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SCHOPENHAUER

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by

Carolina Dal fabbro

on 11 May 2015

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Transcript of SCHOPENHAUER

SCHOPENHAUER
CONTESTO STORICO
L'Europa attraversa una profonda trasformazione dal punto di vista tecnico, economico e sociale.
L'etica del profitto viene a scontrarsi con la morale dell'interiorità.
Crollano le speranze che l'illuminismo settecentesco aveva nutrito.
la nuova concezione della realtà
e del ruolo della filosofia
SCHOPENHAUER
Nasce a Danzica il 22 febbrario del 1788
1797-1799 soggiorna a Le Havre con il padre.
1803-1804 visita le città Europee più importanti dal punto di vista economico e politico.
1805 il padre muore forse suicida e il filosofo si trasferisce con la madre a Weimar.
1818 pubblica: Il mondo come volontà e rappresentazione.
1820 ottiene la docenza a Berlino.
1851 pubblica un libro di aforismi: Parerga e paralipomena.
21 settembre del 1860 muore a Francoforte.
il velo di maya
"Il mondo è una mia rappresentazione."
Non e possibile conoscere il "noumeno".
Il mondo non esiste se non nel rapporto tra soggetto e oggetto che caratterizza la rappresentazione.
Critica sia il realismo che l'idealismo.
la duplice prospettiva
della realtà
Ne "Il mondo come volontà e rappresentazione."

Risposta alla domanda "che cos'è il mondo?"
Schopenauer come:
a differenza di:
SCHOPENHAUER contro l'idealismo
Mistificazioni consolatorie della vera essenza della vita.
Hegel : la realtà è permeata di razionalità.
Il soggetto non è più considerato come un ente astratto.
Muta il ruolo della filosofia da una ricerca di fondamenti e sistematizzazione della realtà nella sua globalità ad approfondimento della finitezza della condizione umana.
visione della scienza
il mondo è una mia rappresentazione
visione della filosofia
il mondo è una volontà di vivere
il soggetto non può dipendere dall'oggetto
il soggetto non può prevalere sull'oggetto
Rappresentazione della conoscenza come mondo fenomenico.
unica conoscenza certa per l'uomo
dimensione onirica e ingannevole
(velo di Maya)
"Il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro
vedere un mondo del quale non può dirsi nè che esista, nè che
non esista; perchè ella (Maya) rassomiglia al sonno, rassomiglia
al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia
per acqua."

("Il mondo come volontà e rappresentazione")
LA RAPPRESENTAZIONE E LE FORME A PRIORI DELLA CONOSCENZA
Lo spazio il tempo e la causalità non esistono nella realtà ma sono le forme a priori della rappresentazione
Attraverso le forme dello spazio e del tempo organizziamo il materiale percettivo
Spazio e tempo fungono da "principio di individualizazione"
Gli oggetti "individuati" ricevono dall'intelletto un ordine: causalità

La realtà ci appare come una connessione di fenomeni ordinati dalla relazione causale:
"principio di ragion sufficiente"
principio del divenire
principio del conoscere
principio dell'essere
principio dell'agire
Il mondo fenomenico il quale non è altro che un reticolo di rapporti causali, coincide con il dominio della scienza.
Andare oltre il mondo fenumenico (illusione) per arrivare alla vera essenza della vita: "noumeno."
KANT
SCHOPENHAUER
NOUMENO
"pensabile"
"non conoscibile"
"conoscibile"

Kant
-Distinzione fra fenomeno e noumeno.
-Le forme a priori di spazio, tempo e causalità.
-L'esigenza della mente umana di raggiumgere la cosa in sè.
Platone
-Il bisogno di evasione dal mutevole mondo sensibile.
La tradizione orientale
- Il carattere doloroso dell'esistenza.
- L'esistenza di una realtà più profonda di quella ingannevole dei fenomeni.
-La possibilità per l'uomo di cogliere l'essenza del mondo e di liberarsi dalle apparenze.

Kant
- fenomeni come apparenza ingannevole, velo di Maya, che impedisce di cogliere la cosa in sè.
- Le dodici categorie dell'intelletto ridotte ad una sola quella di causalità.
- La possibilità di attingere all'essenza noumenica del mondo.

