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Approcci, metodi e tecniche

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by

Diego Cortés Velásquez

on 15 March 2017

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Transcript of Approcci, metodi e tecniche

Definizioni preliminari
Approccio naturale
Approccio strutturalistico
Approccio formalistico
Diego Cortés Velásquez
Approcci, metodi e tecniche
Approccio umanistico-affettivo
Teorie di riferimento
Mondo delle idee
Metodologia didattica
Mondo dell'azione
Spazio della ricerca glottodidattica
Spazio dell'azione glottodidattica
Fonte: Balboni (2012a p. 6)
Approccio
Metodo
È la filosofia di fondo, il pensiero dominante, "l'idea che si ha di lingua, di cultura, di comunicazione, di studente, di insegnante, di insegnamento"

L'approccio permette di selezionare all'interno della ricerca teorica quello che si vuole mettere alla base dell'educazione linguistica.

Realizza operativamente le indicazioni dell'approccio, permettendo di organizzare il curricolo e le singole unità didattiche, quali contenuti privilegiare, come impostare le verifiche, ecc.
Tecniche
Procedure didattiche concrete che permettono di realizzare gli obiettivi del metodo, coerentemente con l'approccio a cui si riferisce
1970
1990
1960
Dal XVIII sec.
A. Strutturalistico
Linguistica di Bloomfield (distribuzionalismo)
Psicologia comportamentista (behaviorist) di Skinner
Centralità della lingua come insieme di regole da fissare in modo automatico
Stati Uniti ed Europa
Abilità orali
Esercizi strutturali (pattern drills) - Laboratorio linguistico
> ASTP Program
> Metodo audio-orale/audio-linguale
> Metodo SGAV
> Metodo orale-situazionale
A. Comunicativo
Sociolinguistica; pragmalinguistica
Concetti fondamentali: bisogni comunicativi e competenza comunicativa
Modello SPEAKING (Hymes)
Centralità del soggetto e i suoi bisogni linguistici
Europa (diffuso ovunque)
Priorità delle abilità orali ma sviluppo di tutte le abilità
Sviluppo della competenza comunicativa e sottocompetenze
UD e UDa; documenti autentici; dialoghi; conversazioni; riflessioni sulla lingua; grammatica induttiva; contenuti ciclici
> Metodo situazionale
> Metodo nozionale-funzionale
> Livelli soglia
Didatt. umanistica
Psicologia umanistica
Approccio comunicativo
Centralità del soggetto (dimensione psicologica)
Stati Uniti ed Europa
Contenuti diversi; l'attenzione è posta maggiormente sul metodo e sulla minimalizzazione del filtro affettivo
Rispetto del periodo silenzioso; tecniche diverse anche simili alla psicoanalisi
>Total Physical Response
> Community Language Learning
> Natural Approach
> Suggestopedia
> The Silent Way
A. Integrato
Integrazione riferimenti approcci precedenti
Visione olistica del processo di insegnamento/apprendimento
Centralità del soggetto apprendente
Europa
Tutte le abilità
Lingua come norma e come uso
Sviluppo della competenza comunicativa
Tutte le tecniche
A. Formalistico
A. Naturale
Nessun riferimento scientifico preciso
Influenza dagli studi di fonetica
Centralità della lingua e del soggetto apprendente
Area Europea
Immersione totale nella L2
Sviluppo delle abilità orali
Conversazione; Mimic-memorize approach
> Metodi diretti naturali e/o fonetici
>Metodi diretti semplificati
> Metodi diretti eclettici
1940
Nessun riferimento scientifico preciso
Centralità della lingua e dell'insegnante
Area Europea
Grammatica della lingua. Abilità scritte. Testi letterari
Lezione frontale; traduzione; dettato; Esercizi di manipolazione del testo
> Reading Method
Sintesi
Proto-
glottod.
Quando?
Nascita, sviluppo e diffusione dell'approccio
Perché?
Eventuale teoria scientifica di riferimento
Chi?
Fattore dello spazio didattico messo in luce
Dove?
Eventuale area di sviluppo e di diffusione privilegiata
Che cosa?
Contenuti prvilegiati
Come?
Metodi sviluppati

Quando?
Perché?
Chi?
Dove?
Che cosa?
Come?
Lingua = grammatica
Abilità scritte (leggere e scrivere);
Elenchi di regole: pronuncia, morfosintassi
Applicazione di regole attraverso esercizi
Liste lessicali da imparare a memoria (con traduzione)
La lingua veicola norme
Si studia una lingua per leggere i suoi testi letterari
Molto peso all'accuratezza: richieste buone traduzioni
La L1 è usata come lingua di insegnamento.
La cultura: letteratura, opere d'arte o paesaggi architettonici
Non è prevista l'interazione
Metodo Grammaticale-traduttivo
Deduttivo
Conosciuto negli Stati Uniti anche come "Prussian Method"
Lezione frontale
Docente = detentore del sapere e delle regole
Lezione tipo: lettura di un testo letterario > spiegazioni sul lessico e la grammatica in L1 > applicazione delle regole apprese
Tecniche: dettato, esercizi di manipolazione e trasformazione (volgi al...; trasforma l'infinito in...; coniuga il verbo...)
Scansione: argomento grammaticale con enfasi nelle eccezioni
Reading Method (Metodo della sola lettura) > Competenze parziali > Coleman report (1929) > non era sentito il bisogno di PARLARE altre lingue


