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Untitled Prezi

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silvio c pellico

on 21 June 2013

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La Storia Della
Musica Rock

La new wave è un movimento culturale e musicale molto variegato, ricchissimo di spunti, d’indicazioni e di tendenze che hanno portato la musica rock, attraverso l'inevitabile riassestamento determinato dal punk, dalla ricchezza dei Sixties e dei Seventies all’insieme di suoni ed umori odierni.
La new wave non è un genere ben preciso e determinato, ma si compone di svariati aspetti che hanno come unico comune denominatore la diretta derivazione dal punk e dalla sua caratteristica fondamentale: la semplificazione sintetica dell'approccio musicale.
La prima metà degli anni 70 è stata segnata dall'esaltante stagione del “progressive” che però, dopo la forte spinta creativa iniziale, si stava ormai confinando in arrangiamenti barocchi ed esercizi di pura perizia tecnica, che stavano allontanando sempre più il rock dalla sua spontaneità primordiale.
Il punk, con furia iconoclasta azzera tutto, rimettendo in discussione l'approccio sociale, culturale e artistico della musica rock: ora bisogna ricostruire sulle nuove basi indicate dalla rivoluzione del '77 e dintorni.
Ma ciò che nel punk è spesso sintesi rozza e approssimativa, nella new wave diventa approccio stilistico cosciente e motivato: il recupero, l'analisi e l'assemblaggio dei più disparati generi musicali (dal progressive al garage, dal rock'n'roll al soul, dalla psichedelia al rhythm and blues, dall'hard al funky) rielaborati in una sintesi che è cosa nuova rispetto al passato per gusto, sensibilità e prospettiva storica.
Per definire una sorta di cronologia, possiamo inquadrare la new wave in un periodo che va, all'incirca, dal 1977 al 1984: i primi passi si sovrappongono all'esplosione del fenomeno punk, gli ultimi aspetti coincidono da una parte con la nascita dei R.E.M. e degli Smith che ripercorrono certe sonorità pop "guitar-oriented" di matrice Sixties, dall'altra con un sempre più evidente utilizzo di modalità elettroniche nell'incisione e nella registrazione dei dischi.
Tutto ciò snaturerà la spontaneità della new wave e fornirà un suono un po' "di plastica" a tanta produzione anche dignitosa. Ma lo spirito della new wave aleggerà anche nei decenni successivi, influenzando una miriade di nuovi stili e tendenze.
Artisti più rappresentativi:
- La madrina del New Wave, Patti Smith, è nota anche come la poetessa.
- Talking Heads e i Television
- Brian Eno
- Dal tempio newyorkese della New Wave, il locale GBGB’s (Country, Bluegrass e Blues): Blondie, Cars Pere ubu
- Resident
- Chrome
- Tuxedomoon (Steve Brown)
- XTC
- Stranglers
- Fall…


