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Umanesimo e rinascimento, invenzione della stampa e Scoperte Geografiche

Ricerca di storia
by

Federica Giacomin

on 14 October 2014

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Transcript of Umanesimo e rinascimento, invenzione della stampa e Scoperte Geografiche

UMANESIMO E RINASCIMENTO
Nel medioevo i principali centri culturali sono i monasteri e le abbazie e gli intellettuali sono per lo più uomini di chiesa. Per questo motivo la cultura medievale ha una forte impronta religiosa.
Tra la fine del trecento e l'inizio del quattrocento si afferma una nuova concezione del mondo e una nuova cultura definita Umanesimo e Rinascimento.
L'Umanesimo si afferma nel quattrocento. E' definito così perchè si richiama alla letteratura classica (le humanae litterae) in contrapposizione alla filosofia medievale, la Scolastica, che aveva avuto come punto di riferimento i testi sacri (le divinae litterae).
Temi fondamentali dell'Umanesimo:
1) valorizzazione dell'uomo e della sua dignità: l'uomo è posto al centro del mondo, è libero, è protagonista della storia ed è capace di dominare la natura.
N.B: Questa esaltazione dell'uomo non cancella la religione. La grandezza umana è vista come dono di Dio!!!
2) riscoperta dei classici: gli autori dell'antichità classica esaltavano l'uomo e la natura. Per questo motivo i classici diventano un modello di vita da seguire e da imitare. Per leggerli meglio nasce una nuova scienza, la filologia (scienza della parola). Inoltre, gli umanisti riportano alla luce antichi manoscritti e si diffonde lo studio del latino e del greco.
RINASCIMENTO
La nuova cultura raggiunge il suo massimo splendore nel cinquecento con il Rinascimento. Questo termine indica la "rinascita" della cultura dopo le tenebre del Medioevo. Da ciò si ricava che gli umanisti avevano un'idea negativa del medioevo, che è durata per molto tempo. Nel Rinascimento si afferma una nuova figura di intellettuale laico legato alla corte di un signore.
Questa nuova figura si chiama cortigiano e vive nella corte di un signore che è chiamato "mecenate". La parola "mecenate" deriva dal nome di Mecenate, cavaliere romano vissuto al tempo di Augusto, amico e protettore di poeti latini. L'intellettuale del cinquecento non è completamente autonomo perchè è al servizio di un signore che lo mantiene, ma che in cambio gli chiede di sottomettersi alla sua volontà.
L'INVENZIONE DELLA STAMPA
Tra il XV e il XVI secolo viene inventata la stampa a caratteri mobili, che rivoluziona il modo di comunicare.
Autore di questa invenzione è Johann Gutenberg, un artigiano stampatore di Magonza (Germania) che incide le singole lettere dell'alfabeto su cubetti di legno che sono cosparsi di inchiostro. Con dei torchi si riproducono rapidamente e a basso costo un gran numero di pagine.
Il primo libro stampato da Gutenberg intorno al 1455 è la Bibbia.
Quali sono le conseguenze di questa invenzione?
I libri costano meno
Sono più facilmente reperibili degli antichi codici
I libri stampati circolano più rapidamente, per cui si ha una maggiore diffusione della cultura.
In Italia l'arte tipografica si diffonde rapidamente. Venezia diventa il principale centro editoriale d'Europa con le sue 200 tipografie, fra cui quella di Aldo Manuzio il Vecchio. Aldo Manuzio adotta per primo una "marca tipografica" costituita da un'ancora con un delfino. I suoi libri, chiamati "edizioni aldine", ottengono un grande successo sia per il formato, sia per l'eleganza della scrittura.
Il Rinascimento è caratterizzato da un grande progresso scientifico basato sull'osservazione diretta della natura. Nel Medioevo, invece, la conoscenza era basata sull'autorità della tradizione. Il nuovo modo di porsi di fronte alla natura permette di acquisire nuove conoscenze nelle scienze naturali come la biologia, la zoologia, la botanica e l'anatomia.
Grazie ai progressi scientifici cambia la concezione dell'universo. Infatti, Copernico nel 1543 elabora la teoria eliocentrica, secondo la quale la terra gira intorno al sole e non viceversa, come aveva sostenuto Tolomeo. Questa nuova immagine del mondo provoca una vera e propria rivoluzione non solo nell'astronomia, ma anche nel modo di pensare. Infatti, l'uomo perde ogni punto di riferimento perchè non è più al centro del creato.
Nel Rinascimento cambia anche il modo di considerare la storia. Nel Medioevo la storia è vista come frutto del disegno provvidenziale di Dio. Invece, nel cinquecento è considerata come risultato delle azioni degli uomini. Per questo motivo, gli storici del Rinascimento riescono a spiegare le cause e le conseguenze degli avvenimenti e la conoscenza del passato diventa insegnamento per il presente.
I principali storici del cinquecento sono tre di cui due, Francesco Guicciardini e Niccolò Machiavelli, sono italiani. Il terzo, Tommaso Moro, è inglese.
Francesco Guicciardini scrive la "Storia d'Italia" dove parla di avvenimenti di cui lui stesso era stato testimone, come la "discesa in Italia" di Carlo VIII. Guicciardini non si accontenta di raccontare semplicemente i fatti, ma cerca di comprendere le cause e le conseguenze.
Niccolò Machiavelli scrive un trattato intitolato "Il principe", nel quale espone le sue idee. Machiavelli ha una visione pessimistica degli uomini che, secondo lui, sono "ingrati, volubili, simulatori..." In un mondo di malvagi il principe deve sapere essere malvagio, se vuole mantenere il potere. Inoltre, il principe deve essere astuto come una volpe e forte come un leone.