Dal 1840 ca. (Pubblicazione dei manuali di Seidenstücker e Plötz)
Formalmente fino al 1940 ca. MA ancora oggi è usato in alcune parti del mondo per alcune lingue
Non esiste una teoria scientifica
Procedimento deduttivo: regola > lingua; forma > funzione
Si ritiene che lo studio della lingua aiuti a sviluppare le capacità intellettuali del discente
Purismo linguistico
Soprattutto in Europa
Diffuso in tutto il mondo
Il fattore privilegiato è la lingua oggetto dell'insegnamento
1880
Riforma
Cours de Langue et de Civilisation Françaises, Gaston Mauger, 1953
Quando?
Perché?
Chi?
Che cosa?
L2 è usata come lingua veicolare
I principi:
Ascoltare, capire, parlare, senza fare ricorso alla lingua madre
Attenzione alla pronuncia e alla grammatica
Prime fasi: si usano gesti per farsi capire, si mimano azioni e si indicano oggetti
Successivamente: sinonimi, antonimi, parafrasi
Lo studio della grammatica avviene induttivamente
Quando sono necessarie, le regole sono in L2
Contenuti = lingua quotidiana per interagire con il parlante nativo
I nuovi argomenti sono introdotti oralmente
Abilità orali !
1880 ca.
Reazione alla rigidità dell'approccio formalistico
Non esiste un riferimento unico ed esplicito
Studi di fonetica: Viëtor (1882), Jespersen (1902), Sweet (1899) e Palmer (1917)
Psicologia associazionista
Si limita all'uso esclusivo della L2 in classe
L'oralità deve precedere la scrittura
Ordine: ascoltare > parlare > leggere > scrivere
Madre e figlio > approccio
induttivo
Osservazione dei bambini
Il fattore privilegiato è la lingua oggetto dell'insegnamento non come forma MA come uso
L'apprendente gode di un'attenzione particolare
Il metodo è incentrato sulla capacità dell'insegnante (energia e immaginazione)
Dove?
Come?
Tecniche didattiche:
Conversazione con il docente madrelingua
Mim-mem approach: imitazione gestuale, drammatizzazione e accoppiamento di parole-frasi
NO LM
MAI traduzione
Uso attivo della lingua in classe
il docente sostituisce il libro nelle prime fasi di apprendimento
Le parole conosciute servono per insegnare nuovo vocabulario
Le formule vengono insegnate in blocco senza analizzarle
Le parole polisemiche sono insegnate attraverso l'accezione del contesto senza spiegarli tutti.
Sillabo (contenuti da affrontare nel percorso) > scopi pratici della comunicazione (MA l'indice del manuale è suddiviso in vocabolario e grammatica)

L. Saveur (1826-1907) > Boston > Natural Method
Diffuso in tutto il mondo
Metodi diretti naturali
Chiamati anche "Fonetici"
Berlitz® = Maximilian Berlitz. Tedesco emigrato in USA
Metodi diretti semplificati
Basic English
di Ogden (1930)
Scelta di un
vocabolario ridotto
= 850 parole

Metodi diretti eclettici
Analisi degli aspetti fonetici della lingua
Vocabolario costituito dal lessico più frequente e da studio grammaticale ad esso funzionale
Fonti principali:
Chini, M. e Bosisio, C. (2014) Fondamenti di glottodidattica, Carocci, Roma. [in particolare cap. 4 §2. P.p. 190-223]
Richards, J. C. & Rodgers T. S., (2001) Approaches and Methods in Language Teaching – 2nd Edition, CUP, Cambridge.
Rizzardi, M.C. e Barsi, Monica (2005) Metodi in classe per insegnare la lingua straniera. LED, Milano.

Quando?
Perché?
Chi?
Che cosa?
Abilità orali
Fissazione delle regole tramite imitazione costante di uno stimolo linguistico
Meccanicità del fatto linguistico
Negli U.S.A. > 1942 > "Outline guide for the pracitcal study of foreign languages" > Leonard Bloomfield (1887 - 1949)
In Francia dal 1950 ca. (nel 1951 viene fondato il Centre d'Études du français élementaire)
Strutturalismo > Lingua come sistema di elementi (fonemi, morfemi, parole, frasi, ecc.) strutturalmente legati per codificare il significato >
In U.S.A. > Bloomfield > Metodo per le lingue in estinzione > l'informante
Apprendimento > imparare i blocchi e le regole che li governano
Psicologia comportamentista di Skinner ( in U.S.A.)
L'uomo come organismo capace di un ampio repertorio di comportamenti > come i cani di Pavlov il bambino impara a collegare le parole a determinate situazioni e impara a comprendere le parole anche in assenza degli oggetti > Mamma ripete e il bambino impara
La lingua è costituita da reti di strutture e di unità (fonema, morfema, sintagma, frase) > da memorizzare > viene appresa per imitazione costante, e quindi fissazione dietro rinforzo positivo, di uno stimolo
Stimolo > Risposta > Rinforzo
Grammatica induttiva
Significato delle parole > contesto > cultura
La lingua: come insieme di regole da fissare in modo automatico > laboratorio linguistico
Lo studente è una tabula rasa da incidere attraverso esercizi meccanici, mentre il docente si limita a gestire il laboratorio linguistico e a correggere gli esercizi scritti.
Come?
Tecniche didattiche:
Esercizi strutturali (pattern drills):
Di ripetizione (ripeti dopo di me...) con aggiunta di elementi via via: I used to know him > I used to know him years ago ...
Di sostituzione (Mario prende la mela > Mario la prende)
Di flessione (numero, genere, caso) > I bought the ticket > I bought the tickets
Di riformulazione
Di completamento
Di composizione: Students/waiting/bus
Importanza del laboratorio linguistico, videoproiettore per immagini fisse consequenziali
Importante!
Outline guide
di Bloomfield : "Soprattutto, ascolta e pratica senza stancarti [...]. Copia le forme, leggile ad alta voce, imparale a memoria e poi praticale ripetutamente, giorno per giorno, finché diventano del tutto naturali e familiari [...]. Pratica tutto finché diventa una seconda natura.