PUNK

Punk è un termine inglese (che come aggettivo significa di scarsa qualità, da due soldi) nato per identificare una subcultura giovanile emersa nel Regno Unito e negli U.S.A. a metà degli anni settanta. Sex Pistols e i Clash , Ramones, Misfits, Dead Boys, The Damned.
La prima metà degli anni 70 è stata segnata dall'esaltante stagione del “progressive” che però, dopo la forte spinta creativa iniziale, si stava ormai confinando in arrangiamenti barocchi ed esercizi di pura perizia tecnica, che stavano allontanando sempre più il rock dalla sua spontaneità primordiale.
Il punk, con furia iconoclasta azzera tutto, rimettendo in discussione l'approccio sociale, culturale e artistico della musica rock
Le origini di questo genere musicale sono da ricercarsi nel Rock di Detroit della fine degli anni sessanta, quando gruppi come Mc5 e, soprattutto, gli Stooges che svilupparono forme musicali che abbandonavano le convenzioni tecniche del rock "classico" per forme espressive basate principalmente sull'impatto sonoro.
Durante la prima ondata di punk rock, periodo che va dal 1974 al 1978, band come Sex Pistols, The Clash, Ramones, The Damned, Dead Boys iniziarono a mutare il loro stile, le convenzioni, i parametri e la struttura del rock, rendendolo più aggressivo, provocatorio e grezzo dando origine appunto al punk rock.
Molte band, successivamente cominciarono a sperimentare delle varianti. Il risultato fu il post-punk, non meno aggressivo e politicamente agguerrito, ma più introverso, complesso, artistico e sperimentale del classico punk rock: la New Wave.
LA NASCITA DEL ROCK
Il Rock ‘ n ’ Roll nacque in America negli anni ’ 50 ed era la musica della nuova generazione uscita dalla Seconda Guerra mondiale. Le sue origini sono da ricercarsi sia nella musica afroamericana (in particolar modo nel rhytm’n’blues, una variante elettrica e ritmicamente più dinamica del blues) che in quella folk e country della popolazione bianca.
Il sound rock è accattivante, il ritmo incalzante, il nuovo stile ben presto conquista i giovani, che iniziano ad amare una musica che ha grinta e carattere. Il modo di suonare stava cambiando completamente: la batteria, in primo piano la voce sporca e dura, che gridava e scandiva i testi, scritti nel gergo dei giovani e ambientati nel loro mondo, mentre la chitarra elettrica sostituiva il piano con i suoni toni aspri e crepitanti. Il Rock ‘ n ’ Roll esprimeva i gusti dei giovani negli anni ’ 50 che fecero di tale musica l’emblema della loro voglia di vita, libertà e anticonformismo rispetto ai valori della classe media amricana. Si può considerare la prima espressione musicale esclusiva del mondo giovanile, la forza dirompente di una musica che pulsa nelle vene . Esplode violenta a partire dal 1954 l'anno della comparsa di Elvis Presley, un giovanotto che, chitarra in mano, ammicca sornione alla vita e alle ragazzine che si strappano i capelli solo a guardarlo.
Elvis diviene immediatamente un simbolo, un icona vivente. In realtà non è il primo rocker. Gli artisti di colore Johnny Otis, Joe Turner, Fats Domino incidono già qualcosa che assomiglia al Rock'n'Roll a partire dal 1951. L’etichetta discografica autrice del successo di Elvis fu la “Sun Records” e fu proprio il produttore Sam Phillips a comprendere il talento del giovane musicista. Phillips affermava di essere alla ricerca di un bianco che cantasse come un nero e che se lo avesse trovato sarebbe diventato ricco. I suoi desideri si avverarono dunque con la “scoperta” di Elvis. “Heartbreak Hotel”, uno dei primi brani di Elvis, esalta la sua voce profonda, calda, sensuale e traboccante di quella personalità mancante nei precedenti cantanti tradizionali e melodici. Negli anni a seguire lo sviluppo del Rock'n'Roll è legato solo ed esclusivamente al successo del 45 giri. Il binomio rock'n'Roll e 45 giri è perfetto, dato che le canzoni sono sempre molto brevi.
Dopo il grande successo di Elvis Presley, però, seguì un periodo “buio” per il Rock’n’roll, una sorta di ritorno all’ordine in quanto il fervore iniziale si stava ormai esaurendo. Il rock’n’roll divenne quindi esclusivamente un fenomeno commerciale e di costume, con le case discografiche pronte a sfornare idoli per i giovani più rassicuranti e meno trasgressivi (Neil Sadara…)
LA NASCITA DEL ROCK

