Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

IL TRECENTO E IL QUATTROCENTO. POLITICA E SOCIETÀ

Dalla signoria al principato. La crisi del Trecento. La peste nera. La divisione politica della penisola nel '400.
by

Mab BS

on 7 October 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of IL TRECENTO E IL QUATTROCENTO. POLITICA E SOCIETÀ

Gli stati regionali

Dal Comune alla Signoria
-
dalla Signoria al Principato
Politica di equilibrio fino al 1492
“Ago della bilancia” Lorenzo dei Medici, signore di Firenze
Nepotismo praticato dai papi di questo periodo, esponenti di famiglie aristocratiche importanti (Borgia, Della Rovere, Medici): muovono guerre, stringono alleanze per garantire domini personali ai loro parenti
Lotte per il predominio della penisola con alterne vicende tra Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Stato della Chiesa
Nuclei troppo deboli per imporre l’egemonia e troppo forti per essere completamente soggiogati
Nel 1454 Pace di Lodi e formazione della “lega italica” contro la minaccia turca
L’ anno precedente era caduta Costantinopoli
REPUBBLICHE: Venezia, Genova, Lucca, Siena
REGNI:
Stato Pontificio (monarchia non dinastica)
Regno di Napoli e Regno di Sicilia, unificati nel 1442 da Alfonso d’Aragona
Politica di equilibrio fino al 1492
“Ago della bilancia”: Lorenzo dei Medici, signore di Firenze
Nepotismo praticato dai papi di questo periodo, esponenti di famiglie aristocratiche importanti (Borgia, Della Rovere, Medici): guerre e alleanze per garantire domini personali ai loro parenti
Lotte per il predominio della penisola con scontri tra Milano, Venezia, Firenze, Napoli e Stato della Chiesa
Nuclei troppo deboli per imporre l’egemonia e troppo forti per essere completamente soggiogati
1454: Pace di Lodi e formazione della “lega italica” contro la minaccia turca
1453: Caduta di Costantinopoli
REPUBBLICHE: Venezia, Genova, Lucca, Siena
REGNI:
Stato Pontificio (monarchia non dinastica)
Regno di Napoli e Regno di Sicilia, unificati nel 1442 da Alfonso d’Aragona
Studio della storia nel modo più oggettivo possibile.
IL REALISMO POLITICO. La concordia politica e sociale è vista come bene supremo da opporre al caos. Per mantenere l'ordine e la concordia, un sovrano può fare ricorso ad ogni mezzo, non dovrà necessariamente derivare i suoi principi da un ordine morale superiore (come accadeva perlopiù durante il medioevo), quanto applicare una politica della convenienza, secondo le necessità contingenti che i fatti gli porranno davanti. “Negli stati, la riduzione ai principi o si fa per accidente estrinseco o per prudenza intrinseca”.
LA RES PUBBLICA. L’idea che una forma di stato repubblicano sia la migliore possibile è verità di fatto desunta dallo studio oggettivo della storia; una repubblica fondata sulla libertà e sui buoni costumi, come sui buoni principi (ovvero uno stato retto non già da un re o da una casta di nobili, quanto da un governo eletto dai cittadini). Ma la repubblica è un obbiettivo lontano, compito più immediato è quello di ricostruire l'unità politica e promuovere la pace e la concordia (anche attraverso l'uso dosato della forza), per questo, se serve, potrà essere legittimo allo scopo anche un semplice principato, qualora si faccia guidare dai buoni principi e non dalla tendenza alla tirannide.
Popolo
non più sovrano ma
suddito
Trasmissione dinastica del titolo
Eliminazione delle contese civili e delle lotte fratricide 
Tranquillo esercizio delle industrie e dei commerci
Orizzonte
non più cittadino ma
regionale
Alla corte si forma un corpo di funzionari di professione (burocrazia)



