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Nigeria

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Marco Andronaco

on 20 May 2013

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Transcript of Nigeria

la vigilia di Natale 2010 è segnata da una serie di attacchi armati ed esplosivi che causano 86 vittime. La vicenda si ripete l'anno successivo, dove già a novembre sei chiese erano state attaccate a Damaturu, con numerose vittime. In occasione del Natale 2011, cinque attentati sono stati condotti contro chiese cristiane provocando la morte di almeno 39 persone. Nelle settimane successive una serie ulteriore di attentati, realizzati da una setta musulmana con l'obiettivo dichiarato di provocare l'esodo dei cristiani dal nord del paese, ha provocato la morte di altre 28 persone. Gli eventi provocano la fuga di decine di migliaia di cristiani dal nord del paese. L'8 aprile 2012, in occasione della Pasqua, un nuovo attentato con esplosivo vicino a una chiesa a Kaduna ha colpito la Nigeria settentrionale: almeno venti i morti e decine i feriti. Poche settimane dopo, un commando armato ha aperto il fuoco sui fedeli che assistevano a una messa a Kano, causando venti morti e decine di feriti gravi. Il 3 giugno 2012 un attacco condotto da un kamikaze che conduce un'auto imbottita di esplosivo contro una chiesa a Yalwa (Bauchi) nel nord del Paese, causa oltre 15 morti. La settimana successiva un duplice attentato condotto da un kamikaze e da uomini armati contro due chiese durante lo svolgimento di funzioni religiose ha causato la morte di almeno quattro persone e il ferimento di decine, alcune delle quali in gravissime condizioni. Anche questi attentati sono stati rivendicati dalla setta islamica Boko Haram, che vuole cacciare i cristiani dal Nord del Paese, dove vuole imporre un califfato islamico. Il macabro rituale degli attentati contro i cristiani in occasione delle messe festive è proseguito anche nella domenica successiva: nello stato settentrionale di Kaduna sono state colpite tre chiese, con un bilancio di almeno 23 morti, compresi diversi bambini, e circa 80 feriti. Le persecuzioni dei Cristiani Nigeria