Dall’inizio degli anni ’80 le categorie musicali cominciano ad allargare le maglie dei propri confini. A fronte di un decadimento crescente della qualità fa riscontro un trasversalismo musicale che premia fondamentalmente i campioni della riscrittura. Il rock diventa multitraccia e tende a perdere identità per assumerne contemporaneamente molte altre, così nascono molti sottogeneri. Si impongono nuovi figure come Madonna o Michael Jackson. Altri cambiamenti furono dati dalle nuove esigenze delle Mayor che si orientano verso un rock creato a tavolino, canzoni considerate come un qualsiasi prodotto commerciale, lanciando sul mercato nuovi artisti (mordi e fuggi) a una velocità impressionante e dimenticandoli poco dopo con la stessa velocità. Altro cambiamento importante è il È il boom del piccolo schermo: gli anni ‘80 vedono la nascita del canale televisivo musicale MTV e, quindi, delle videoclip musicali. Di tutti i fenomeni musicali degli anni 80 ricordiamo il Alternative rock e la nascita del Hard & Heavy e del Dance Rock. Il college rock americano e il pop rock inglese di metà anni ‘80Il college rock è un termine nato negli Stati Uniti, per definire l'alternative rock degli anni ottanta, prima che il termine "alternative" diventasse di uso comune. Come il nome suggerisce si tratta di gruppi che nascono nei pressi di centri universitari (Athens, Boston e un’infinità d’altri), la cui musica, spesso diffusa dalle radio dei college, viene creata e consumata da tutta quella fascia di ragazzi che non si ritrova né nelle soluzioni estreme proposte da metal ed hardcore né nel pop da classifica in voga ai tempi: pop-rock controculturale in cui il contenuto dei testi spesso e volentieri passa in primo piano rispetto all’aspetto musicale. I gruppi di riferimento di questo genere sono gli U2 e soprattutto i R.E.M. Altro genere molto simile che continua ad affermarsi in questi anni è il pop rock continua a fare successo con artisti quali: Billy Joel, Madonna, Bruce Springsteen, Hall&Oates, Michael Jackson, George Michael, Dire Straits, The Police e altri.
Gli anni 80, il college rock americano e l'Hard rock
Nei tardi anni ’70, secondo quel principio che è fisiologico di ogni boom commerciale, arrivato al suo picco il fenomeno disco era ormai vittima di un forte rigetto. Il suono della disco è essenzialmente funky: un funk dal beat costante e regolare, (spesso scandito dall’hand-clapping), in cui le voci degli shouters sono sostituite da voci femminili angeliche e allo stesso tempo provocanti, e il cui suono è ammorbidito da un abbondante utilizzo di archi, ma pur sempre funk: il groove grasso del basso e il suono stridulo di chitarra non lascia dubbi.
Il motivo è molto semplice: il fenomeno della disco nasce con l’apertura di locali gay a New York destinati esplicitamente al ballo, le discoteche da cui il fenomeno prende il nome, in cui venivano selezionati i pezzi soul e funky più groovy Ad un certo punto i pezzi funky-soul cominciano ad essere prodotti con lo scopo preciso di essere suonati nelle discoteche e a quel punto il suono la disco può dirsi nata. Ben presto le discoteche cessano di essere appannaggio esclusivo della comunità gay divenendo fenomeno di massa:il fenomeno più commerciale è di breve durata, limitandosi alla seconda metà dei ’70, ma ha l’effetto di un ciclone. Un’infinità di artisti soul, pop e rock comincia ad integrare il beat in 4/4 della disco nella propria musica.
Un'altra rivoluzione connessa alla nascita di un filone musicale come questo, ad uso e consumo delle discoteche, è il riesplodere del singolo come formato discografico per eccellenza: i vinili vengono tagliati appositamente per facilitare l’estensione del brano (è la nascita dell’extended mix, primo fenomeno di remixaggio); sui vinili è indicato il bpm dei pezzi per facilitare un missaggio fluido (nascita del missaggio professionale in sequenza dei pezzi che eleva ad arte il ruolo del dj). Se la storia della disco è essenzialmente storia di singoli non mancano le stelle del genere: come gli Chic, i Bee Gees e i Trammps e le regine della disco, Gloria Gaynor e Donna Summer.
Se gli Chic coniano il suono della disco è Giorgio Moroder ( taliano ma di stanza a Monaco) ad innovarlo, introducendo le tastiere elettroniche sia per fornire una base melodica sia per dettarne l’ossatura ritmica: con la produzione dei singoli di Donna Summer “Love to love you baby” e “I feel love”, porta prepotentemente l’elettronica nella dance anticipando un’innovazione che il synth pop dei primi anni ’80 farà prontamente sua.
Il fenomeno tornava a fiorire a livello underground: tra i locali che aprono, in sequenza, dal 1978 in poi, vi sono il Paradise Garage di New York il Warehouse di Chicago ( da cui il genere deriva il suo nome) e lo Zanzibar, in New Jersey.
Per la genesi della musica house è il locale di Warehouse a rivelarsi fondamentale, oltre che la città di Chicago in generale: il club è piccolo e tendenzialmente passa disco tradizionale, ma poiché il materiale a disposizione è meno vasto che in passato, tocca al dj movimentare le cose, giocando col mixer e rinforzando il beat con l’aggiunta di una drum machine: il passo dal semplice remix di tracce preesistenti alla creazione di pezzi propri, perlopiù generati elettronicamente, è breve e segna la nascita del suono house, erede elettronica della disco, beat in 4/4, generato normalmente da una drum machine Roland 909 e una linea di basso sintetica in primo piano .
l primo pezzo house della storia, “Your Love” di Frankie Knuckles è del 1984, nel 1986 c’è una vera esplosione di hit del genere da “Can You Feel It” di “Mr Fingers” a “Do It Properly” di Adonis.