Molteplicità di stati
Bilanciamento di forze in contrasto
Dominazione straniera
Semplificazione geopolitica parziale (Pianura Padana, Toscana)
Spostamento del baricentro commerciale dal Mediterraneo orientale a quello occidentale e all'Europa Settentrionale.
Importanza della via Milano-Venezia-Germania del Sud.
Controllo dei commerci dell'Europa Settentrionale da parte della Lega Anseatica, dove cresce l'importanza del commercio inglese, olandese e tedesco.
Potenziamento dei porti sull'Atlantico da parte di Portogallo e Spagna.
Perdita dell'importanza commerciale dei porti veneziani e genovesi sul Mar Nero; importazione dei prodotti orientali eseguita tramite l'intermediazione dei paesi controllati dagli ottomani (Siria, Egitto) e dei mercanti iberici.
Conseguenze dell’epidemia: spopolamento delle campagne e riduzione della superficie coltivata.
Diminuzione del prezzo dei cereali durante l’epidemia e negli anni immediatamente successivi (produzione abbondante; scarsa domanda).
Terre utilizzate per l'allevamento transumante (ovini) per via dei maggiori profitti (carne, lana, latte) e lo scarso numero di addetti, il che porta al degrado del suolo.
A causa dell'aumento del prezzo dei manufatti tessili, la coltivazione di cereali viene sostituita dalle colture industriali (canapa, lino, gelso).
Crisi della grande azienda agricola a causa del crollo dei prezzi dei cereali, dell'aumento del costo della manodopera e del ristagno dei traffici, che provocò un maggiore sfruttamento dei contadini, la concessione delle terre in affitto (mezzadria) e l'acquisto di titoli ecclesiastici.
Zona d’incubazione: Oriente, probabilmente Cina

Fu diffusa in Europa nel 1347 da marinai genovesi di ritorno dall’assedio di Caffa (sul Mar Nero) durante il quale i Tartari gettarono al di là delle mura cittadine i cadaveri delle vittime della peste.

Infierì in Europa dal 1347 al 1356, poi assumerà ritmi decennali e scomparirà come malattia endemica nel XVIII secolo.

Veicoli di trasmissione: il contagio diretto con persone ammalate, i morsi di pulci che precedentemente avevano morso uomini o topi infetti.
Prima metà del ‘300: regresso demografico. Cause:
Raccolti sempre minori a causa dell'uso di tecniche agricole inconvenienti e della mancanza di adeguate concimazioni.
Frequenti carestie che provocavano la sottoalimentazione della popolazione
Epidemie diffuse per via dell'indebolimento della popolazione e dell'inasprimento del clima (inverni molto piovosi).
Modifiche del paesaggio che comportavano la scomparsa di interi villaggi e la conseguente avanzata della foresta.
Aumento significativo del tasso di mortalità a causa della grande epidemia di peste nera, diffusa dai topi trasportati dalle navi provenienti dall’Oriente (un terzo ca. della popolazione europea) e dalle successive guerre.
Ludovico il Moro (1452-1508), duca di Milano, fece importanti opere di infrastruttura (fortificazioni, canali) e favorì la coltivazione del gelso, imprescindibile per lo sviluppo dell'industria della seta lombarda.
Il 29 maggio 1453 l’ultimo imperatore Costantino XI cade in combattimento dopo aver difeso valorosamente Costantinopoli per due mesi
160.000 guerrieri ottomani assediata la città, poi avevano aperto una breccia nelle mura
Sottoposta ad un orrendo saccheggio, fu ribattezzata Istanbul e divenne nuova capitale dell’Impero Ottomano
Le corti italiane sono in questo periodo le più splendide e progredite d’Europa
Sono la culla dell’Umanesimo e del Rinascimento
Le città si abbelliscono di opere d’arte
Papi e principi si erigono a protettori dell’arte e ne divengono “mecenati”
CRUDELTÀ E PIETÀ: gli uomini non sono né buoni né cattivi, ma proprio per questo tendenti a perseguire il proprio interesse, e quindi potenziali traditori. È meglio che il governante pensi all'uomo nel senso della sua cattiveria: “il politico, se vuole riuscire nei suoi disegni, deve fare i suoi calcoli per il caso peggiore: deve cioè presupporre che tutti gli uomini siano cattivi e che abbiano a manifestargli la loro malignità alla prossima occasione”. Pensare quindi al caso peggiore è la regola che deve guidare l'azione di governo.
La crudeltà, opportunamente rivolta a un fine (il fine della pace e della concordia), può essere un bene. Comunque, il sovrano ideale non dovrà comunque fondare ogni sua azione sulla crudeltà.
IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI. Da quanto detto si evince la regola d'oro del pensiero di Machiavelli, e cioè che “il fine giustifica i mezzi”, pur tuttavia facendo attenzione a non eccedere in crudeltà gratuite, ed essere quindi molto cauti nel calcolare bene le conseguenze delle proprie azioni, perché ogni azione genera di fatto una numero incalcolabile di reazioni che, se non pensate con giudizio, possono anche condurre a uno scopo diverso da quello prefissato, quando non addirittura disastroso.
Evoluzione istituzionale del Comune
Nuova configurazione assunta dal potere in numerosi comuni dell’Italia Centro-Settentrionale tra i sec. XIII-XIV
Magistratura straordinaria sovrapposta ai normali organismi del comune cittadino, tendenzialmente orientata in senso dinastico