Dove?
Stati Uniti
Europa
ASTP
Army Specialised Training Program
IL METODO ASTP
Audio-orale/audio-linguale
(Meccanicistico)
1939 University of Michigan
Respinge il Metodo Diretto > il punto di partenza è la grammatica (intesa come
patterns
)
C. orale > Pronuncia > Parlato > Lettura > Scrittura
Applicazione costante di
pattern drills
(detti anche esercizi à
mitraillette
)
Progressione in difficoltà delle sostituzioni proposte e attenzione ai molteplici aspetti della lingue: fonetica, morfosintassi, elementi culturali, di civiltà.
Nessuno spazio alla creatività dello studente
Prevalenza della frase sul testo.
Analisi contrastiva > importante differenza rispetto al Metodo Orale-Situazionale degli inglesi.
Molta analisi linguistica e poca pedagogia
Padronanza della lingua > acquisizione di adeguati comportamenti di stimolo-risposta
apprendimento con martellamento manipolativo
Il metodo audio-visivo SGAV
(Strutturo - Globale - Audio - Visivo)
Fine anni Cinquanta
Rivenc e Guberina > in ambito di insegnamento del francese
Skinner > poca influenza > comportamentismo (behavoiurism) è conosciuto in Francia solo dopo le critiche di Chomsky
Primato assoluto dell'orale sullo scritto
Utilizzo di tecniche audio-visive > immagine è veicolo del significato
Item presentato = immagine
Esercizi strutturali
Alta qualità fonetica dei materiali registrati
Lo scritto è solo trascrizione del parlato
si arriva alla comprensione tramite esposizione al messaggio e la regola viene dall’interno
Metodo orale - situazionale
Risposta inglese > Gran Bretagna
(e poi nel resto d'Europa) > 1930 - 1960
Diffiere in parte dai metodi strutturalisti americani > NO behaviourism
Ciò che l'allievo può vedere, sentire e toccare direttamente:
My shirt is white, your shirt is blue, his shirt is green
What color is your shirt?
Ciò che l'allievo conosce con l'esperienza, la vita di tutti i giorni, la sua famiglia, ciò che ha visto e sentito direttamente, ma che non può vedere e toccare al momento:
Yesterday I was wearing a green shirt.
Do you wear a shirt every day?
Ciò che il discente non ha ancora sperimentato direttamente, ma può immaginare facilmente con l'aiuto di figure, di drammatizzazioni e di materiale vario, soprattutto visivo
Ciò che viene introdotto attraverso l'uso della lingua scritta o parlata, senza l'aiuto di mezzi visivi. Non si può arrivare senza un minimo di competenza linguistica acquisita > gli aspetti più astratti.
The techniques of language teaching
, L. Billows
Army Method
I livelli di lingua
Confronto con il Metodo Diretto
Al Metodo Diretto mancava una base teorica proveniente dalla teoria linguistica.

"An oral approach should not be confused with the obsolete Direct Method, which meant only that the learner was bewildered by a flow of ungraded speech, suffering all the difficulties he would have encountered in picking up the language in its normal environment and losing most of the compensating benefits of better contextualization in those circumstances". (Pattison 1964: 4)
Quando?
Perché?
Chi?
Che cosa?
Dove?
Come?
Total Physical Response (TPR)
Risposta Fisica Totale
Community Language Learning
Community Counseling
Natural Approach
Suggestopedia
The Silent Way
H. Palmer & S. Hornby > conoscevano il Metodo Diretto > sistematizzare la selezione del contenuto del corso di lingua
Lessico > A General Service List of English Words
Grammatica > soggiacente alla struttura del parlato
Principi di
selezione: cosa insegnare
gradazione: organizzazione e sequenziazione dei contenuti
presentazione: come presentare e praticare i diversi elementi.
Orale
:


> Pittman & Tate
Principi:
Orale > scritto
L2 è la lingua veicolare;
Nuovi elementi sono introdotti e praticati
‘in situazione’:
p.es. The Browns at dinner, Arthur in a restaurant.
Procedure di selezione di lessico
Grammatica: forme semplici > forme complesse
Poi è diventato Metodo Orale-situazionale