Nei primi anni ‘80 nella città di Detroit si forma un collettivo di musicisti elettronici che prende il nome di Deep Space Soundworks: ne fanno parte Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson, vale a dire coloro che vengono comunemente indicati dalle cronache musicali come gli inventori della Techno music.
Atkins è alla ricerca un suono che tenta di fondere la tradizione nera del funky con il synth-pop dei Kraftwerk:con la sigla Cybotron realizza il primo pezzo techno, spettrale e con pochi suoni sintetici, in parte riflettendo il clima depresso della città (che nei tardi anni ’70 viveva una pesante crisi economica), in parte derivando della limitatezza degli strumenti elettronici di allora. Successivamente i suoni aumentano e così il ritmo.
Mentre si afferma sempre più la musica Techno il genere si frantuma e influenza anche le classifiche della pop music. La techno perde il suo carattere underground si frammenta in una miriade di stili diversi, accomunati da una tendenza ad allontanarsi dai suoni della house .
In pratica è proprio nel momento in cui la techno afferma la sua identità che comincia anche a frammentarsi: da una parte c’è chi, come Jeff Mills, si dedicherà a preservare e mantenere vivo il suono minimale della techno Detroitiana, dall’altra ci saranno artisti come Moby ed Orbital che porteranno gli album techno nelle classifiche pop.
Più in generale si innescherà una lunga serie di evoluzioni e rotture col passato,in una giungla di stili e sottostili che rifletteranno la generale tendenza della musica elettronica a subire continue metamorfosi e ibridazioni, divenendo uno dei campi di gioco più eccitanti della musica degli ani ’90..
I primi anni del decennio 1990 si caratterizzano per una separazione sempre più netta dei generi ballabili e, di conseguenza, si assiste per la prima volta ad una differenziazione delle discoteche in base al tipo di musica che suonano. In maniera decisa, assumono una propria identità e carattere sia il genere house che la techno, che via via andranno a porsi agli antipodi. Il primo è il genere che nei primi anni del decennio novanta si distinguerà per il grande numero di sperimentazioni e ricampionature di brani del passato, e per il tipo di melodie ricercate ma orecchiabili, da non confondere tuttavia con la musica eurodance che predominerà solo a partire dal 1993.
La dance in tutti i suoi generi sarà il genere più suonato nei music club. La musica techno sarà invece protagonista di fenomeni come i rave party e delle discoteche di enormi dimensioni, dove a dominare sono le sonorità elettroniche ed "aggressive", caratterizzate cioè da dei bassi più distinti e da un numero di battute per minuto (BPM) più elevato rispetto alla musica house. Trasversalmente, come già introdotto in precedenza, a partire dal 1993 si assiste ad un grande successo del genere ballabile ed orecchiabile che in Italia verrà chiamato semplicemente dance, nel resto d'Europa eurodance (soprattutto in riferimento alle produzioni tedesche e belghe) e negli USA eurohouse.
La musica dance ha subito anche negli ultimi decenni continue trasformazioni che la rendono non solo un genere estremamente creativa ma uno dei repertori più seguiti degli adolescenti.
Musica dance
Nato in California alla fine degli anni ’60 come movimento di contestazione giovanile, il movimento hippy dilagò dagli Stati Uniti al resto del mondo, diventando essenzialmente un fenomeno di costume, uno stile di vita che ebbe una profonda influenza sul movimento di protesta giovanile del sessantotto.
Originariamente il movimento hippy era composto per la maggior parte da adolescenti e giovani adulti bianchi, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, che avevano aderito ai valori contro-culturali della Beat generetion. Generazione americana degli anni ’60 i cui maggiori esponenti furono Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Sorsero così le prime comunità che ascoltavano il rock psichedelico, si avvicinavano alle filosofie orientali, abbracciavano la rivoluzione sessuale e l’uso di stupefacenti come gli allucinogeni L.S.D. e la cannabis al fine di esplorare stati di coscienza alternativi.
Gli hippy respingevano con forza le istituzioni, criticavano i valori della classe media, erano contrari ad armi nucleari e alla Guerra del Vietnam, si mobilitarono anche per i diritti delle minoranze oppresse e discriminate: gli afroamericani e gli indiani d’America.
Visualizzavano arti alternative: il teatro di strada, la musica popolare, le loro sonorità psichedeliche come parte del loro stile di vita e come modo di esprimere i propri sentimenti, le loro proteste e la loro visione del mondo e della vita. A parte qualche battaglia, il movimento non fu particolarmente impegnato sul piano politico e civile. Il rifiuto del sistema, cioè dell’ordine costituito e delle istituzioni autoritarie, dalla famiglia allo stato, non si traduceva in una volontà di cambiare o rovesciare con un’azione rivoluzionaria lo stato delle cose.
L’anticonformismo degli hippy si esprimeva anche nell’abbigliamento: vestiti coloratissimi, camice vistosamente fiorite, capelli lunghi e barbe incolte, petti nudi, bandane e pantaloni blu a zampa di elefante e sandali francescani.
Nell’Agosto 1969, a Bethel (New York), ebbe luogo il Woodstock Music and Art Festival (festival di Woodstock), che per molti rimane il miglior esempio di cultura hippy. Oltre 500.000 persone vi si recarono per ascoltare i musicisti e le band più notevoli del tempo: Richie Havens, Joan Baez, Janis Joplin, The Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, Crosby, Still, Nash and Young, Carlos Santana, The Who, Jefferson Airplane e Jimi Hendrix. Gli ideali hippy di amore e fratellanza umana sembravano aver acquisito espressione concreta. Il fiore, simbolo della pace, fu l’emblema scelto dagli hippy. Il loro ideale di pace e libertà era racchiuso nel motto:” Mettete dei fiori nei vostri cannoni”IL ROCK PSICHEDELICO

