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Differenze arte Romanico_Gotico

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giacomo vestri

on 14 May 2014

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Transcript of Differenze arte Romanico_Gotico

Differenze arte Romanico_Gotico
Le Facciate
Per la facciata romanica ogni elemento era in funzione ai pesi di tutto il sistema; mentre nel gotico, grazie all’invenzione dell’arco a sesto acuto e di altre novità architettoniche, ha un andamento più slanciato e leggero. Osservando la facciata, infatti, si notano subito le diverse altezze ed impostazioni geometriche.
La facciata gotica è più ricca di elementi decorativi e figurativi come nicchie, guglie e pinnacoli.
Troviamo spesso anche un rosone molto più grande, dalla quale entra molta più luce, elemento fondamentale delle nuove cattedrali gotiche.
Un altro elemento ricorrente in entrambi gli stili è la strombatura dei portali, che nel gotico è accompagnata dai frontoni sopra ai portali.

Interno
Entrando attraverso il portico, ci troviamo generalmente di fronte a tre navate in entrambe le cattedrali; la pianta continua a essere di forma longitudinale e il transetto ha sempre la sua importante funzione di divisione.
Rimangono in alterate le strutture del pulpito, del coro, del presbiterio e dell’abside che non perdono di importanza ma assumono decorazioni più elaborate. Viene aggiunto il deambulatorio: corridoio posto fra il coro e l’abside caratteristico dell’architettura gotica francese; serviva ai pellegrini per camminare attorno all’altare maggiore, dove si trovavano spesso le reliquie.


Struttura
Le maggiori differenze le troviamo a livello strutturale. Elementi come pilastri compositi e le mura acquistano slancio in quanto devono sopportare minor peso che viene sostenuto dagli archi rampanti, altra novità architettonica.
Anche nella parte superiore troviamo delle novità. I capitelli ad esempio sono molto più decorati e si può dire che ognuno racconta la sua storia. Il finto matroneo è mantenuto come struttura di scarico dei pesi della navata centrale, mentre salendo ancora notiamo un luminoso e slanciato claristorio. Questa parte è caratterizzata da ampie vetrate dalle quali entra la maggior parte della luce. La presenza di queste ampie aperture è permessa dai nuovi elementi strutturali.
Le coperture interne sono, per la maggior parte, formate da volte ogivali costolonate, formate dall’incrocio di due volte ogivali ortogonali e viene così abbandonato l’uso delle capriate lignee.
Esternamente, le coperture sono di laterizio, mentre gli elementi decorativi, come guglie e pinnacoli sono in marmo.
Scultura
Nelle chiese romaniche le decorazioni scultoree si concentrano essenzialmente all’esterno: nei timpani nelle ghiere degli archi, nelle strombature dei portali, in alcuni elementi ornamentali delle facciate; mentre all’interno le troviamo nei capitelli, nelle fonti battesimali, negli amboni e negli arredi liturgici. I temi erano di carattere religioso e riguardavano la “Genesi”, la “vita di Cristo” e “il Giudizio Universale”. Le sculture sono di tipo geometrico e la maggior parte sono in bassorilievo.
Nel periodo gotico invece, la scultura subì molte innovazioni come ad esempio la concezione della figura umana, che divenne più realistica ed aggraziata. Un fondamentale passaggio è il fatto che nel periodo gotico le sculture iniziano a non essere più inglobate integralmente nello spazio architettonico (sia lo stipite di un portale o un capitello...), ma iniziano ad affrancarsi venendo semplicemente addossate ai vari elementi portanti. Comparvero così le prime statue a tutto tondo, anche se inizialmente non erano apprezzabili indipendentemente e isolate.
Gradualmente la disposizione delle sculture nella costruzione architettonica divenne più complesso e scenografico. Gli episodi più importanti di scultura furono, come in età romanica, i portali delle cattedrali, dove venivano rappresentati solitamente i personaggi dell'Antico Testamento e del Nuovo Testamento.

