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Zygmunt Bauman

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by

Marco Suriano

on 5 December 2014

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Transcript of Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman
Capitolo 1
Nell'antichità l'agorà è la sede della democrazia, gli altri due settori della polis sono: l'ekklesìa e l'oikos. Secondo Aristotele l'oikos era il nucleo familiare ovvero, all'interno di esso gli interessi privati prendevano forma ed erano perseguiti. Invece l'ekklesìa simboleggiava il "pubblico", il consiglio dei cittadini (formato da magistrati eletti, nominati o estratti a sorte) che avevano il compito di curare gli affari della comunità.
Capitolo 1
Nella città-stato, l'agorà era lo spazio fisico in cui la bulè (consiglio) convocava una o più volte al mese tutti i cittadini (capifamiglia) per deliberare su temi di interesse comune o eleggere i membri del consiglio. Per motivi ovvi, una volta che l'ambito della polis si estese oltre i confini della città, questa procedura divenne insostenibile in quanto il significato di agorà non poteva coincidere con la pubblica piazza. Ciò non significa che l'agorà perse la funzione che in passato svolgeva.
Capitolo 1
Il motivo per cui esisteva l'agorà era per coordinare gli interessi privati e pubblici (rispettivamente oikos ed ekklesìa).
La funzione dell'Agorà è quella di fornire la condizione essenziale necessaria per far si che ci sia il coordinamento ovvero tradurre il linguaggio degli interessi individuali/familiari nel linguaggio degli interessi pubblici e viceversa.
Dunque il livello di democrazia di un regime politico potrebbe essere misurato in base alla qualità di questa traduzione (successo, fallimento, grossolanità, scorrevolezza)
Capitolo 1
A mettere in moto, ispirare e tenere in vita la storia della democrazia fu appunto la stessa agorà.
Bisogna specificare però che non esiste un unico modo di svolgere la mediazione tra okios ed ekklesìa, ne tantomeno esiste un modello che sia privo di imperfezioni.
Oggi, a più di duemila anni di distanza, occorre pensare in termini di democrazie multiple.
Capitolo 7
Quando vi è l'impotenza ci affidiamo alla scienza e alla tecnologia che sono i successi dell'era moderna.
I filosofi illuministi pensavano che la sfortuna e le disgrazie fossero scatenate da continue guerre di religioni e che, di conseguenza, dio aveva abbandonato il suo creato.
Quindi erano convinti che la sfortuna fosse colpa dell'imprevedibilità. Negli ultimi 50 anni c'è stata una svolta dove l'imprevisto cambia e via via si fa avati la certezza grazie al progresso della conoscienza e della tecnologia.
Capitolo 7
Secondo il dizionario inglese di Oxford, la parola "fortuna" aveva origine dal termine "gioco d'azzardo". Essa è una parola inventata che descrive cosa sarebbe potuto accadere ad un giocatore assiduo. La fortuna era uno dei due casi che il giocatore poteva avere tentando la sorte (il secondo caso è la sfortuna). Buona o cattiva fortuna è l'opposto della certezza.
Due aggettivi che descrivono lo stato d'incertezza sono l'ignoranza e l'impotenza. La prima perchè noi speriamo e desideriamo che accada e la seconda invece è lo scontro tra ciò che siamo in grado di fare e ciò che noi riusciamo a compiere realmente.
DANNI COLLATERALI
Capitolo 7
Nell'ultimo mezzo secolo si è arrivati a comprendere che l'imprevedibilità, la casualità non sono frutto di prodotti occasionali e modificabili, ma prodotti impossibili da eliminare dalla vita sociale e individuale degli esseri umani.
Jorge Luis Borges scrisse "la lotteria a Babilonia". In quest'opera Borges spiega che negli scantinati della città vi era una compagnia clandestina che distribuiva la buona e cattiva sorte per estrazione come nelle lotterie. Borges elenca alcune teorie di chi ha avuto buona o cattiva sorte per concludere che Babilonia, essa stessa, non è altro che un infinito gioco d'azzardo. Ciò che Borges suggerisce è che noi siamo destinati a rimanere per sempre (quale che sia la Babilonia in cui viviamo) immersi in quella sgradevole mistura di ignoranza e impotenza.
Per quanto noi ci sforziamo di creare collegamenti tra gli effetti delle nostre azioni alle nostre intenzioni, questi non sono come noi ci aspettiamo.
BORGES
INCERTEZZA E IGNORANZA
ILLUMINISTI
Capitolo 7
Insicurezza
"Il raggiungimento di uno stato di certezza è la fantasiosa creazione dell'immaginazione alimentata dall'onnipresente incertezza".
Meno certi e quindi meno sicuri ci sentiamo, più i nostri sogni sono intensi più è disperata la ricerca di stratagemmi, tranquillanti o comunque qualcosa che attenui la nostra paura dell'ignoto. L'espediente migliori tra tutti è la fortuna.
Nella nostra epoca i motivi per sentirsi insicuri sono più di cinquantanni fa, questo perchè sono aumentate le nostre preoccupazioni. L'impotenza che oggi percepiamo in noi stessi ci fa apparire la nostra incertezza più terribile e minacciosa che mai.
Capitolo 3
Capitolo 3
Il destino della disuguaglianza sociale nell'era liquido-moderna
Crozier
Crozier pubblicò il fenomeno burocratico. Egli studiò nelle aziende e il suo obbiettivo era quello di applicare "l'idealtipo di burocrazia" scritto da Weber.