Il fenomeno della psichedelica, di cui s’intravedono i primi segnali nel 1965 e di cui si scorge la fine negli ultimi anni del decennio, è l’evento più complesso dei ’60. Partiamo dalle definizioni che comunemente si danno al genere: una musicale indica lo stile psichedelico come quella corrente musicale in cui le forme si dilatano in lunghe jam strumentali mutuate dal jazz e in cui le sonorità si arricchiscono di nuovi strumenti e suggestioni: da quelli orientali a quelli elettronici applicati a voci e strumenti; un’altra, di carattere storico, spiega come la musica psichedelica sia nata come sottofondo all’esperienza lisergica o, appunto, psichedelica che deriva dall’assunzione degli acidi;un’altra ancora,filologica, spiega che esistono due ondate psichedeliche: una originale,quella americana e una derivata, quella inglese.

Se queste definizione ci danno una prima idea delle caratteristiche generali del fenomeno per capire realmente di cosa si tratti occorre necessariamente scendere nel dettaglio, partendo proprio dal luogo-simbolo della psichedelia Americana: quella di San Francisco che nel 1965 è meta prediletta di poeti beat e in cui Mario Savio fonda il Free Speech Movement. Il luogo in cui musicisti come Country Joe McDonald, organizzano sit-in e marce a in cui comincia a svilupparsi un nuovo movimento pacifista: si tratta del fenomeni hippy.

Interessati più al lato spirituale che a quello materiale delle cose, gli hippy tentano di esaltare e sublimare l’esperienza di ricerca interiore attraverso l’assunzione di acido lisergico, LSD, durante i così detti acid tests: tra i primi ad organizzarli c’è Ken Kesey, che ingaggia per fornire un sottofondo sonoro all’esperienza allucinogena i Warlocks, futuri Greatful Dead. La musica psichedelica può dirsi nata.