Semplificazione geopolitica (Francia, Inghilterra)


Processo di accorpamento territoriale
Tendenza a centralizzare il potere
Panorama religioso del Trecento
Crisi dell’autorità papale tra il 1378 e il 1417:

Coesistenza di papi italiani, antipapi francesi e papi 'pisani' scelti dopo il Concilio di Pisa (1409).
Concilio di Costanza (deposizione dei due papi ed elezione di Martino V)
Rivolte contadine ed urbane in gran parte dell'Europa e quindi in Italia
Firenze: tumulto dei Ciompi (1378), operai salariati inseriti nella produzione della lana, per chiedere la costituzione delle arti minori e così avere protezione economica e possibilità di accesso alla vita politica.
Diminuzione della produzione e conseguente calo del salario e del potere d'acquisto degli operai tra i fattori che concorsero alla nascita della rivolta.
Durata effimera delle conquiste dei ciompi.
Grandi spese da parte degli stati europei per mantenere la corte, la burocrazia e l’esercito. Mezzi di reperimento dei fondi:
pesante aumento della fiscalità
ingenti prestiti richiesti ai banchieri
svalutazione della moneta
Conseguenze pesanti per contadini, mercanti e banchieri (es. fallimento dei Bardi e dei Peruzzi)
La crisi demografica
La crisi economica: agricoltura, situazione finanziaria, industria artigianale e commercio
La concezione della morte
La crisi sociale
La crisi religiosa
I cambiamenti politico-istituzionali

Lorenzo dei Medici (1449-1492), signore di Firenze, fu un
mecenate, poeta e abile uomo politico, artefice della politica dell'equilibrio. Nella sua corte soggiornarono Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Angelo Poliziano e Luigi Pulci, pittori quali Antonio Pollaiolo, Filippino Lippi e Sandro Botticelli, scultori come Andrea del Verrocchio e Michelangelo e architetti come Giuliano da Sangallo
Federico da Montefeltro (1422-1482), Duca di Urbino, eseguì numerose opere di fortificazione e fu un abile condottiero e un raffinato mecenate che coinvolse nella sua corte artisti (Piero della Francesca, Paolo Uccello), matematici (Luca Pacioli), architetti (Francesco di Giorgio Martini), costruttore di un'importante biblioteca che accolse una preziosa collezione di manoscritti miniati
PRINCIPATO