LA vita come sogno
La
vita
come la sperimentiamo, attraverso la rappresentazione, è
illusoria
e
ingannevole
L' uomo attraverso il
corpo
però può accedere all'essenza più profonda delle cose
CORPO
oggetto tra
gli oggetti
espressione
di volontà
Attraverso il
corpo
, ognuno di noi sente che l'essenza del proprio io è costituita dalla
volontà di vivere
.
Un
impulso
forte e irresistibile che
ci spinge a esistere ed agire.
Di conseguenza Schopenhauer arriva
per analogia
a sostenere che
la volontà,
scoperta a fondamento del proprio essere, è
l'essenza profonda di tutto l'universo.
il mondo come volontà
Tutte le
attività
che mirano all'
affermazione
della propria
individualità
, sono considerate manifestazioni della brama di vivere.
Esempio: l'impulso che ci porta a mangiare è l'espressione del bisogno di mantenerci in vita.
Tale
volontà
non è circoscritta alla natura umana ma si estende e
domina

tutte le cose.
La
volontà
è
sostanza
intima di ogni cosa e l'
essenza
stessa del
mondo
Unica
(non individuabile ma sempre sottesa a tutti i fenomeni)

Inconsapevole
(impulso antecendente alla conoscenza)

Eterna
(al di là del tempo, indistruttibile)

Cieca
(senza scopo o fine)
Volontà
Vita tra desiderio e noia
L'uomo, in quanto alla ricerca di un
appagamento definitivo
che è
impossibile
, è destinato a una ricerca della felicità continua e insaziabile, che è fonte di perenne
inquietudine
.
Il
piacere
non è altro che il brevissimo
istante
dell' attuenazione di una mancanza che subito si ripresenta.
L'esistenza è anche caratterizzata dalla
noia
, una condizione di vuoto che si presenta quando si allenta l'ansia provocata dal desiderio.
La vita è un vano oscillare tra desiderio e noia.
la liberazione dal dolore
Quando l'uomo arriva a capire che l'essenza della vita è la volontà è però possibile un percorso che ha come fine quello di sradicare il dolore.
Per Schopenhauer
l'arte, la morale e l'ascesi
,
sciolgono l'uomo dalla catena infinita dei bisogni,
e lo rendono pronto al completo annullamento della volontà.
l'arte
Secondo il filosofo, attraverso l'arte, l'uomo dimentica se stesso e il proprio dolore.
La contemplazione è disinteressata e pertanto non è soggetta al desiderio.
La
tragedia
, per il filosofo, è la forma d'arte più elevata poichè
"oggettiva" il dolore
e permette agli uomini di osservarlo dall'esterno. Superando la propria individualità e attenuando la propria emozione.
La
musica
anche ha un ruolo importante, in quanto del tutto indipendente dal mondo dei fenomeni, poichè essa è
espressione immediata della volontà.
La morale
Sebbene l'arte attenui l'impeto della volontà non ha un effetto duraturo nel tempo, una liberazione più
duratura
nel tempo può derivare dalla
morale
.
Consente, come l'arte, di oltrepassare le manifestazioni fenomeniche della volontà, ma non si limita alla contemplazione statica di un mondo ideale, ma implica un
impegno
pratico
a favore del prossimo.
Nell'
etica
, l'uomo
supera il principio di

individuazione
, e cessa di considerare se stesso in contrapposizione agli altri.

Nel
diritto
, si ha l'
affermazione della giustizia
, (in negativo) l'uomo si limita a non compiere azioni che possano ledere la volontà degli altri, (in positivo) attraverso la carità, cioè la volontà di fare del bene al prossimo.
L'ascesi
Le virtù della
carità
si limitano a
negare la volontà individuale
eliminando il conflitto tra uomo e uomo, ma un grado più alto richiede la
negazione della volontà di vivere stessa
, che si consegue soltanto attraverso l'
ascesi
.
Consiste nella
mortificazione degli istinti
e dei bisogni conseguenti all'orrore, che l'uomo prova per la volontà di vivere.

Si realizza attraverso la
noluntas
, negazione radicale della volontà.
L'uomo per prima cosa deve raggiungere lo stato di
perfetta castità,
deve quindi rinunciare ai piaceri e dedicarsi alle virtù degli asceti: l
'umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio e la rassegnazione
.
La redenzione finale viene riconosciuta nel
nirvana, l'esperienza del nulla.
Negazione del mondo
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