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IL RISORGIMENTO

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by

Matteo Coccetti

on 28 May 2015

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Transcript of IL RISORGIMENTO

Moti anni trenta
Rispetto ai moti degli anni venti quelli degli anni trenta videro più partecipazione, ma ebbero fortuna solo in Francia e in Belgio perchè aiutati dal ceto borghese, che in Italia non era sviluppato. In Italia i moti del venti e del trenta erano falliti perchè il paese non era unito e quindi più vulnerabile.
All' interno della borghesia si formò un movimento per l'unità e
l' indipendenza che prese il nome di Risorgimento.
Solo nel 1848 vari sovrani italiani, tra cui Carlo Alberto di Savoia, sono costretti a concedere la costituzione. L'Italia ottiene l'indipendenza dall'Austria con due
guerre: la prima guerra d'indipendenza (1848) e la seconda guerra d'indipendenza (1859),guidate entrambe dal re di Savoia.
In Italia: Venezia insorge e proclama la Reppublica il 17 marzo. Milano insorge il 18 marzo e in 5 giorni (cinque giornate di Milano) allontana gli austriaci. Lo Stato sabaudo interviene quando le cinque giornate sono terminate e dà inizio alla prima guerra d'indipendenza italiana. I regni di Toscana, delle Due Sicilie e lo Stato della Chiesa accorrono in aiuto, ma presto si ritirano perchè temono che i piemontesi, si estendano troppo e così gli stessi subiscono perdite contro gli austriaci e chiedono l'armistizio.

17/marzo/1861
Vol XCIII, No. 311
GLI INIZI
Il Risorgimento italiano
Napoleone si impegnava ad attaccare l'Austria se questa avesse attaccato per prima il Piemonte.
SECONDA GUERRA D'INDIPENDENZA
Il Risorgimento è il periodo che va dal 1820 al 1870. In questo periodo,l'Italia con varie guerre conquista l' indipendenza dall' Austria e l' unità.
In Italia,la borghesia è contraria all'Austria per due motivi:
1)Le dogane tra uno stato e l'altro fanno crescere prezzi delle merci;
2)L'Austria toglie i diritti e le libertà portate in Italia da Napoleone.
Gli italiani che sono contrari all'Austria sono detti liberali e si dividono in:
1)Liberali moderati;
2)Liberali democratici
I liberali si riunivano nelle società segrete,tra cui la Carboneria,per ottenere la Costituzione.
Nel 1859 i piemontesi ammassarono truppe al confine con la Lombardia.
L'Austria chiese il ritiro e,quando ottenne il rifiuto, attaccò.
La Francia intervenne.Napoleone III guidò l'esercito e a giugno Milano fu libera.
I Ducati di Toscana, Parma, Modena e di Romagna,chiesero l'annessione al Regno di Sardegna. Napoleone temette che il Regno piemontese si ampliasse troppo e così firmò un armistizio con l'Austria: la Lombardia restava dei Savoia, il Veneto tornava agli austriaci. La seconda guerra d'indipendenza vede in mano ai Savoia il Piemonte,la Sardegna,la Liguria,la Lombardia e l'Emilia Romagna. Mancava da liberare il Regno delle Due Sicilie, se ne occupò Giuseppe Garibaldi con l'armata dei Mille.
IL RISORGIMENTO
edizione limitata
MOTI DEGLI ANNI VENTI
I MOTI RIVOLUZIONARI 1820-1821
In Europa iniziarono insurrezioni di patrioti liberali che volevano ottenere monarchie costituzionali, ma con l'intervento della Santa Alleanza, che represse gli insorti tutto tornò come prima.
GIUSEPPE MAZZINI
La biografia
Giuseppe Mazzini (1805-
1872) fondò nel 1831 "la Giovine
Italia";l'obiettivo era portare la
libertà con l'aiuto di tutto il popolo.
La Carboneria
Giovine Italia
politica confusa
e segreta;
politica chiara;
borghesi e aristocratici;
popolo
gerarchie
gruppi decentrati
LA PRIMA GUERRA D' INDIPENDENZA
1849: a Roma e Firenze scoppiarono sommosse
popolari che fecero fuggire il Papa e il Granduca
di Toscana. Vennero proclamate le Repubbliche
che però durarono poco. Gli austriaci aiutarono
il Granduca a tornare a Firenze mentre Francia,
Spagna, Austria e Regno delle due Sicilie intervennero per riportare il Papa a Roma.
Molto volontari difesero la Repubblica
Romana ( Garibaldi e Mameli) ma la città cedette
in luglio. In agosto anche Venezia venne riconquistata dagli austrici.
Solo nel Regno di Sardegna rimase in vigore
uno Statuto e un Parlamento.
Il primo ministro (1852) era il Conte di Cavour
che diede inizio a una serie di riforme economiche.
Con aiuti militari agli stati esteri riuscì a stringer
alleanze importanti per combattere l'Austria ( alleandosi con Napoleone III ).
Nel 1858 Francia e Regno di Sardegna decisero
un'alleanza anti-austriaca (accordi di Plombieres)