Dominio del principe
legittimato dall’alto:
concessione di un titolo
da parte dell’imperatore
o del papa
SIGNORIA

Dominio del signore
legittimato dal basso:
riconoscimento da parte
del popolo del potere di fatto

Riconoscimento ufficiale del signore
da parte dell'imperatore o del papa tramite la concessione di un titolo nobiliare: duca, marchese, principe
Accentramento del potere
nelle mani di una persona/famiglia
Potere
a vita
Costituzione di
apparati di governo più stabili e autoritari
Espansione
verso il contado
Sussistenza formale
degli ordinamenti comunali
Nascita di una
sovranità
sempre più
indipendente dalla volontà popolare
e non più responsabile davanti alle assemblee cittadine
Esercito costituito da
milizie mercenarie
Palazzo dei Papi ad Avignone
1309- 1377: trasferimento della corte papale ad Avignone.
Successione di papi di origine francese.
Cause: contrasti fra papa Bonifacio VIII e re Filippo il Bello.
Cambiamento dell’atteggiamento dell'individuo nei confronti della morte:
dalla visione cristiana di sereno passaggio dalla vita terrena a quella celeste accompagnata da procedure rituali (estrema unzione) e tradizionali (persone in agonia circondate dall’affetto della famiglia) alla concezione terrificante di un evento improvviso, oscuro, angoscioso che nulla e nessuno può rasserenare.
Personificazione della morte (lo scheletro con la falce), intesa come una potenza che deriva da Dio, ma autonoma da lui, che non si può evitare, e del 'fantasma della peste' (diavolo vestito di nero, donna vestita di nero col viso nascosto da un fazzoletto bianco, uomo dal mantello rosso, freccia).
Invocazione alla protezione dei santi (S. Sebastiano, S. Rocco)
Visconti – Sforza
Gonzaga
Da Carrara
Della Scala (gli scaligeri)
Este (gli estensi)
Malatesta
Da Polenta
Montefeltro
Medici
Savoia
MILANO
MANTOVA
PADOVA
VERONA-BRESCIA-PARMA
FERRARA-MODENA-REGGIO
RIMINI
RAVENNA
URBINO
FIRENZE
PIEMONTE
Nicolò Machiavelli, segretario della Repubblica fiorentina dal 1498 AL 1513
1513: “Il Principe”, trattato politico dedicato alla figura del principe
Conferimento del potere al signore (criptosignoria)

Per voto popolare
Per conquista violenta
(capitani di ventura o condottieri)

Mantenimento del potere


Primo periodo: potere a vita (XIII sec)
Secondo periodo: carattere ereditario (dal XIV sec.)
Crisi del Comune





Incapacità di ampliare la partecipazione del popolo alla vita politica (ceti bassi e contado).
Instabilità delle istituzioni (lotte tra fazioni diverse e rivolte sociali)
Sistemi giuriziario e tributario partigiani.
Fuoriuscitismo
Aree di
diffusione della peste
dal 1346 al1352
Miniatura del XIV secolo tratta dalla Bibbia di Toggenburg
Peste nera o bubbonica:
infiammazione e rigonfiamento doloroso dei linfonodi o bubboni generalmente a livello inguinale.
brividi e febbre con vomito, sete intensa, dolori generali, cefalea, sopore mentale e delirio.
macchie nere cutanee
alcuni casi lievi, altri più virulenti e in genere fatali.