Situazionale
Tecniche
:
Ripetizione guidata
Attività di sostituzione;
Ripetizioni in coro;
Dettati;
Drills;
Letture guidate;
Esercizi di scrittura

Materiali
:
Manuale
Supporti visivi
II Guerra Mondiale
ASTP > Programma di formazione in ingegneria, scienze, ecc. in 55 università americane
18 mesi
Insegnare le lingue di alleati e di nemici a ufficiali, tecnici e diplomatici
34 lingue insegnate (cinese, giapponese, italiano, tedesco, francese, ecc.)
Abitudini mentali > intensiva pratica orale
Bloomfield > Metodologia
Senior instructor (linguista ed elicitatore) + Informante + (eventuale) terzo insegnante per cultura e civiltà
Laboratori linguistici
Natura intensiva > ore di studio generale = 53 ca.
Ottimi risultati > apprendenti maturi e motivati
Convincente per la sua natura intensiva
Rispetto al Metodo Orale Situazionale >
meno attenzione alla gradazione e selezione dei contenuti
Caratteristiche
Caratteristiche
Principi
La lingua è parlata non scritta
La lingua è un insieme di abitudini
Insegna la lingua non sulla lingua
La lingua è ciò che dicono i parlanti nativi non ciò che qualcuno pensa che dovrebbe essere
Le lingue sono diverse fra di loro
Francia
Gran Bretagna
U.S.A
In U.K. dal 1930 ca.
Caratteristiche
James Asher, psicologo (1969)
Coinvolgimento fisico e psichico > insegnamento della lingua attraverso attività motoria > comandi del professore
l'allievo è posto al centro del processo di apprendimento > motivato > protetto dagli insucessi > autorealizzazione
Secondo Asher L2 simile a L1 > Approccio Naturale
Trace Theory > Più spesso e più intensivamente una connessione è "tracciata" più forte sarà l'associazione mnemonica > movimento
Insegnante > stimoli verbali e non verbali
Acquisizione > lenta e personalizzata
Minimizzare ansia e frustrazione
Contenuti > semplici ordini > sequenze di comportamenti
Accoppiamento parola - azione > coinvolgimento dell'allievo > delayed oral practice > silent periodo
Uso insistente dell'imperativo
Grammatica > induttiva
Obiettivo > sviluppo delle abilità orali indicato per le prime fasi > deve essere integrato con altri metodi
Fra gli anni Sessanta e gli anni Settanta
Approccio comunicativo > con maggiore focalizzazione sulla dimensione psicologica, neurolonguistica e affettiva > umanesimo psicologico (Maslow 1954)
Coinvolgimento razionale e motivazionale
Prende in considerazione
le caratteristiche individuali
la componente emotiva
Fattore privilegiato:
l'apprendente
artefice del proprio apprendimento
aperto all'esperienza linguistica > abbassamento e neutralizzazione del filtro affettivo (Krashen 1985)


Il docente > psicoterapeuta > osserva, segue, consiglia e incoraggia (Freddi 1994)
Nascono negli U.S.A
Si sviluppano anche in area europea
Sessioni di insegnamento/apprendimento
Realizzazione > diversa, a seconda del metodo
Metodi adatti a classi non troppo numerose
Difficile adattamento alle necessità della didattica
I contenuti
non sempre sono esplicitati
sono generici


Caratteristiche
CLL > Anni Settanta: Charles A. Curran (psicologo e gesuita) > l'esperienza di consulenza può essere estesa anche all'apprendimento
Fondato sulla psicologia di Carl Rogers > Psicoterapia di gruppo
Insegnante > consulente > individua lo stile di apprendimento degli allievi > sereno e senza pregiudizio
Rapporto consulente - cliente
Per adulti
Il discente è considerato un apprendente autonomo
S1 trasmette un messaggio in L1 > Insegnante trasmette lo stesso messaggio in L2 > S2 ...
importanza della lingua come "processo sociale" > "Language is people, language is contact, language is persons in response" (La Forge 1983)
La progressione > basata sui temi proposti dali apprendenti
Principali tecniche: traduzione, discussioni di gruppo, registrazione e trascrizione di conversazioni,
Input comprensibile
Filtro affettivo
Dispositivo
di acquisizione linguistica (LAD)
Conoscenze acquisite
Output
Conoscenze apprese


(Monitoraggio)
The input Hypothesis Model of L2 learning and production (Krashen 1982)
5 Ipotesi
#1
#2
#3
#4
#5
Due modi per imparare
Acquisizione (spontaneo, inconscio, senza prestarvi attenzione)
Apprendimento (conscio, esplicitamente rivolto alla forma linguistica)
Una regola veramente acquisita si usa spontaneamente, senza doverci pensare
Secondo Krashen le due modalità si escludono
Monitor
Definito come "parte del sistema interno dell'apprendente responsabile dell'elaborazione linguistica consapevole"
L'uso del monitor varia a seconda del compito, dell'età ( bambini meno degli adulti) della modalità di apprendimento (spontanea o formalmente guidata), dello stile cognitivo individuale.
Ordine naturale
Le regole della L2 sarebbero
acquisite
in un ordine preciso