TERZA GUERRA D'INDIPENDENZA
Alla ricerca dell'unità territoriale
Proclamato il Regno d’Italia nel 1861, rimanevano esclusi dai confini nazionali territori che venivano considerati italiani, tra questi, Venezia e il Veneto. L’occasione per il loro ricongiungimento fu procurata dal Regno di Prussia guidato dal cancelliere Otto von Bismarck che aveva assunto l’impegno di unificare l’area tedesca in un unico Stato.Nel 1866 Bismarck ottenne l'
alleanza dell'Italia
che attaccò l'Austria da sud.L’esercito italiano, al comando di La Marmora, venne sconfitto a Custoza. Soltanto Garibaldi, tornato alla guida dei Cacciatori delle Alpi, volontari che combattevano al fianco dell’esercito regolare, riuscì a ottenere alcune vittorie (battaglia di Bezzecca).Intanto, nella battaglia di Sadowa, l’esercito prussiano aveva sbaragliato quello austriaco, inducendo il governo imperiale a chiedere la pace. L’Austria diventava Austria-Ungheria. La Prussia assumeva la guida del processo di unificazione tedesca. All’Italia veniva assegnato il Veneto, ma solo grazie alla mediazione di Napoleone III, dal momento che l’Impero asburgico rifiutava di considerarsi sconfitto dagli italiani.
BRECCIA DI PORTA PIA
L'8 settembre 1870 Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, aveva mandato una lettera al Papa, Pio IX, manifestando la necessità che le truppe del Regno d'Italia entrassero nello Stato Pontificio per la sicurezza dell'Italia e della Santa Sede. Arrivato alle porte di Roma, l'esercito italiano ha atteso 3 giorni la dichiarazione di resa da parte dello Stato Pontificio e, dato che non è arrivata, la mattina del 20 settembre il generale Cadorna ha guidato l'artiglieria, che ha aperto una breccia a Porta Pia nelle mura della città. Il 2 ottobre 1870 si è svolto il plebiscito e, con la vittoria dei sì, la città di Roma è stata annessa al Regno d'Italia. L'Unità d'Italia si è conclusa con la presa di Roma, il 20 settembre 1870, e la famosa Breccia di Porta Pia. Questo evento segna inoltre la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. Nel 1871 la capitale del Regno d'Italia è stata trasferita a Roma.Dopo il 1870 all'unificazione della penisola italiana mancavano ancora Trento e Trieste,che sarebbero diventate italiane soltanto dopo il 1918.
GIUSEPPE GARIBALDI
Giuseppe Garibaldi (1807 - 1882 ), generale , patriota e condottiero italiano, nato a Nizza quando era ancora sotto il dominio italiano, conosciuto anche con l'appelllativo di " Eroe dei due Mondi " per le sue imprese militari compiute sia in Europa, sia in America.
Nel 1833 aderisce alla Giovine Italia, partecipando ai moti di Genova ma deve ben presto sfuggire alla polizia perchè gli aveva decretato la pena di morte.
In Brasile, dove si era rifugiato, combattè con gli insorti del Rio Grande e qui conobbe Anita, che lo seguì in Uruguay, dove Garibaldi riportò una strepitosa vittoria contro il dittatore Rosas.
Tornato in Italia, partecipò alla prima guerra d'Indipendenza e nel 1849, a Roma, combattè per la Repubblica Romana. A seguito della fuga da Roma , durante la quale Anità morì, tornò in esilio a New York, poi in Perù e in Cina.
Nel 1859 fece rientro in Italia e prese parte alla seconda guerra d'Indipendenza al comando dei Cacciatori delle Alpi conseguendo splendide vittorie.
Nel 1860 è promotore della spedizione dei Mille, dove a capo di poco più di Mille Volontari, Garibaldi sbarca in Sicilia e sconfigge l'esercito borbonico, conquistando il Meridione per poi consegnarlo a Vittorio Emanuele II, ritirandosi in seguito a Caprera sempre pronto a combattere per gli ideali nazionali. Nel 1862 si mette al comando di una spedizione, sempre formata da volontari, al fine di liberare Roma dal Governo Papalino, ma l'impresa è osteggiata dai Piemontesi dai quali viene fermato il 29 agosto 1862 ad Aspromonte.Durante la terza guerra d'Indipendenza nel 1866 conduce vittoriosamente le sue truppe a Monte Suello e a Bezzecca e nonostante la situazione favorevole in cui si era posto nei confronti degli Ausrtiaci, Garibaldi deve sgomberare il territorio trentino dietro l'ordine dei Piemontesi, al cui comunicato risponde con quel "OBBEDISCO", rimasto famoso nella storia.