Liceo scientifico-linguistico "Archimede"
A.S. 2012/2013 La guerra del Biafra
Multinazionali petrolifere
Nuove persecuzioni contro i cristiani
Miseria e ricchezza a Lagos La guerra del Biafra La guerra del Biafra (6 luglio 1967-13 gennaio 1970), ha origine principalmente per due motivi: il controllo del petrolio di cui è ricca questa regione, e la secessione della parte meridionale del paese, popolata in maggioranza dall’etnia Igbo, dalla parte settentrionale dove invece risiedono etnie Yoruba e Hausa.
Il 15 gennaio 1966 in seguito a un broglio elettorale le popolazioni del sud organizzano un colpo di stato guidato dal generale Johnson Aguyi-Ironsi, a cui l’esercito del nord risponde il 26 luglio 1966 con un contro colpo di stato grazie al quale è salito al potere Yakubu Gowon che dopo aver fatto sterminare la minoranza cristiana Igbo presente al nord escluse quelli del sud dal potere, che preoccupandosi di perdere il controllo del petrolio(su 20milioni di tonnellate 17milioni sono estratte dal Biafra) proclamano la secessione dando origine il 30 maggio 1967 alla Repubblica del Biafra, che il 6 luglio dello stesso anno viene invasa dalle truppe nigeriane che proclameranno il blocco aereo, navale e terrestre.
Nel giugno ’69 la Repubblica del Biafra tenta una controffensiva ad opera di mercenari stranieri, mentre il 23 dicembre le truppe nigeriane dividono in due parti il Biafra e il 13 gennaio cade l’ultima città costringendo il presidente Ojukwu alla fuga, lasciando al suo vice Philip Effiong il compito di negoziare.
Il bilancio delle vittime è di 3milioni:1milione e 200mila in battaglia e circa 2milioni per fame. La guerra del Biafra: FAME Uno degli aspetti che hanno caratterizzato la guerra del Biafra è senza ombra di dubbio la carestia e la conseguente moria per fame.
Questa tragedia ha segnato l’affermarsi di un nuovo periodo storico e culturale per tutto il genere umano. Infatti si stima che su 3milioni di vittime circa i 2/3, per la maggior parte bambini, siano causate dalla fame, e le immagini di queste persone provate dalla carestia e dalle malattie dilagate a causa delle scarse condizioni igieniche, hanno fatto il giro del mondo.
In questa occasione è nata la generazione dei “militanti umanitari”, cioè di coloro che infrangendo il diritto di ingerenza della neutralità, accorrevano per aiutare la gente in difficoltà, tra questi hanno avuto più risalto dei medici francesi, i quali furono molto attivi con la Croce Rossa, fino a quando Bernard Kouchner fonderà nel 1971 “Medici Senza Frontiere”. In quegli anni sono stati coniati dei modi di dire come “sembri un bambino del Biafra”, usato per indicare un’eccessiva magrezza, oppure nel mondo occidentale, dove regnava il benessere, le mamme dicevano ai propri figli “pensa ai poveri bambini del Biafra”quando questi non volevano mangiare. Quindi Il termine “Biafra” è diventato un neologismo sinonimo di grande povertà. http://www.medicisenzafrontiere.it/ http://www.today.it/mondo/demolizione-slum-lagos-nigeria.html
A lagos,più del 70 % della popolazione vive in condizioni di povertà.Abitano nelle baraccopoli tra cui una della più importanti è quella di Makoko che nel 2013 è stata abbattuta dalle ruspe del governo distruggendo le case di oltre 500 persone, rendendo di colpo senzatetto 10.000 tra i più poveri abitanti di Lagos.Purtroppo gli abitanti di queste baraccopoli sopravvivono con soli 1 euro al giorno,senza corrente e senza fonti sicure da dove prendere l’acqua potabile . Lagos, il prezzo del progresso lo pagano i senzatetto http://www.ekoatlantic.com/media/image-gallery/#dp_lightbox[set_1]/2/ I l progetto è faraonico, coniugando sviluppo economico e difesa ambientale. Ma il pericolo è che si trasformi in una cattedrale nel deserto affacciata sul Golfo di Guinea.Adesso è solo una spiaggia libera nei pressi di Lagos, metropoli nigeriana in Africa seconda solo al Cairo per estensione.Ma presto si trasformerà in un reticolo di porticcioli turistici, boutique,ristoranti e grattacieli di lusso. Un progetto multimiliardario conosciuto come "Eko Atlantic" già soprannominato la "Dubai dell'Africa", un terreno artificiale di 9 chilometri quadrati che ospiterà 250mila persone appoggiandosi sulla sabbia recuperata sul fondo dell'oceano."Avremo una centrale elettrica indipendente - spiega David Frame, direttore del progetto 'Eko Atlantic' - e saremo in grado di fornire energia pulita e affidabile a tutta l'area. Avremo anche una rete di pozzi idrici che trasferiranno l'acqua potabile in torri idrauliche per poi distribuirla ovunque".I lavori sono iniziati con la costruzione di una barriera marina per difendere una linea costiera sempre più minacciata dall'erosione delle onde dell'Atlantico. Ma la Dubai dell'Africa segnerà un contrasto stridente con altre parti di Lagos i cui 15 milioni di abitanti spesso rimangono senza elettricità anche per 10 ore al giorno mentre gran parte dei residenti non hanno accesso a fonti sicure di acqua potabile. Per questo molti sono scettici sull'impatto che il progetto avrà sulla realtà economica della regione se non si accompagnerà a uno sviluppo più ampio e diffuso.Per tranquillizzare ansie sempre più generalizzate, "Eko Atlantic" ha schierato testimonial di grosso calibro come l'ex presidente statunitense Bill Clinton, amico di lunga data dei fratelli Chagoury, i costruttori libanesi che hanno finanziato i lavori.I primi edifici dovrebbero spuntare dalla sabbia entro due anni, ma il progetto non si completerà prima del 2030.  