O meglio, la versione più libera e senza compromessi di quel calderone di stili che si trovano riuniti sotto tale definizione: la psichedelia delle lunghe jam sessions, spesso frutto di improvvisazioni, è quella che meglio incarna lo spirito del movimento ma anche la meno rappresentato su disco, in quanto legata ovviamente ad una dimensione live che trova la sua massima espressione nelle registrazioni dei concerti dei Grateful Dead, in particolare nel celebre “Live Dead” (1969).
All’altro capo dello spettro musicale psichedelico si collocano i pastiches sonori della psichedelia inglese,come il pop visionario dei Beatles di Sgt. Pepper, tra cieli di diamante e campi di fragole.
Tra i due estremi infinite varianti e sfumature, che trovano spesso un minimo comun denominatore nella voce pastosa e alienata, nella contaminazione con le sonorità orientali ( l’India è in quel periodo una meta frequentatissima nei viaggi alla ricerca di sé stessi), la dilatazione più o meno spinta delle strutture, le sperimentazioni negli arrangiamenti e nella produzione. In questi anni sembra naturale filtrare attraverso uno spirito nuovo, visionario e contaminatore, i generi che già esistevano.
C’è inoltre una psichedelia che deriva e si evolve dal folk-rock, scardinandone in parte la struttura tradizionale e la forma canzone, ma mantenendo comunque al centro dell’attenzione la melodia: è la psichedelia dei Byrds di “Fifth Dimension”(1966) e di “Younger Than Yesterday”(1967), quella dei Jefferson Airplane ( il primo gruppo psichedelico di San Francisco ad ottenere fama nazionale) di “Surrealistic Pillow” (1967), dei Love di “Forever Changes” (1967) e di Jimi Hendrix (1970) che è stato uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi ed ha partecipato al festival di Woodstock.
Il movimento Hippy
Elvis Presley
Fats Domino
Johnny Otis
Pat Boone
Bill Haley
Bruce Springsteen
George Michael
Hall&Oates
Il rock progressivo, o meglio detto dall'inglese progressive rock o spesso semplicemente chiamato musica prog, è una corrente della musica rock. È nato in inghilterra alla fine degli anni sessanta e sviluppatosi principalmente negli anni settanta.
Il nome, considerato da alcuni inadeguato, descrive il fatto che questo genere rappresenta la progressione del rock dalle sue radici bluse, di matrice americana, ad un livello maggiore di complessità e varietà compositiva, melodica armonica e stilistica, anche mediante l'utilizzo di elementi provenienti da altre tradizioni musicali.
Il progressive ha come obiettivo dare alla musica una finalità estetica, renderla un'opera d'arte. È per questo che si tratta di un genere colto, che richiama continuamente la musica classica e la musica jazz, pur essendo generalmente suonato con gli strumenti tipici del rock. In molti casi però nel progressive si ricorre anche ad un ampio uso di accompagnamenti orchestrali.
La corrente progressive è una tendenza geograficamente e temporalmente limitata, che ha riguardato principalmente l'Europa e in particolare paesi come Gran Bretagna, Italia,Francia e Olanda negli anni 1967-1975.
Il termine "rock progressivo" si identifica con essa: tutto il "progressive" che è stato prodotto dopo il 1977 non riguarda questa corrente.
L'influenza di altri generi musicali riguarda specialmente la musica classica, il jazz ed il folk; ma anche la musica sperimentale, la musica indiana e la musica elettronica come: i Procol Harum,gli Emerson, Lake & Palmer,i Van der Graaf Generator, i Genesis, i Jethro Tull, i Soft Machine, gli Hatfield and the North,
i.

i Pink Floyd e i Caravan
La maggior parte dei brani prog è caratterizzata dall'utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo, e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. Ad esempio inFirth of Fifth deiThe Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis troviamo un'alternanza di 13/16 e 15/16 e altri tempi ancora.).Un'altra innovazione del genere è la presenza di testi di un certo spessore culturale, con riferimenti a figure o opere letterarie o teatrali, o allusioni a fatti storici, o con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili, quasi mai politicizzati,ad eccezione di artisti come Robert Wyatt e il movimento rock in op position,o in italia il gruppo degli Area. La prosa è molto curata, ricca di figure retoriche e riferimenti alla fantascienza, al fantasy, alla mitologia e alla religione.
La ricerca estetica propria del progressive che riguarda l'aspetto musicale si riflette sulla confezione del prodotto musicale, all'epoca esclusivamente LP in vinile. In molti casi, l'aspetto grafico assume una rilevanza particolare: sia per le illustrazioni, sia per particolari packaging del disco in vinile di prima edizione (si veda il primo disco del Banco del Mutuo Soccorso a forma di salvadanaio o L'isola di niente della Premiata Forneria Marconi, con la copertina di cartone traforata o ancora Arbeit macht frei degli Area che conteneva una pistola di cartone).
Il progressive.fu in definitiva un movimento che propone una musica profondamente innovativa e inaudita, cercando di sondare e superare i limiti di quelle che al tempo erano le convenzioni del rock
il rock progressivo

