticelli

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by

Caterina Calamassi

on 12 March 2015

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Transcript of La Nascita di Venere,Sandro Botticelli

La Nascita di Venere, Sandro Botticelli
FONTS
Caratteristiche generali dell'opera
Commissionata da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici.
Opera di gusto pagano e di soggetto mitologico.
I tratti sono più geometrici e rigidi (l’arco della veste rosa tenuta in mano da Flora dà l’idea di rigido e i venti formano fra loro un intrico di membra, le onde del mare hanno un aspetto geometrico, la linea della costa non è ben resa prospetticamente e i lembi di terra fra le insenature sono aguzzi come i denti di una sega contrastando con le linee morbide di Venere)
mancanza quasi totale di profondità, alla bidimensionalità e al puro gioco lineare. Il paesaggio è ridotto all’essenziale, le onde del mare sono solo delle lievi increspature a “V”, la costa è una linea spezzata, che ripete e amplifica le curve del manti che Flora porge alla dea.
La leggenda della nascita di Venere
Urano è il padre di tutti gli dei. Un oracolo gli aveva predetto che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato. Per evitare ciò Urano decise di nascondere nelle profondità della terra tutti i figli che via via la moglie Gea dava alla luce. Gea, sua moglie, armò uno dei suoi figli, Saturno (KRONOS) con una falce d'acciaio, con la quale egli evirò il padre, gettandone poi i genitali nel mare. I genitali fecondarono il mare, dalla cui spuma nacque Venere. A Kronos fu a sua volta predetto lo stesso destino del padre; per evitare quindi di essere spodestato da uno dei suoi figli, egli divorava tutti quelli che la moglie Rea gli partoriva: essa però nascose al padre il figlio Giove, il quale, una volta cresciuto, lo spodestò. Il primato sugli dei spettò in seguito a questo fatto a Giove.

Mappa Concettuale
Presentazione di Caterina Calamassi e Caterina Martinelli
Venere che nasce dalla spuma del mare posta al centro del quadro
Ritratta in atteggiamento pudico, cioè si copre le parti intime (ricorda in questo modelli ellenistici).
Appare fragile e delicata e a ciò contribuisce anche la libertà che si prese il Botticelli nel crearla. Le spalle, infatti, ci appaiono incredibilmente spioventi, il braccio sinistro presenta un’impossibile conformazione e il collo è troppo lungo: un sostegno che pare poco adatto alla tenera testa e alla gran massa pesante di capelli che carezzano l’aria ondeggiando.
Venere è una sorta di sintesi della poetica del Botticelli: dolcezza e piacere della linea.
Il tema scelto sta a mostrare il significato spirituale che la filosofia neoplatonica attribuiva alla bellezza, cioè a Venere. E’ tramite essa infatti che l’uomo si avvicina a Dio ed è sull’amore che l’universo intero si regge. Il carattere della Venere è suggerito dall’accostamento al tema profano di un’iconografia di tipo sacro, quella solitamente riservata al “Battesimo di Cristo”.
La conchiglia con il suo guscio scanalato è di gusto classico, e la raggiera impressa sulle sue valve fu assimilata dagli antichi al sole: essa quindi è un simbolo di vita e fertilità
La figura di Venere
Zefiro e Clori
Zefiro è abbracciato a Clori, con le guance gonfie pronto a soffiare per spingere Venere appena nata verso il litorale dell’isola di Cipro
Clori getta molte rose, i fiori sacri a Venere
Flora
Flora, alla destra di Venere appena nata, la accoglie sulla spiaggia di Cipro porgendole un mantello rosso cosparso di fiori per coprirla
Firenze, Uffizi, 1483-1485, Tempera su tela
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