Input comprensibile
Unico fattore per far progredire l'acquisizione
Filtro affettivo
Ansia, autostima, insicurezza
Caratteristiche
Ruolo fondamentale all'abilità di comprensione orale > la produzione orale è rinviata finché lo studente non si sente capace e sicuro di sé.
La L2 è usata inizialmente solo dall'insegnante
Il discente può usare la L1 finché non si sente pronto per fornire output in L2
Sussidi per presentare vocaboli e strutture della lingua straniera > facilitare lo sviluppo nautrale della competenza comunicativa > inconscia
a lezione> attività comunicative con attenzione alla dimensione fonologica
Criticità: difficoltà di adattamento con obiettivi programmatici e la compresenza di individui con stili cognitivi molto diversi.
Caratteristiche
Georgi Lozanov (educatore e psichiatra) > Anni Sessanta >
Suggestione
dell'insegnante sugli studenti.
Peso al tono della voce
Psicologia clinica > creare rapporto interpersonale positivo tra l'insegnante e l'allievo:
L'apprendimento è facilitato in un ambiente piacevole confortevole, sereno e stimolante
si chiede all'adulto di tornare bambino
l'apprendente > cambia nome, finge di essere sicuro delle proprie capacità e di possedere un'intelligenza superiore alla norma
L'insegnamento è piuttosto tradizionale: conversazioni ed esercizi strutturali > L1 come lingua veicolare (in contesto di L. straniera)
Giochi > atmosfera ludica
Drammatizzazione > attiva l'immaginazione
Sessione > piccoli salotti con poltrone comode, musica barocca, respirazione yoga
Gli studenti ripetono i contenuti appresi prima di addormentarsi la sera e la mattina svegli.
Caratteristiche
Caleb Gattegno (1983) > Anni Settanta
Principio del silenzio da parte dell'insegnante il quale deve limitarsi a fornire input (o a gestirlo: registratore, video, ecc.)
Insegnante > fornisce istruzioni e corregge con gesti convenzionali (
finger correction
) piuttosto che con parole > gli allievi devono scoprire i meccanismi della lingua
L'insegnamento deve essere subordinato all'apprendimento
Massima attenzione sul discente
la lingua > non si impara ripetendo un modello > gli studenti hanno bisogno di sviluppare i loro criteri interni di correttezza.
Gli errori sono importanti e necessari per l'apprendimento
Gli studenti hanno bisogno di praticare la lingua, non l'insegnante
Domanda
: questi metodi sono pensati per l'insegnamento della lingua straniere o della lingua seconda?
Approccio comunicativo
Quando?
Perché?
Chi?
Che cosa?
Dove?
Come?
Origini
insegnamento delle lingue in U.K. negli anni Sessanta (orale situazionale)
MEC (Mercato Europeo Comune: 1957-1969) > promozione dell'insegnamento delle lingue > altra priorità lo sviluppo di metodi alternativi di insegnamento delle lingue
A partire dagli anni Settanta
Bisogno comunicativo
Competenza comunicativa
In area Europea > grazie anche ai lavori del Consiglio di Europa > finalizzati a uniformare o quantomeno a far comunicare fra loro principi e tecniche d'insegnamento/apprendimento linguistico diversificati
Diffuso in tutto il mondo MA manca formazione esplicita degli insegnanti.
I contenuti
strettamente connessi con lo sviluppo delle sottocompentenze caratterizzanti la
competenza comunicativa (linguistica, paralinguistica, extralinguistica, sociopragmatica)
L'orale è prioritario
5 principi dell'approccio comunicativo (Johnson & Johnson 1998)
1. Appropriatezza: lingua adeguata a S.P.E.A.K.I.N.G
2. Focalizzazione sul messaggio
3. Elaborazione psicolinguistica
4. Assumere rischi > apprendenti incoraggiati a fare ipotesi e a imparare dai propri errori > strategie di comunicazione
5. Pratica libera: coinvolgimento di più abilità contemporaneamente

Sociolinguistica e pragmalinguistica di Hymes
Organizzazione dei contenuti da insegnare
Si insegna pertanto ciò che serve per comunicare nella lingua straniera
Competenza linguistica: conoscenza delle caratteristiche formali della lingua
Competenza comunicativa: "capacità di relazionarsi verbalmente e non verbalmente in modo efficace con individui che appartengono ad una cultura diversa dalla propria" (Ciliberti, 1994)
S
P
E
A
K
I
N
G
etting (situazione comunicativa)
articipants (partecipanti)
nds (scopi)
ct sequences (atti comunicativi)
ey (chiave psicologica)
nstrumentalities (strumenti)
orms (norme)
enres (generi)