LA BRITISH INVASION

Quando si parla di british invasion si intende un fenomeno che vede tra il 1964 e il 1966 i gruppi inglesi dominare le classifiche U.S.A. fino ad allora territorio esclusivo di artisti americani.Le cronache musicali parlano in realtà di due ondate: la prima vede lo sbarco nelle classifiche americane di un’orda sterminata di gruppi che arrivano sull’onda del successo commerciale dei Beatles, esploso dopo l’apparizione alla celebre apparizione all’Ed Sullivan Show nel Febbraio del 1964; immediatamente le classifiche americane vengono monopolizzate da dischi e singoli dei Fab Four, lanciando nel nuovo continenti altri gruppi-cardine nel rock Inglese come Rolling Stones, Kinks e Animals La seconda ondata segna la comparsa di gruppi come Who, Cream, Procol Harum, Yardbirds. Ma per capire come sia possibile che la piccola Albione riesca, così di punto in bianco, ad espugnare la roccaforte delle classifiche U.S.A. , è necessario fare un passo indietro … Prima di tutto bisogna considerare che i gruppi inglesi non avendo ovviamente nessun legame con la tradizione musicale americana , bianca o afroamericana ebbene una maggior libertà espressiva e per innovare lo spirito del rock’n roll .Fondamentale per capire lo sviluppo del rock inglese degli anni ’60 si rivela la Blues Incorporated di Alexis Corner, gruppo blues da cui passarono i maggiori musicisti del rock blues inglese Da Londra provengono coloro che vengono giustamente considerati i padri del rhythm’n bluesinglese: Rolling Stones, Animals e Yardbirds. Rivoluzionari i primi, capaci di spingere a nuove vette il livello di provocazione e oltraggio già associati al r’n’r nella sua fase d’oro, autoincoronatisi a ragione la più grande rock&roll band del mondo, in grado di eclissare i rivali non solo per la straordinaria capacità di scrivere canzoni di presa immediata come “Satisfaction” .Nell’ambito della british invasion però accanto alla folta schiera di band legate al rhythm’n’blues esiste un calderone altrettanto ricco di gruppi che associano ai suoni importati del rock la tipica sensibilità melodica e la naturale inclinazione per il pop Inglese, suscitando per primi l’entusiasmo delle masse americane.Scontato a questo punto il nome dei Beatles, testa di ponte dell’intero fenomeno nel momento in cui, con il singolo “I Want to Old Your Hand”, volano in cima alle classifiche U.S.A. ( aprile 1964) contagiando anche il Nuovo Mondo con quel fenomeno che in Inghilterra era cominciato già nel 1963 e che va sotto il nome di Beatlesmania.I Beatols raggiungono un perfetto bilanciamento tra due talenti come Lennon e McCartney ( più acida e sghemba la vena compositiva dell’uno, più classico e rotondo il suono del secondo), un’incredibile capacità di assimilare gli innumerevoli stimoli offerti dalla scena musicale della seconda metà degli anni ’60 ( dal folk-rock, alla psichedelica, alleprime sperimentazioni sonore con lo studio, al pop barocco) e di rielaborarle mantenendo l’inconfondibile marchio di fabbrica trasformandoli in gioielli pop. Una vena melodica altrettanto spiccata, ma più stralunata, influenzata dalla tradizione del music hall invece i dischi dei Kinks.Spetterebbe invece agli Who, secondo molti, il titolo di inventori dell’heavy metal, per “ i colossali riff di chitarra, il martellare della batteria e lo stile quasi operistico del cantato”. Associati alla seconda ondata dell’invasione, protagonisti musicali del movimento Mod: abiti e vespe italiane, culto del rhythm’n’blues, in contrapposizione alle gang dei rockers; naturalmente partono suonando un rhythm’n’blues, anfetaminico e abrasivo, facendo poi evolvere il proprio suono aldilà degli steccati del genere fino a divenire uno dei fenomeni musicali più importanti del decennio; Who, Beatles, Kinks, Animals: per molti versi risulta evidente da un semplice accostamento tra questi gruppi quanto l’intero concetto di British Invasion, letto solo il profilo musicale sia per molti versi casuali, tante e tali sono le differenze tra di essi.Esistono però alcuni elementi comuni, accanto all’ovvio fenomeno commerciale che da il nome alla scena, che si riveleranno di fondamentale importanza per il futuro del rock.Uno è l’introduzione del concetto stesso di gruppo, che va a sostituire la figura del cantante rock solitario degli anni ‘50: un cambiamento epocale, che per molti versi potrebbe riflettere il fenomeno delle gang urbane Inglesi, in parte si può ricollegare al fatto che gran parte dei gruppi Inglesi parte dal rhythm’n’blues ,genere che era naturalmente legato ad una line up di più elementi ( mentre il bluesman ed il cantante country erano figure notoriamente solitarie) .L’altro elemento, chiave di lettura fondamentale per capire i motivi del successo travolgente della musica inglese presso il pubblico d’oltreoceano, è la vena melodica innata tra i gruppi Albionici: quella tendenza, tipicamente Inglese, di aumentare la gradazione melodica o comunque il tiro anthemico , qualsiasi sia il genere toccato, sia nel pop sia nel rock: una di lezione di cui gli americani faranno tesoro fin da subito, come l’esplosione del folk-rock ed il fiorire della scena garage-rock dal 1965 in poi, stanno a testimoniare.
Rolling Stones
The Who
I Beatles
DAL 2000 AI GIORNI NOSTRI