Pittura
La pittura romanica è fortemente legata alla tradizione pittorica tardo antica e bizantina che sopravvive alle invasioni barbariche, a differenza della scultura e dell'architettura. E' legata alle tradizioni culturali e artistiche locali differenziandosi nelle diverse regioni d'Italia: in area lombarda in accordo con la tradizione artistica carolingia e ottoniane, si sviluppò la tecnica ad affresco.
Era usata, soprattutto in Toscana e in Umbria la pittura su tavola lignea come i crocifissi. In quest' epoca si apre una nuova tradizione del Crocifisso isolato dal contesto che porterà a diventare il crocifisso il simbolo del cristianesimo .
In tutto il territorio europeo, ha grande diffusione la miniatura che veniva praticata dai monaci.La pittura romanica presenta una sensibilità tormentata che rappresenta soprattutto i temi più drammatici della religione: pene infernali, vizi, apocalissi, giudizio universale.
La pittura in uno stile che può essere chiamato "Gotico" non apparve fino al XIII secolo, o più o meno 50 anni dopo l'inizio dell'architettura e della scultura gotica. Il passaggio dal Romanico al Gotico è molto impreciso e non coincide del tutto con una rottura evidente, piuttosto possiamo intravedere gli inizi di uno stile più austero, scuro ed emozionale rispetto al periodo precedente. Questa transizione si sviluppa prima in Inghilterra e in Francia intorno al 1200, in Germania intorno al 1220 e in Italia circa nel 1300.
La pittura durante il periodo Gotico fu praticata in 4 forme principali:l'affresco,la pala, la decorazione dei manoscritti, la colorazione del vetro. Gli affreschi continuarono ad essere usati nelle chiese dell'Europa del Sud, come un protrarsi delle tradizioni Cristiane delle origini e Romaniche. Nel nord la pittura del vetro fu l'arte scelta fino al XV secolo. Le pale si svilupparono in Italia nel XIII secolo diffondendosi attraverso l'Europa. La decorazione dei manoscritti rappresentò la fonte più completa della pittura Gotica, sviluppando un gran numero di espressioni artistiche . La pittura con olio su tela non divenne popolare fino ai secoli XV e XVI.

In questa presentazione andremo ad analizzare le differenze fra l'Arte romanica e l'Arte gotica nelle cattedrali
Presentazione di Vestri e Mangoni
romanico
gotico
romanico
gotico
romanico
gotico
romanico
in Italia
Duomo di Modena, Storia della Genesi, Wiligtelmo
gotico
in Italia
Facciata della Chiesa di Santa Maria della Spina, Pisa
romanico
gotico
Il Gotico in Italia
Approfondimento di Giacomo Vestri
In questa parte andremo a osservare le caratteristiche del Gotico in Italia
Architettura
Possiamo affermare che durante quegli anni si creò un compromesso fra il Gotico e il Romanico: i costruttori non furono mai particolarmente fiduciosi nell'abbandonare le tradizioni. Come si può notare in ogni cattedrale sorta in quel periodo infatti, eccessivi slanci in altezza e riduzioni scheletriche delle masse murarie non hanno mai sostituito del tutto l'esiguo spessore murario dell'epoca romanica. Gli architetti si limitarono a trovare una via di mezzo fra la pesantezza ormai quasi superata e le nuove tendenze rivolte a particolari slanci in altezza, e per questo vennero quasi abolite guglie, pinnacoli e archi rampanti, creando così un gusto con meno eccessi rispetto a quello francese.
I primi indizi dell'arrivo dell'architettura gotica comunque si notano dalla sostituzione di elementi tradizionalmente romanici con innovazioni gotiche come gli archi acuti e le volte ogivali. I primi cambiamenti furono ad opera dei monaci cistercensi.
Il Gotico in Italia, accenni storici
L'arte Gotica, che si sviluppa durante la metà del XII secolo in Francia, possiamo ipotizzare che arriva in Italia all'inizio del XIII secolo, sicuramente con caratteristiche molto differenti da quella francese e da tutte le altre che si svilupparono nel nord Europa.
Ma il XIV secolo fu per Italia uno dei periodi più belli e prosperosi per lo sviluppo artistico. Molte idee importanti fanno il giro dello stivale, e proprio grazie a questo in quel periodo sono nate molte organizzazioni delle arti e dei mestieri, i borghesi hanno iniziato a prendere parte attiva alla vita sociale e politica e sono sorti i primi comuni liberi che in seguito diventeranno signorie.
Anche se "Gotico" veniva utilizzato in sostituzione del termine "barbarico" (questa accezione negativa durò fino alla fine del XVIII secolo) esso caratterizzava le manifestazioni artistiche avvenute dopo la fine dell'arte antica.
Basilica di San Francesco d'Assisi
Scultura
I primi influssi della scultura gotica arrivano in Italia verso la fine del XIII secolo, quando gli scultori, inizialmente nella Pianura Padana, vengono impressionati dalle statue di esportazione francese, convincendosi così di abbandonare la tradizione romanica.
le opere scultoree si trovano soprattutto nelle facciate delle cattedrali o comunque in decorazione di opere architettoniche, oppure anche nell'oreficeria e nella lavorazione dell'avorio.
Un noto scultore fu Nicola Pisano, artista pugliese, che operando in Toscana iniziò un grande cambiamento nella scultura della regione.