Nigeria, sul Golfo di Guinea sta per nascere la "Dubai d'Africa"  http://www.ekoatlantic.com/media/image-gallery/#dp_lightbox[set_1]/2/ Il progetto è faraonico, coniugando sviluppo economico e difesa ambientale. Ma il pericolo è che si trasformi in una cattedrale nel deserto affacciata sul Golfo di Guinea.Adesso è solo una spiaggia libera nei pressi di Lagos, metropoli nigeriana in Africa seconda solo al Cairo per estensione.Ma presto si trasformerà in un reticolo di porticcioli turistici, boutique, ristoranti e grattacieli di lusso. Un progetto multimiliardario conosciuto come "Eko Atlantic" già soprannominato la "Dubai dell'Africa", un terreno artificiale di 9 chilometri quadrati che ospiterà 250mila persone appoggiandosi sulla sabbia recuperata sul fondo dell'oceano."Avremo una centrale elettrica indipendente - spiega David Frame, direttore del progetto 'Eko Atlantic' - e saremo in grado di fornire energia pulita e affidabile a tutta l'area. Avremo anche una rete di pozzi idrici che trasferiranno l'acqua potabile in torri idrauliche per poi distribuirla ovunque". I lavori sono iniziati con la costruzione di una barriera marina per difendere una linea costiera sempre più minacciata dall'erosione delle onde dell'Atlantico."Eko Atlantic" ha schierato testimonial di grosso calibro come l'ex presidente statunitense Bill Clinton, amico di lunga data dei fratelli Chagoury, i costruttori libanesi che hanno finanziato i lavori. I primi edifici dovrebbero spuntare dalla sabbia entro due anni, ma il progetto non si completerà prima del 2030.  Lagos, sul Golfo di Guinea sta per nascere la "Dubai d'Africa"  La Nigeria è la prima nazione produttrice di petrolio in Africa; il sottosuolo della Repubblica difatti è “imbevuto” di oro nero tanto da farla diventare la maggior fornitrice di greggio all’Europa occidentale. Sesta a livello mondiale, la Nigeria è caratterizzata da un economia florida grazie al petrolio che costituisce l’80% delle entrate governative. I primi giacimenti di petrolio vennero scoperti nel 1956 a Oloibiri, nella zona del delta del Niger, dove le multinazionali petrolifere straniere hanno le loro piattaforme estrattive. Nel 1969, dopo l’indipendenza della nazione dalla Corona Britannica, la giunta militare al potere promulga il Nigerian Petroleum Decree che assegna allo Stato federale la proprietà e il controllo esclusivo del petrolio presente sul suo territorio creando nel 1971 la Nigerian National Oil Corporation (NNOC), associazione che si evolverà con la Nigerian National Petroleum Company (NNPC). La Nigerian National Petroleum Company è un’impresa statale creata dal governo federale nigeriano il 1 aprile 1977 per regolare e gestire le proprie risorse di greggio; la NNPC ha dato vita ad una serie di joint-ventures con diverse compagnie straniere (Shell, Mobil, Texaco, Agip, Esso, Elf) sfruttando questa collaborazione per condurre le attività di esplorazione, estrazione e potenziamento del comparto petrolifero. La vigilanza sulla società è stata affidata al Dipartimento per le risorse petrolifere, una divisione del Ministero del petrolio incaricata di controllare la regolarità delle licenze e dei permessi, nonché la conformità alla normativa in materia ambientale. Multinazionali petrolifere Il greggio in Nigeria Dal boom petrolifero degli anni Settanta la produzione di petrolio ha progressivamente soppiantato ogni altra attività economica del paese, prima fra tutte l’agricoltura, con danni gravissimi per la maggioranza della popolazione: è con il 1970 che la Nigeria inizia ad esercitare un ruolo egemone nel continente africano fondando nel 1975 la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale per favorire l’integrazione economica dell’area e per contrastare la presenza francese. Tuttavia nel 1977 si registrerà un calo del prezzo del petrolio sul mercato internazionale con il conseguente indebitamento della Nigeria. Nel decennio 1979-1981 si registra un secondo boom petrolifero, anche se più contenuto, che si caratterizza ancora una volta per la facilità di spesa e l’aumento di progetti di sviluppo a livello federale, per far ciò si adotteranno sistemi molto costosi causando nuovamente il crollo dell’economia nigeriana. Nel 1999, dopo il regime militare istauratosi negli anni precedenti, il potere della nazione viene restituito al popolo eleggendo Obasanjo come presidente della federazione; si pongono le basi per una riconciliazione nazionale e per ricostruire la credibilità internazionale del paese ristabilendo il sistema petrolifero attraverso la ristrutturazione delle raffinerie e monitorando meglio la produzione del greggio. Una delle emergenze più preoccupanti resta, comunque, la continua conflittualità dei diversi gruppi etnici in molte aree del paese. http://www.lastampa.it/2013/01/16/esteri/nigeria-vivere-rubando-petrolio-DrQF7Ai9YESXLTZoHwf1aP/pagina.html http://bit.ly10LsWyl Le conseguenze delle persecuzioni In Nigeria il livello sanitario è generalmente medio-basso. Le strutture ospedaliere pubbliche sono di livello scadente e il reperimento in loco di medicinali non è affidabile, per i rischi di manipolazione dei farmaci. Se si vuole fare un viaggio là è consigliabile munirsi prima di partire di medicine di primo soccorso ed è in ogni caso raccomandabile stipulare una buona assicurazione sanitaria privata. Le malattie endemiche sono la tubercolosi, la malaria (anche nella forma di "malaria cerebrale"), il tifo, le gastroenteriti, in particolare quella emorragica legata a scarse condizioni igieniche della popolazione soprattutto rurale, ed il colera (causato dalle scarse condizioni igienico/sanitarie locali). La poliomielite è ancora molto diffusa. E’ presente il rischio di contrarre l'epatite, come pure la meningite e il colera. Va sempre tenuto presente che la Nigeria è uno dei Paesi al mondo in cui si registra una fra le più alte diffusioni del virus dell’HIV/AIDS. http://bit.ly/128BDiK Grazie per l'attenzione Andronaco Marco
Finocchiaro Manuele
Gagliano Lucrezia
Ponzio Enrico
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