Nel 1870 duante la guerra franco - prussiana, si schiera con la Repubblica, guidando vittoriosamente L'Armata dei Vosgi contro i Prussiani.
Nel 1871 partecipa alla sua ultima spedizione combattendo per i francesi nella guerra Franco - Prussiana dove, sebbene riesca ad ottenere alcuni successi, non riusce ad evitare la sconfitta finale della Francia.
Torna infine a Caprera , dove trascorse gli ultimi anni della sua vita , morendovi il 2 Giugno 1882.
moti rivoluzionari degli anni 1830-1831
AUTORI
MATTEO COCCETTI.
IVAN TADDIA.
MASSIMILIANO MARTINELLI.
MATTHEW ROMANO.

mappa concettuale
CAVOUR
Camillo Benso Conte di Cavour
Nasce il 10 agosto 1810 a Torino, assapora fin da giovane la vita militare, diventando ufficiale; poi decide di girare l'Europa per conoscere meglio gli effetti della rivoluzione industriale.Dopo 4 anni rientra in Piemonte e si occupa di agricoltura e più in generale di economia, dedicandosi alla diffusione di scuole. La sua attività commerciale e bancaria, lo consolidano come uno degli uomini più ricchi del Piemonte. La vita politica di Camillo Benso Conte di Cavour inizia con la fondazione del quotidiano "Il Rinascimento" nel 1847.Camillo Benso viene nominato ministro dell'agricoltura, del commercio e della marina e in seguito viene nominato ministro delle Finanze, mettendosi in luce per le sue abilità in materia di economia. Assume quindi un ruolo sempre più di spicco nella vita politica, fino a diventare presidente del Consiglio.Modernizza e valorizza l'agricoltura, mediante la diffusione dell'utilizzo di prodotti chimici e organizza un sistema di canalizzazione dell'acqua evitando periodi di carestia e facilitando il trasporto di merci. L'industria viene rinforzata grazie all'apertura di nuove fabbriche e potenziando quelle già esistenti. Valorizza il commercio promuovendo il libero scambio interno, ma anche estero. La figura di Camillo Benso si fortifica sempre maggiormente nella vita politica, economica e sociale del paese fino a spingere il politico ad avventurarsi nella politica estera. Convinto che il Piemonte dovesse uscire dall'isolamento nel quale si trovava, fa suo il pensiero di Carlo Alberto, sostenendo il programma di unificare l'Italia settentrionale allontanando l'Austria dal territorio Lombardo-Veneto. Per fa questo trova un valido alleato nella Francia. Nel 1858, insieme a Napoleone, sottoscrive un trattato in forza del quale si uniscono le forze contro l'Austria. Tuttavia, tale trattato non prende in considerazione l'aspirazione di unificare la penisola. Quando la Francia inizia a vedere un possibile Stato italiano come potenza troppo forte, viene siglato l'armistizio di Villafranca, in forza del quale i moti furono sospesi e Camillo Benso decise di ritirarsi dalla guida del governo. Tornato, più tardi, alla presidenza del Consiglio, grazie agli ottimi risultati della Spedizione dei Mille, è lui ad ordinare l'invasione dello Stato Pontificio contemporaneamente alla liberazione dell'Italia meridionale. Il 17 marzo 1861 sotto il suo governo viene proclamato Il Regno d'Italia. Qualche mese dopo, il 6 giugno 1861, a seguito di un improvviso malore, Camillo Benso conte di Cavour muore.

ABBIGLIAMENTO DI GARIBALDI

documentario: l'unificazione dell' Italia
La camicia o giubba rossa era il segno distintivo scelto da Giuseppe Garibaldi e dai suoi volontari fin dal 1843, quando il patriota radunò a Montevideo 500 italiani, nella Legione italiana, per difendere la Repubblica uruguayana dal ditttatore argentino Rosas, che voleva conquistarla.
Garibaldi potendo contare su pochi finanziamenti per la sua impresa, trovò del panno di lana rosso, in genere usato per i camici dei macellai al fine di nascondere la macchie di sangue animale, per rivestire le sue truppe. Le camice rosse divennero tra i protagonisti della nascita del Regno d'Italia. Nel museo garibaldino di Bezzecca sono esposti alcuni esemplari di giubbe garibaldine. Hanno forma di blusa, il camiciotto da lavoro utilizzato da operai e artigiani ed è formato da panno resistente. Le divise sono guarnite con cordoncini e cordonetti presubilmente da tapezzeria, sono state evidentemente confezionate a mano.
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