Peste polmonare:
complicazione della peste bubbonica.
trasmessa da un soggetto all'altro attraverso goccioline infette che venivano espulse, tramite tosse, dai pazienti.
morte pressoché inevitabile
Dal Trecento al Quattrocento
LA MEDICINA MEDIEVALE
Teorie di Ippocrate, Galeno, Avicenna e Averroè.
Pestilenze interpretate come:
- malattie dell'aria che si trasmettevano all'uomo
- malattie provocate dall'influenza degli astri
- malattie provocate dall'influenza nefasta delle acque stagnanti e dagli accumuli di sporcizia
Profilassi:
- salassi e purghe per eliminare l'eccesso di umori dall'organismo.
- incenso e nubi aromatiche per ripulire l'aria.
- riposo assoluto.
Cure eseguite da guaritori e da pochi medici.
Mancanza di ospedali nel senso moderno del termine.
Affidamento ai rimedi dei maghi: amuleti, sortilegi...
LE REAZIONI COLLETTIVE

Bande di penitenti che percorrevano le città mortificandosi per placare la collera divina: flagellanti.
Caccia agli ebrei e ai lebbrosi.
La crisi demografica
La peste nera
Tipi di peste
La concezione della peste
La crisi nell'agricoltura
La crisi sociale
La crisi economica e finanziaria
La crisi economica e il commercio
La crisi religiosa: il periodo avignonese
La crisi religiosa e lo scisma di Occidente
Le origini
Gli stati europei
La signoria
Caratteri generali della signoria
Evoluzione della signoria
Dalla signoria al principato
Differenze
Effetti della signoria e del principato
Niccolò Macchiavelli
Il Principe
Il Principe
Alcuni esempi di signorie e principati
Gli altri stati italiani
La politica del '400
La politica del '400
Lo splendore delle corti italiane
FEDERICO DI MONTEFELTRO
LORENZO DE' MEDICI - IL MAGNIFICO -
LUDOVICO SFORZA - IL MORO -
Il Papa Alessandro VI Borgia ebbe ben 7 figli
I più famosi furono Lucrezia (che andò sposa al duca Alfonso d’Este) e Cesare, il Valentino
PAPA ALESSANDRO VI (RODRIGO BORGIA)
La situazione italiana
Il signore
Podestà appoggiato dai cittadini
Esponente autorevole di una famiglia prestigiosa
Capitano di ventura impadronitosi del potere con un colpo di mano
Il Principe

La politica è lo studio dei mezzi con cui conquistare e conservare lo stato.
Il Principe...
Deve avere una forte personalità, in grado di opporsi, se necessario, sia ai valori morali sia ai vizi.
Deve dominare l’arte della guerra per la sopravvivenza dello stato.
Deve essere capace di adattarsi razionalmente alle situazioni fortuite e di sfruttare a proprio vantaggio le vicende avverse.
Deve essere essere considerato più pietoso che crudele, tranne in quelle situazioni in cui ci vogliono fermezza e crudeltà per assicurare la tranquillità e la pace dei sudditi.
Deve essere più amato che temuto, ma data la natura degli uomini è più prudente fondare il potere su un salutare timore.
Deve evitare l’odio e il disprezzo, perché l’odio vince il timore che il potere incute ai sudditi e li induce a combattere il principe, mentre il disprezzo spezza il vincolo che unisce i sudditi al principe e in caso di necessità non potrà contare su di loro.

Il Principe

Il Principe...

Deve essere sia VOLPE che LEONE, in modo da potersi difendere dalle avversità sia tramite l'astuzia (volpe) che tramite la forza e la violenza (leone).
Deve essere CENTAURO, cioè deve avere la capacità di usare la forza come gli animali e la ragione come l’uomo.
Deve essere un gran dissimulatore, trovando le giustificazioni convincenti della mancata osservanza dei patti sottoscritti.
Ai fini politici non c’è bisogno che il principe sia pietoso, umano, religioso, sincero, leale, fedele: l’importante è che sembri essere tale e che sembri essere attento osservante della religione.
Mentre in ambito privato ci dev’essere un’uguaglianza fra “l’essere” e il “sembrare”, in politica “l’essere” non corrisponde al “sembrare”: noi non sembriamo quello che siamo. Per questo il principe deve sembrare umano, fedele, religioso.

« Quant'è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Del doman non v'è certezza »

(Canti Carnascialeschi, Canzona di Bacco)
Full transcript