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legge e contratto collettivo

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by

olivia bonardi

on 19 November 2015

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Transcript of legge e contratto collettivo

ESEMPI DI RINVIO DA PARTE DELLA LEGGE AL CONTRATTO COLLETTIVO
l.n. 56/87 - art. 23
l.n. 196/97 - art. 1
d.l. n. 138/2011 - art. 8
d. lgs. n. 81 del 2015 - artt. 3 - 6 e 51


VERIFICARE:
A QUALI SOGGETTI RINVIA
A QUALE LIVELLO CONTRATTUALE RINVIA
SE IL RINVIO ATTRIBUISCE UN POTERE AL SINDACATO CHE ALTRIMENTI NON AVREBBE O NO

LO STATO NEGOZIA LE LEGGI CON LE PARTI SOCIALI
Da metà anni ‘70 prende avvio la concertazione sociale
E’ conseguenza:
dell’ampliamento degli obiettivi di tutela del sindacato: per tutelare al meglio gli interessi dei lavoratori occorre incidere sulle scelte di politica economica del paese
Dell’esigenza da parte del Governo di realizzare una politica dei redditi volta a tenere sotto controllo l’inflazione e la spesa pubblica: mira ad acquisire il consenso preventivo attraverso il negoziato

A chi rinvia il legislatore

Storicamente il primo criterio utilizzato è stato quello del sindacato maggiormente rappresentativo,
poi sostituito da quello “di” sindacato comparativamente più rappresentativo
Ci si chiede se quando il legislatore utilizza il “di” o il “dei” intenda ammettere o no il rinvio a contratti separati
Negli ultimi provvedimenti si fa riferimento ai sindacati comparativamente più rappresentativi a livello naizonale e a qualsiasi livello di contrattazione

Cambia l anatura del contratto?
Si sono confrontate due opinioni
I contratti a cui la legge rinvia hanno efficacia erga omnes
Perché il contratto collettivo in forza del rinvio contenuto nelle legge diventa una fonte extra ordinem
Oppure perché è sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi

Il contratto mantiene la sua natura di atto di autonomia privata
Per alcuni ciò si tratta di una fonte normativa che integra il contenuto della legge
Per altri mantiene la limitata efficacia soggettiva

Si applicano in ogni caso erga omnes
I contratti gestionali (perché l’accordo limita un potere dell’imprenditore che altrimenti sarebbe libero)
Accordi sulle prestazioni indispensabili nei servizi pubblici essenziali
Accordi di specificazione del contenuto della legge

la regolazione generale si ha cn l'art. 8 d.l. 138/11
I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, compreso l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, possono realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali, finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all'adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attività.
a)  agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie;
b)  alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale;
c)  ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;
d)  alla disciplina dell'orario di lavoro;
e)  alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio, il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonché fino ad un anno di età del bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o affidamento


la natura giuridica dei protocolli


La questione giuridica si pone con riferimento al prot.’84, recepito in decreto legge
Si dubita della sua legittimità per
Alterazione della forma di governo
Violazione art.39 II parte
Violazione dell’art. 36 Cost.

Corte cost. n. 34 del 1985
è l'accordo sul costo del lavoro, stipulato il 22 gennaio 1983, che risulta anomalo rispetto alle previsioni costituzionali contenute non solo nel primo ma anche nell'ultimo comma dell'art. 39. Stando alla Costituzione, la contrattazione collettiva spettante ai sindacati riguarda determinate «categorie» di lavoratori, sia pur liberamente definite dalle parti, e appare destinata a svolgersi in un diretto ed esclusivo rapporto fra le rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro.
L'accordo sindacale sul costo del lavoro stipulato il 22 gennaio 1983 ha inteso perseguire finalità di carattere pubblico, trascendenti l'ambito nel quale si colloca, per Costituzione, la libertà di organizzazione sindacale e la corrispondente autonomia negoziale; sicché le organizzazioni sindacali non sono in tal campo separate dagli organi statali di governo, bensì cooperanti con essi, e gli interessi pubblici ed i fini sociali coinvolti nella trattativa debbono poter venire perseguiti e soddisfatti, in ogni caso, dalla legge, quand'anche l'intesa fra il Governo e le parti sociali non sia raggiungibile