Modello di Hymes
non solo
MA ANCHE
Le tecniche didattiche tradizionali non sono respinte ma reinterpretate
Tutte le tecniche finalizzate allo sviluppo delle abilità orali e al miglioramento della competenza comunicativa
Tutte le attività che promuovono la comunicazione reale favoriscono l'apprendimento
Messaggio significativo per l'apprendente > favorisce il proccesso di apprendimento
Le lezioni sono strutturate in
unità didattica > centrate su un testo >
approfondimenti lessicali, morfosintattici, culturali
Due macrocategorie di attività: i) funzionali (per es. scoprire le differenze fra due immagini, risolvere problemi, ecc.) ; ii) interazione sociale (per es. discussioni, dialoghi e role-play, improvvisazioni, ecc.) (Littlewood 1981)
Documenti autentici > sostituiscono quelli creati appositamente
Dialoghi e conversazioni sempre più liberi
Spiegazioni grammaticali > riflessioni induttive
La progressione dei contenuti è ciclica > si riprendono le stesse funzioni per arricchirle di enunciati più complessi.
Strumenti > registratore, laboratorio linguistico
Evoluzione dell'approccio naturale
Metodo Nozionale-Funzionale
Wilkins (1972)
Propone il concetto di "notion" come categoria contrapposto a quella linguistica
Nozione
Contenuto semantico
Contenuto formale
+
Competenza comunicativa
Funzione
Situazione
Concetto di funzione
Modello di Jakobson
(1960)
Modello di Halliday
(1980)
Mod. matematico dell'informazione
Partendo dai componenti individua sei funzioni:
Emittente > emotiva
Destinatario > conativa
Referente > referenziale
Messaggio > poetica
Codice > metalinguistica
Canale > fatica
Scopi della comunicazione:
Soddisfare i propri bisogni com > Strumentale
Interagire con gli altri > Interazionale
Gestire i comportamenti degli altri > Regolatoria
Scambiare informazioni e opinioni > Informativa
Scoprire il mondo > Euristica
Manifestare sé stessi > Personale
Esprimere la propria creatività > Immaginativa
Adattamento della Glottodidattica italiana
Scopi comunicativi Funzione
Parlare di sé stessi > Personale
Interagire con gli altri > Interpersonale
Agire sul comport. degli altri > Regolativo - strumentale
Descrivere o spiegare la realtà > Referenziale
Agire sulla forma del messaggio > Poetico-immaginativa
Riflettere sulla lingua > Metalinguistica
Nel senso di:

a) Nozioni generali di:
Tempo
Spazio
Quantità
Relazione

b) Quelle di natura semantico-grammaticale
Comparazione
Interrogazione
Negazione
Bisogno comunicativo
+
L'insegnante deve rispondere ai bisogni reali degli allievi, attraverso la presentazione di atti comunicativi concreti
I contenuti dei corsi di lingua sono modificati, non sono più graduati secondo parametri di difficoltà crescente, bensì secondo esigenze di funzionalità e di frequenza.
Progetto Lingue Moderne
(o Lingue vive) 19
Consiglio d'Europa
Livello soglia
Livello minimo di competenza linguistica utile per capire e farsi capire nella quotidianità, per socializzare, per inserirsi nel luogo di studio, lavoro o residenza stabilendo rapporti personali con i nativi

Unità di apprendimento
Preoccupazione per migliorare il livello dell'insegnamento delle lingue europee
Threshold level (1973)
Niveau seuil (1976)
Livello soglia (1981)
+
+
Esempio
Approccio integrato
Evoluzione metodologica
Studente
Lingua
Insegnante
Spazio didattico
(Tratto da Balboni 2008)
Non più come prodotto
MA come processo
Non è più importante ma essere sensibili al discorso metodologico
È il fattore centrale dello spazio didattico
Attenzione alla formazione degli insegnanti che devono essere sensibili ai bisogni degli apprendenti
Quando?
Perché?
Chi?
Dove?
Che cosa?
Come?
Anni Novanta
Maturazione ragionata della glottodidattica
Evoluzione metodologica (approcci teorico-scientifici)
Esigenze degli apprendenti
integrato, poiché è una proposta "
où tout se tient
, nel quale ogni aspetto interagisce con gli altri, influisce su di essi e ne subisce a sua volta gli influssi" (Porcelli, 1994)
NON eclettico perché evoca limitatezza e disordine
MA
Le teorie scientifiche sono molteplici
Gli elementi efficaci didatticamente sono selezionati e integrati organicamente
Soggetto apprendente
Bisogni comunicativi
Caratteristiche individuali (personali, sociali, cognitive)
Insegnante
Coordinatore delle scelte didattiche
Europa
MA poca diffusione
Tutti i contenuti
Competenza comunicativa funzionale alle esigenze dell'apprendente
Tutte le abilità
O quelle che rispondono ai bisogni dei discenti
MA anche:
Aspetti legati alla norma e all'uso
Elementi culturali
Dimensione contrastiva
Tecniche
Esercizi grammaticali tradizionali
Per l'applicazione delle regole e delle loro eccezioni
Esercizi strutturali
Per fissare le regole
MA anche attività comunicative
Role-play
Lavori di gruppo
Attività creative
Effettivi bisogni degli apprendenti
Materiali
Dizionari bilingui e monolingui
Laboratorio linguistico
CD e video
Strumenti multimediali
ecc.
Approcci plurali
Quadro di Riferimento per gli Approcci Plurali alle Lingue e alle Culture (2012)
CARAP
Definizione
Sono gli approcci didattici in cui si mettono in atto attività di insegnamento-apprendimento che coinvolgono contemporaneamente
più
varietà linguistiche e culturali
Intercomprensione tra lingue affini
Il fenomeno spontaneo di comprensione reciproca tra parlanti di lingue affini (IC) è uno dei campi di studio più proficui della linguistica educativa. Si propone un tipo di formazione che sfrutta la capacità di comprendere una lingua affine e ne accelera il processo. In questo modo, si promuove un modello comunicativo per lo sviluppo delle capacità cognitive e delle abilità ricettive.
Approccio interculturale
Focalizza l'attenzione sul binomio lingua/cultura e quindi sulla necessità di riflettere sul contatto tra culture diverse e dunque sull'arricchimento determinato dallo sviluppo di una competenza plurilingue e pluri/interculturale, in termini di crescita personale e di conoscenza del mondo.
Didattica integrata delle lingue
Valorizzazione dell'apporto reciproco che la conoscenza di più lingue comporta, in termini linguistici, cognitivi e soprattutto meta (cognitivi e linguistici). La didattica integrata delle lingue mira ad aiutare l’apprendente a stabilire legami tra un numero limitato di lingue e a sviluppare le stesse competenze in più lingue e culture o al massimo in alcune di esse solo la competenza parziale (CARAP 2012: 6).
Éveil aux langues
Risveglio alle lingue: particolare attenzione all'avvicinamento (precoce) a più lingue (e varietà linguistiche) presenti nella famiglia o nella società (ma non solo). L'obiettivo non è tanto insegnare quelle lingue ma piuttosto familiarizzare con significanti e significati nuovi e diversi al fine, soprattutto, di sensiblizzare alla diversità linguistica e alla cittadinanaza democratica.
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Oltre il metodo
CLIL
Content and Language Integrated Learning
EMILE
Enseignment d'une Matière par l'intégration d'une Langue Étrangère
David Marsh (1997)
Si tratta di un tipo di insegnamento in cui si impartiscono le lezioni di una materia non linguistica per mezzo di una lingua straniera, che diventa così lingua veicolare anche se rimane anch'essa oggetto di studio.
Francia
Soggetto > bisogni comunicativi e motivazioni
(learner centered > experienced based teaching)