Egli si accorse che non c'era solo un tipo ma diversi tipi di burocrazia e venivano influenzati dall'ambiente socio-culturale del proprio paese.
Crozier si accorse anche che, a differenza di Weber che concentrava le energie sulla riuscita dell'obbiettivo, il personale dedicava molto più tempo al raggiungimento dei propri obbiettivi. Crozier capì che l'obbiettivo principale riguardava "la lotta al potere".
Questa stragia universale della lotta al potere consiste nella manipolazione dell'insicurezza. Quindi se uno era insicuro e poco flessibile aveva poche probabilità di emergere nel gruppo.
Ford
Ford raddoppia il salario ai suoi dipendenti. I giornalisti gli chiedono motivazioni. Egli rispose che così facendo permetteva ai suoi operai di acquistare le automobili prodotte.
Naque con Ford la dipendenza reciproca. L'aumento del salario era anche un modo per trattenere gli operai che erano sottomessi e disciplinati.
A differenza degli imprenditori che nascevano in quel periodo, Ford, con l'arma dell'insicurezza, gli impediva di trasferire la propria ricchezza altrove.
Capitolo 3
kARL MARX
Con Karl Marx si introduce il salario minimo, la limitazione della dutata lavorativa giornaliera e, di conseguenza, settimanale, la tutela dei sindacati e altri strumenti di garanzia dei lavoratori.
I capitalisti spevano le proprie ricchezze per pagare servizi (manager) che li avrebbero sollevati da un compito così noioso.
I manager presi a servizio si trasformavano in veri e propri capi e il potere si concentrò nelle mani di coloro che gestivano i rapporti di produzione.
Questa fu una svolta che nella visione di Marx (tra capitale e lavoro) non aveva previsto, ovvero che i manager divennero i veri detentori del potere.
Ci fu una rivoluzione dei manager che presi dalla noia si rifiutarono di dirigere esigendo che i dipendenti si autogestissero sotto la minaccia di esser cacciati.
Capitolo 1
la sfortuna e l'individualizzazione dei rimedi
Antichità
Dall'<<agorà>> al mercato
Agorà
Uno dei punti più dolenti dei regimi democratici è la discrepanza tra aver formalmente riconosciuti dei diritti e la possibilità di esercitarli.
Se i diritti politici sono necessari perchè ci siano diritti sociali, i diritti sociali sono indispensibili perchè i diritti politici restino in vigore.
Marshall dice che la libertà politica era una conseguenza della libertà economica che avrebbe dato vita ai diritti sociali. Con l'allargamento dei diritti politici si sarebbe data voce alle categorie di persone rimaste inascoltate. ingiustizie e discriminazioni si sarebbero ridotte e successivamente eliminate.
Galbraith confuta la teoria di Marshall dicendo che, mentre l'universalizzazione dei diritti sociali inizia a produrre risultati i detentori dei diritti politici tendono a sostenere iniziative individuali. Questo succede perchè la maggioranza si sente sicura e non ha più necessità dello stato sociale che anzi è un limite alle opportunità.
diritti sociali- diritti politici
Introduzione
Danni collaterali = termine militare che indicava vittime inaspettate e ora utilizzato per indicare coloro che vengono considerati sacrificabili.
Capitolo 1
Oggi, nelle società sviluppate, non c'è molto che invogli le persone a frequentare l'agorà e a lasciarsi coinvolgere. Le persone sono chiamate a risolvere i problemi della società e devono farlo puntando sulle proprie risorse e la solidarietà collettiva viene vista quasi come controproducente.
Da "tenere il passo con gli altri" si passa a "tenere il passo con i personaggi famosi" ma come ci dice Oliver James le persone aspirano a diventare famose, ma aspirando tutte allo stesso traguardo vi è meno probabilità che effettivamente lo diventino.
Capitolo 1
Lo stato di oggi è meno capace di garantire la sicurezza esistenziale quindi la gente è più ansiosa e insicura e i governi statali sfruttano queste paure per leggittimare il proprio diritto a governare. Questo è un rischio della democrazia insieme all'affaticamento da libertà, che è l'atteggiamento passivo rispetto alla limitazione di quest'ultima.
Capitolo 1
democrazie multiple
Il potere si separa dalla politica e non c'è più lo stato nazionale sovrano in grado di radunare le forze e sottoporle al proprio controllo.
lo stato nazionale non è più adatto all'evoluzione della libertà e della democrazia ma bisogna puntare ad una soluzione globale.
Lo stato sociale non è più una via perseguibile ma solo un pianeta sociale può svolgere le funzioni sopracitate (democrazia e libertà).
Linguaggio
Capitolo 7
Essendo diminuiti i mezzi di intervento ed essendo aumentata la grandiosità dei compiti che ci vengono assegnati, questa discrepanza aumenta enormemente le nostre preoccupazioni.
La prima discrepanza è cercare qualcosa che ci possa aiutare ed è causata dalla perdita di potere della politica. La seconda discrepanza è il contrasto fra chi siamo e chi pensiamo di volere/dovere essere.
La maggior parte delle persone è convinta di non avere ne le conoscienze ne la forza per potersela cavare da sola e questo causa la perdita di autostima che aumenta l'incertezza.
powered by Marco Suriano
CAPITOLO 7
Capitolo 3
Capitolo 1
Società moderna
rischio della democrazia
Conclusione
Conclusione
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