Scultura di Nicola Pisano che rappresenta la Madonna con in braccio Gesù
Pittura: idee gotiche e gusto greco-bizzantinto
Mentre nelle altre zone dell'Europa la pittura rimase sepre in funzione dell'architettura e della scultura, o comunque non ebbe un ruolo importante come le ultime due, in Italia si continuò a preferire le tavole dipinte, i cicli di affreschi tipicamente romani e i mosaici invece della pittura sulle vetrate.
Naturalmente si differenziò a seconda delle regioni, ma le correnti pittoriche gotiche si andarono a sovrapporre alla cultura greco-bizzantina.
Le nuove tavole infatti, riportano ancora caratteri di origine dell'Est Europa. Più generalmente possiamo parlare proprio di "icone".
Le tavole erano colorate con tempere a acqua, o fatte con sostanze grasse (quasi sempre con l'uovo). Le figure occupavano più di ¾ della tavola per sottolineare l'importanza dei personaggi, che spesso erano la Madonna e il Bambino, riconoscibili attraverso scritte in greco o attributi fissi.
Lo sfondo d'oro voleva esaltare la divinità mentre gli altri due colori fondamentali, il blu e il rosso, rappresentavano grazia, passione e amore infinito.
Una linea nera di contorno da una bidimensionalità che sembra quasi essere un segno di rispetto: non si vuole rappresentare umano ciò che è divino.
Dall'incontro di questi due gusti si formarono tre scuole d'arte: la Fiorentina, la Romana e la Senese


Scuola Fiorentina
Questo movimento, che si sviluppò a Firenze nel XIV secolo e proseguito fino al XVI secolo, determinò praticamente il destino della pittura per tutto il '300 nelle principali regioni d'Italia.
Con l'attività di Giotto, dei suoi scolari e dei suoi seguaci la scuola voleva portare un linguaggio innovativo, tendente alla ricerca della plasticità delle figure e del "naturale".
Potendo contare del periodo di fioritura sia economico che sociale di firenze, la nuova arte si espanse presto a tutta l'Italia.
Ma la scuola giottesca portò una grande innovazione a livello di organizzazione: il pittore coordinava il lavoro dei suoi numerosi collaboratori; questo però portò a una difficile lettura delle sue opere.
Uno dei grandi asponenti di questa scuola, nonchè maestro di Giotto, fu Cenni di Pepo, che veniva chiamato soprattutto col suo pseudonimo: Cimabue.

Scuola Romana
La scuola romana, rappresentata principalmente da Pietro Cavallini e Jacopo Torriti, ebbe uno stretto legame con quella fiorentina i Giotto, e tutt'ora infatti non è ancora chiaro se fu quest'ultimo a influenzare la scuola romana o viceversa. A questo proposito è probabile che Giotto abbia avuto un soggiorno giovanile a Roma, ma certamente le due scuole ebbero contatti nel cantiere assisiate. I registri alti della Basilica superiore sono infatti in gran parte di scuola romana, soprattutto del Torriti. Anche il recente restauro del Sancta Sanctorum presso il Laterano ha dato ulteriori argomenti alla disputa tra Roma e Firenze per il primato del ritorno al naturalismo pittorico in Italia.