Insegnante
accompagnatore e organizzatore delle risorse (l'insegnante stesso è una risorsa
facilitatore del processo di comunicazione fra partecipanti e dei partecipanti e le attività e i testi
ricercatore e apprendente
"The ability to use the linguistic system effectively and appropriately" (Finocchiaro & Brumfit, 1983)
Insegnamento centrato sul compito
Task-based language teaching TBLT
Principi comunicativi
Candlin & Murphy (1987)
Prabhu (1987)
Nunan (1989; 2004)
Willis (1996)

Lexical approach
Attività che coinvolgono la "comunicazione vera" sono essenziali per l'apprendimento
Attività in cui la lingua è usata per veicolare compiti significativi favoriscono l'apprendimento
Lingua usata in contesto agevola il processo di apprendimento
TASK
il focus è nel processo non nel prodotto
enfasi in comunicazione e significato
si impara la lingua nell'interazione per la realizzazione di task
significativi nella vita reale o pedagogicamente nella classe
progressione in base alla difficoltà (definita da una serie di fattori: le esperienze pregresse, la complessità del task, il tipo di lingua richiesto e il tipo di supporto disponibile)
"Attività che hanno come focus principale il significato" (Skehan 1996)
"is a piece of classroom work which involves learners in comprehending, manipulating, producing or interacting in the TL. [...] it should have sense of completeness" (Nunan 1989)
Jigsaw tasks
: gli studenti posseggono pezzi di informazione di un tutto e devono assemblarlo: ricostruire una storia
Information gap:
negoziazione dell'informazione completare l'attività
Problem-solving:
si fornisce un problema e un set di informazioni, bisogna trovare la soluzione del problema
Decision making
: si fornisce un problema e una serie di possibilità, bisogna negoziare e discutere per sceglierne una
Opinion exchange tasks
: scambio di idee, non necessariamente deve essere raggiunto un accordo.
Definizioni
Principi
Tipologia
Sintassi Funzioni Nozioni
Lessico
Lewis (1993)
Willis (1990)
Centralità
sviluppi della linguistica teorica > analisi di corpora
Poche frasi di quelle che produciamo sono completamente nuove
lessico > rete di elementi > combinazioni più o meno regolari di elementi
Ruolo delle collocazioni (occorrenze di parole insieme) >
ubriaco fradicio, caldo torrido, bandire un concorso, perdere tempo, prendere una medicina,amara sorpresa, irreparabile perdita, atroce sciagura, vecchio porco, ecc. ecc.
lessico fa riferimento a un aspetto della competenza comunicativa
lessico grammaticalizato non grammatica lessicalizzata
lingua > segmenti di enunciato (chunks) > parole
insegnamento > consapevolezza dei chunks > sviluppare la capacità di segmentare
importanza degli elementi
co-testuali
focus sul processo
competenza comunicativa > distinguere ciò che avviene nella lingua da ciò che è teoricamente possibile
Esempi

Inglese
make my hair*
make the laundry*
Italiano
Fare la buona vita vs. fare la bella vita
Il treno a gran velocità vs. il treno ad alta velocità
Carne torrida*
Spagnolo
hacerse la ducha*
hacerse la barba*
Approccio lessicale
Teoria dell'appr.
Processi di acquisizione di L2 = L1
Bambino > olofrasi (unità prefabbricate di lingua > analisi per derivare la grammatica
L2 =
osservazione > ricezione dell'input ed elaborazione
formulazione di ipotesi > confronto fra campioni di input e organizzazione
Sperimentazione > impiegata nell'uso
Applicazione didattica
Sillabo
Competenza lessicale L1 >
10.000 - 100.000 lessemi
15.000 - 20.000 famiglie di parole
Bank of English
(Corpus di inglese orale e scritto) > Willis > 2.500 parole più comuni:
70% = 700 parole
6% = 800 parole
4% = 1000 parole
Insegnamento dell'inglese L2 > presentazione di parole più comuni con i loro pattern più frequenti + grammatica