IL protocollo del '93
E’ il protocollo
sulla politica dei redditi
Sull’occupazione
Sugli assetti contrattuali
Sul sostegno al sistema produttivo
Stabilisce anzitutto l’abolizione della scala mobile
Si introduce un governo centralizzato della dinamica
del costo del lavoro commisurato alla produttività
Cambia la struttura della contrattazione

il protocollo del '98 - C.D. IL PATTO DI NATALE
Il Governo e le parti sociali nel mentre ribadiscono l’importanza del modello, delle procedure e degli indirizzi indicati nel Protocollo del 1993 sottolineano la necessità di definire nella continuità e nel rispetto delle prerogative e dei diritti costituzionalmente garantiti una nuova fase di concertazione finalizzata a conseguire obiettivi di sviluppo economico e di crescita occupazionale attraverso
un rafforzamento della concertazione ed un assetto delle regole che assicuri l’autonomia e la responsabilità alle parti sociali nonchè garantisca meccanismi procedurali certi e trasparenti;
un consolidamento del legame tra variabili di carattere macro-economico, variabili di carattere micro-economico, mercato del lavoro, al fine di garantire processi di sviluppo e di promozione di nuova occupazione anche a livello locale.

il METODO CONCERTATIVO FORMALIZZATO
Un’efficace politica dei redditi non può essere disgiunta da un quadro stabile di concertazione. Il rafforzamento e
lo sviluppo anche a livello locale
della concertazione sono necessari sia per la crescita dell’occupazione sia per garantire il rispetto dell’autonomia e l’esercizio della responsabilità che si esercitano nel territorio in forma autonoma e con poteri crescenti.

Ne consegue una struttura della concertazione così delineata:
- per le materie di politica sociale che comportino un impegno di spesa a carico del bilancio dello Stato, il Governo procederà ad un confronto preventivo con le parti sociali, stabilendo anche termini temporali per la formulazione di valutazioni ed eventuali proposte correttive;
- per le materie che incidono direttamente sui rapporti tra imprese, loro dipendenti e le rispettive organizzazioni di rappresentanza e non comportino un impegno di spesa a carico del bilancio dello Stato, ovvero per le parti normative di provvedimenti che, pur comportando indirettamente tali impegni di spesa, riguardino le medesime materie, incluse le relative discipline comunitarie, sarà definito un sistema di regole che indichi un percorso temporalmente regolamentato, atto a sviluppare i rapporti bilaterali delle parti sociali nella ricerca ed individuazione di soluzioni coerenti con gli scopi e gli obiettivi della concertazione
il Governo avvierà un confronto preventivo con le parti sociali sugli obiettivi generali dell’intervento in oggetto. Sui contenuti di tale provvedimento e sugli effetti di carattere sociale ed economico le parti sociali esprimeranno le loro posizioni sul merito. Il Governo terrà conto delle osservazioni pervenute, valuterà l’opportunità di procedere a tale intervento e le soluzioni normative coerenti;
nella suddetta fase di confronto, le parti sociali potranno decidere, di comune intesa, di disciplinare, interamente o in parte, i contenuti dell’intervento attraverso un accordo tra di loro. In tal caso, esse richiederanno al Governo di fissare un termine prestabilito di durata ragionevole, entro cui le parti potranno concluderlo;
in questo caso, ove l’accordo sia concluso nei tempi prestabiliti e sia coerente con gli orientamenti precedentemente espressi dal Governo ovvero si traduca in un patto concertativo trilaterale, il Governo stesso si impegnerà a promuoverlo e sostenerlo nelle sedi parlamentari, anche utilizzando forme di consultazione permanente con le stesse parti.

le concertazione negli anni più recenti
Dopo il Libro Bianco il Patto per l’Italia del 2002 non viene sottoscritto dalla Cgil
Negli anni 2006-8 si riprende la pratica della concertazione senza che specifici accordi la disciplinanino, di fatto però la prassi è consistente
Dal 2008 il precipitare della crisi economica determina l’avvio di un meccanismo decisionale
In una prima fase improntato all’urgenza
In una seconda fase vincolato al processo di governance economica europea
Da ultimo la concertaizone sembra aver subito una battuta di arresto

IL dialogo sociale nel libro bianco del 2011
prima di assumere interventi legislativi o comunque di natura regolatoria in campo sociale e dell’occupazione, è necessario che le istituzioni consultino le parti sociali circa l’intenzione di intervenire su una certa materia che non comporti impegni di spesa pubblica, sollecitandone una reazione in termini di opportunità e modalità di realizzazione. Al termine di questa prima fase di consultazione, da contenere in tempi ragionevolmente brevi, qualora il Governo o la Regione intenda proseguire con l’iniziativa regolatoria dichiarata nella fase precedente, alle parti sociali dovrebbe essere offerta l’opportunità di negoziare sul tema che forma oggetto della iniziativa in questione, assegnando anche in questa occasione un termine ben determinato.
Solo in caso di rifiuto delle parti sociali di impegnarsi in un negoziato, ovvero nell’ipotesi di un esito infruttuoso del medesimo, l’iniziativa legislativa promanante dal Governo o dalla Regione potrà riprendere il suo corso. Nel caso in cui invece il negoziato si sarà concluso positivamente, dovrà prevedersi un impegno politico del Governo o della Regione alla traduzione legislativa dell’intesa stessa.
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