Una delle opere più importanti effettuata da Cavallini è il ciclo decorativo dei mosaici di Santa Maria in Trastevere. Queste pitture, che ancora non hanno una datazione precisa, vennero commissionate da Bertoldo Stafaneschi (qui sepolto). Il Cavallini dimostrò appieno le sue capacità tecniche rompendo le forme ieratiche bizantine e adattando i modelli stilistici dei suoi mosaici alle novità che provenivano dalla pittura e dalla scultura toscane, affiancando la scuola romana al clima gotico della pittura di Cimabue e alle prime esperienze di Giotto.
Torriti si formò artisticamente a Roma, in stretto contatto col Cavallini, del quale fu forse un allievo oppure un antagonista. Ci ha lasciato molte opere, soprattutto nelle chiese romane, che danno l'idea di un grande maestro che precorse la pittura gotica toscana. Torriti aveva comunque avuto dei contatti con Cimabue (che nel 1272 si trovava a Roma), e partecipò alla decorazione della Basilica superiore di San Francesco accanto al maestro toscano.
Sotto committenza di Papa Niccolò IV, fra il 1295 e il 1296, preparò e realizzò i mosaici dell'abside della chiesa di Santa Maria Maggiore. Qui Torriti si distinse immettendo particolari di origine "naturalistica", che interrompono e ben si integrano negli sfondi dorati di questi suoi mosaici, forse con una qualche influenza della cultura tardoantica. Ad esempio il sedile e i poggiapiedi sono disposti tridimensionalmente nello spazio e riescono a creare un'illusione di profondità.
Abside della chiesa di Santa Maria Maggiore, Torriti.
Scuola Senese
Un maestro, Duccio di Buoninsegna, e il suo allievo, Simone Martini, rappresentano la miglior parte della produzione della scuola Senese di pittura.
Questa scuola, che ebbe una notevole fioritura fra il XIII e il XV secolo, competeva con la scuola fiorentina, nonostante fosse più conservativa e si focalizzasse maggiormente sulla bellezza decorativa e l'eleganza dell'ultimo periodo dell'arte gotica. I due artisti operarono a cavallo fra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo.
L'arte di Duccio aveva inizialmente erainfluenzata dal gusto bizantino, legata particolarmente alla cultura del periodo paleologo, e una notevole conoscenza di Cimabue, alle quali aggiunse una rielaborazione personale in senso gotico, inteso come linearismo ed eleganza francesi, una linea morbida e una raffinata gamma cromatica. Col tempo lo stile di Duccio raggiunse esiti di sempre maggiore naturalezza e morbidezza e seppe anche aggiornarsi alle innovazioni introdotte da Giotto, quali la resa dei chiaroscuri secondo una o poche fonti di luce, la volumetria delle figure e del panneggio, e la resa prospettica.



Gotico Internazionale
Il termine "internazionale" sottolinea il fatto che, grazie a un enorme commercio dei piccoli oggetti artistici facilmente trasportabili come codici miniati, avori o oreficeria, e ad un rilevante movimento di idee il Gotico ebbe una vasta diffusione nella maggior parte dei paesi europei. E questi oggetti giravano nei modi più strani: dal commercio ai doni di nozze o di fidanzamento, dai regali per la diplomazia agli spostamenti di artisti itineranti.
Inoltre, il repertorio iconografico e stilistico veniva aggiornato coi taccuini degli artisti, ricchi di schizzi, erano copiati nelle botteghe come modelli. Probabilmente il termine di "gotico internazionale" è quello che meglio rappresenta questo periodo ed è il termine più utilizzato per il contesto italiano; esistono per esempio quadri che sono dei veri e propri rompicapo per gli storici perché la comunanza delle caratteristiche dei diversi stili di aree geografiche diverse e lontane puòpuò causare degli errori nell'attribuzione degli oggetti artistici. Il passaggio non fu dovuto a fenomeni di irradiazione a partire da un centro, come avvenne per esempio col gotico francese; si trattò invece di uno scambio reciproco fra più centri, tra i quali nessuno può vantare un primato. Le aree più attive furono comunque prima Avignone e la corte papale, poi la Catalogna, la Borgogna, la Lombardia e la Boemia.
Gotico Cortese
Gotico "cortese" è il termine che viene usato per evidenziare la classe sociale che favorì la diffusione di quest'arte: un segno di distinzione dell'aristocrazia a confronto dell'avanzare della borghesia. Le corti quindi, prima tra tutte quella papale, esercitarono un ruolo e diffusione dello stile, grazie al loro di richiamo degli artisti. Alle dipendenze di tutte le corti c'era un largo numero di artisti, tutti specializzati in diverse discipline (letteratura, musica, arti figurative).
Nelle corti sii alternava tutta un'attività per opere effimere, come gli allestimenti per feste e tornei, creazione di bandiere e drappi ornamentali, di abiti, costumi, scudi, armature, carte da gioco e oggettistica varia; e la creazione di grandi opere artistiche, come pitture, pale d'altare o miniature. Agli artisti veniva chiesto inoltre di creare grandi regali da inviare alle altre corti, per suscitare invidia e ammirazione.
L'organizzazione di botteghe polivalenti dove si potesse far fronte a qualsiasi richiesta era necessario, in quanto un artista doveva avere un ampio bagaglio di conoscenze tecniche; e tutto questo creava un forte rapporto fra le opere e lavoro di gruppo.
Gotico Fiorito
Il termine Gotico "fiorito" viene usato per fare riferimento all'amore per il lusso e per la raffinatezza che caratterizza questo periodo.
E' molto interessante osservare come gli stilemi di questo tipo di arte siano rintracciabili in molteplici forme d'arte, con scambi continui di soluzioni e motivi tra pittura, miniatura, oreficeria, arazzeria, tessuti, mobilio.
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