A1 - Atti comunicativi
1) Presentarsi
2) Presentare qualcuno
3) Parlare di sé
4) Esprimere i propri gusti
Funzione personale
Attività
Dovete insegnare a un gruppo di studenti stranieri a presentarsi

1. Descrivete brevemente un gruppo di destinatari
2. Cosa devono sapere?
3. Quali attività?

Strategie pedagogiche
Notare (noticing) > l'insegnante si concentra nel far notare gli elementi nuovi agli studenti anche attraverso domande guida > quando si nota qualcosa in L2 la si comincia a trovare spesso
Presa di coscienza (consciousness raising) > formulazione di ipotesi sulla lingua come sistema strutturato
Segmentazione pedagogica (pedagogical chunking) > scomporre in unità significative > inizia dal parlato > es. ascolto di una conversazione e poi lo studente deve riempire gli spazi con le parole mancanti che sono perlopiù collocazioni.

Esempi da Innovations, 2004
Questa presentazione è una riassunto della storia dell'insegnamento delle lingue, pertanto Il presente schema è una sintesi delle tre fonti principali citate in basso. Ad es., il metodo orale-situazionale nel volume di Chini e Bosisio viene presentato sotto l'approccio comunicativo qui viene presentato sotto l'approccio strutturalistico seguendo Rizzardi e Barsi ed è stata inserita una freccia a indicare il suo rapporto con l'approccio comunicativo. Lo stesso vale anche per altre scelte.
La presentazione non è certamente sintetica ma non è nemmeno esaustiva; ha lo scopo di permettere agli studenti di avere una visione globale sulla storia dell'insegnamento linguistico e può essere anche accompagnata da altri supporti per l'illustrazione delle diverse proposte.
Oltre alle tre fonti principali, altri testi sono stati consultati per l'elaborazione (ved. altri testi consultati).
Infine, delle tre fonti usa per questa presentazione SOLO le due prime (Chini e Bosisio; Richards e Rodgers sono da portare all'esame. Ho voluto arricchire alcune descrizioni con il volume di Rizzardi e Barsi ma non sono nel programma di esame.

Ad es. nozione di "TEMPO"
A1
Numeri per le ore > 1-24 (Che ore sono?)
Numeri per i minuti > 1-59 (Sono le tre e mezza; un quarto, mezzo)
Secondo, momento, minuto, ora
Giorno, settimana, mese, anno,
Mattina, pomeriggio, sera, notte
giorni della settimana > lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica
Mesi dell'anno: gennaio, febbraio, ecc.
Stagioni > primavera, estate autunno, inverno
A2
in + stagioni/mesi > in settembre, in autunno
a + mesi
articolo / a + articolo con parti del giorno > la/ alla mattina
data: articolo + giorno + mese + anno > oggi è il 19 novembre 2014
B2
secolo > nel secolo scorso
alba
tramonto
il + giorno della settimana
di + parti del giorno > di mattina, di giorno...
Sottocategoria: divisione del tempo
(Alcuni) Altri testi consultati:
Pallotti, G. (1998) La seconda lingua. Bombiani, Milano.
Spinelli, B. e Parizzi, F. (2010)Profilo della lingua italiana. La Nuova Italia. Firenze.
CIliberti, A. (2013). Glottodidattica. Carocci. Roma

Altre proposte
Approcci plurali (Intercomprensione fra lingue affini, approcci interculturali, risveglio alle lingue, didattica integrata delle lingue)
CLIL
Oltre il metodo
L’approccio interculturale
mira a favorire la riflessione sui fenomeni relativi alla propria cultura (es. in che modo sono rappresentati nella cultura italiana gli inglesi, i tedeschi, ecc.) e sulla cultura alla quale ci si accosta attraverso lo studio linguistico. L’approccio ha lo scopo, inoltre, di sviluppare
strategie
che promuovono il
contatto tra individui
i cui riferimenti culturali sono differenti.
Es. 1- Que pensez-vous des stéréotypes nationaux?

L'obiettivo principale di questa attività è guidare gli studenti in una riflessione sulle loro reazioni rispetto agli stereotipi nazionali.

Es. 3 - Are you sexist?
The primary objective of this activity is to make the learners aware of sexist language in different languages and to find their own way to avoid sexist behaviour.

Es. 2- ¿Qué español aprender?
This activity involves identifying pairs of sentences that can be produced by native Spanish speakers, by emphasizing those which belong to the European variety (from Spain) and that those which belong to the Latin American variety (from Hispanic American countries).
The aim is to show that there is no single way of speaking Spanish.
This activity ends with a debate between students.
Comment: To create these teaching materials, reality has been simplified: there are several varieties of Spanish in Spain and Hispanic American countries. That depends on the region, the age, the context, etc.
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