Meno del 20% di coloro che usano internet pagano per comprare una canzone, una quota ancora minore mette mano alla carta di credito per acquistare un intero album digitale

Nonostante il successo di negozi online come iTunes, che nel giro di 7 anni ha venduto più di 10 miliardi di canzoni, gli internauti preferiscono “vedere” una canzone, magari su YouTube, piuttosto che comprarla e poi ascoltarla





Il mercato discografico sta attraversando negli ultimi anni un periodo di crisi generato da una serie di fattori che hanno rivoluzionato il settore in maniera tanto veloce quanto radicale.

In primis lo sviluppo di internet ha portato alla conseguente diffusione di siti nei quali è possibile scambiare e condividere file musicali velocemente e soprattutto gratuitamente saltando quindi qualsiasi tipo di intermediazione da parte delle case discografiche; queste hanno quindi intrapreso delle aspre battaglie legali che hanno però portato a dei risultati meramente apparenti (vedi la chiusura di Napster), visto che non si è riusciti comunque a fermare la proliferazione di siti con funzionalità pressoché identiche.

In secondo luogo lo sviluppo delle tecnologie e dei supporti digitali ha permesso ai potenziali acquirenti di poter duplicare dischi a prezzi contenutissimi mantenendo pressoché inalterata la qualità del prodotto; tutto ciò, secondo le major, ha generato un costante e pesante calo delle vendite trascinando inevitabilmente il settore in uno stato di crisi.



Le tesi delle major sono state però criticate per una serie di motivi: prima di tutto ricerche di settore dimostrano come la quota di mercato della pirateria musicale, nonostante l’avvento della tecnologia digitale, sia rimasta pressoché invariata rispetto agli anni ’70; in secondo luogo si accusano le grandi case discografiche di osteggiare ostinatamente la distribuzione in rete senza comprendere che probabilmente questa rappresenta il futuro del mercato. Anche in questo caso si possono portare degli esempi di siti dove è possibile scaricare file musicali legalmente e a prezzi contenuti che hanno ottenuto risultati piuttosto confortanti e incoraggianti da questo punto di vista.





ALCUNI GRUPPI : GREEN DAY

Uno dei gruppi più famosi al mondo sono i Green Day sono un gruppo musicale pop punk[1][2][3][4] statunitense, formatosi a Berkeley nel 1987. Nel 1994, grazie al successo del loro terzo album Dookie, il quale, con 10 dischi di platino e uno di diamante, ha venduto più di 10 milioni di copie solo negli Stati Uniti e 15 in tutto il mondo, sono stati accreditati insieme agli The Offspring e Rancid, la band che ha fatto tornare il punk rock nella musica mainstream[6][7

nominato per diversi premi tra cui 2 Tony Awards per Best Musical e Best Scenic.
Punk e New Wave
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