Tommaso Moro è un umanista inglese. Egli ha scritto l' "Utopia" che è una sorta di dialogo filosofico nel quale immagina una comunità ideale che vive nell'isola di Utopia dove non c'è la proprietà privata, gli abitanti sono pacifisti e tolleranti e le leggi sono poche e semplici. I cittadini hanno gli stessi diritti e sono tutti uguali di fronte alla legge.
LE SCOPERTE GEOGRAFICHE
LE CAUSE
Fra il 1400 e il 1500 gli europei scoprono nuovi mondi. Alla base di queste scoperte ci sono motivi e obiettivi diversi:
1) CULTURALI perchè il Rinascimento promuove una visione critica della realtà;
2) ECONOMICI perchè gli europei desiderano comprare direttamente le merci in Asia senza la mediazione dei veneziani e degli arabi;
3) TECNOLOGICI perchè grazie al progresso si hanno a disposizione mezzi e strumenti più moderni.
I PROTAGONISTI
Portogallo e Spagna danno inizio all'espansione europea sui mari. I primi a solcare l'Atlantico sono i portoghesi, fra cui ricordiamo Bartolomeo Diaz che esplora le coste occidentali dell'Africa alla ricerca di un passaggio per le Indie. Arriva fino a Capo di Buona Speranza a causa di una tempesta, ma è costretto a tornare indietro dall'equipaggio.
Un altro grande navigatore portoghese è Vasco da Gama che per primo riesce a circumnavigare l' Africa. Nel 1497 parte da Lisbona, doppia il Capo di Buona Speranza e l'anno dopo arriva a Calicut in India. Da allora le navi portoghesi ritornano in Europa cariche di spezie.
PERCHE' LE SPEZIE?
In questo periodo l'Europa importa dall'Oriente molte spezie come pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garofano.
Queste spezie sono importanti per diversi motivi:
1) servono per conservare la carne come il sale;
2) sono il principale condimento per molti piatti;
3) sono utilizzate come medicinali per favorire la digestione;
4) sono leggere e occupano poco spazio (ottime da commerciare);
5) sono vendute a prezzi molto alti e permettono ingenti guadagni.
IL PUNTO DI SVOLTA
Il punto di svolta delle scoperte geografiche è costituito dalla scoperta dell'America fatta nel 1492 da Cristoforo Colombo, che è finanziato dalla Spagna.
Colombo è convinto della sfericità della terra per cui pensa di poter raggiungere l'Oriente attraverso l'Oceano Atlantico. Non fa i conti, però, con l'esistenza di un continente sconosciuto e muore convinto di aver raggiunto le Indie.
Il primo a capire che la terra scoperta da Colombo è un nuovo continente è il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci. In suo onore il nuovo mondo è chiamato America.
La scoperta dell'America è un fatto epocale perchè grazie ad essa l'Europa stabilisce la supremazia sugli altri continenti.
Inoltre, il contatto con nuove civiltà favorisce una diversa dimensione culturale.
All'arrivo degli Europei l'America centrale e meridionale è abitata da 80 milioni di persone.
Le principali popolazioni del centro e del sud America sono i Maya, gli Atzechi e gli Incas.
La civiltà Maya si sviluppa nel Messico meridionale e nell'odierno Guatemala.
CARATTERISTICHE:
società divisa in classi e governata da un sommo sacerdote;
religione politeista;
economia basata su agricoltura primitiva;
costruiscono grandiosi templi piramidali;
possiedono conoscenze astronomiche e matematiche piuttosto avanzate.
Gli Atzechi, di origine nomade, assoggettano l'intero Messico a partire dal XIII secolo.
CARATTERISTICHE IMPERO ATZECO:
forte potere centralizzato;
società organizzata in modo piramidale;
religione politeista, con sacrifici umani;
economia basata su agricoltura (mais);
architettura evoluta (palazzi, strade, monumenti).
Gli Incas fondano un vasto impero nella regione delle Ande.
CARATTERISTICHE:
al vertice c'è l'inca (= imperatore) che accentra tutto il potere nelle sue mani;
il popolo deve lavorare per sostenere tutta la società;
non conoscono la scrittura, ma realizzano grandi opere architettoniche.
Nel 1494 Spagna e Portogallo si spartiscono il nuovo mondo con il Trattato di Tordesillas.
L'oceano Atlantico è diviso in due parti con una linea immaginaria, la Raya: le terre a ovest della Raya sarebbero state della Spagna, quelle a est del Portogallo.
N.B. : Questo trattato non sarà mai rispettato, anche perchè gli altri stati europei sostengono che i mari e il commercio devono essere liberi !!
CONQUISTE DEI PORTOGHESI E DEGLI SPAGNOLI: DIFFERENZE
PORTOGHESI:
loro obiettivo: controllo del commercio delle spezie;
luoghi: coste di Africa, Asia e Brasile;
non creano un vero e proprio impero coloniale, ma un sistema di fortezze, basi navali e scali lungo le coste per proteggere i loro commerci.
SPAGNOLI:
loro obiettivo: conquista e controllo di vasti territori;
luoghi: America centro - meridionale;
creano un immenso impero coloniale e sfruttano le ricchezze dei luoghi conquistati.
GENOCIDIO DEGLI INDIOS
Le civiltà indigene del nuovo mondo sono sottomesse dai conquistadores, persone senza scrupoli in cerca di fortuna. Cortés conquista l'impero atzeco, Pizarro quello degli Incas.
I conquistadores riducono le popolazioni indigene in una condizione di schiavitù. Li costringono a un lavoro massacrante nelle miniere, nei latifondi, nei laboratori di tessitura e di concia.
A questo sfruttamento si aggiungono le malattie portate dagli Europei come morbillo, vaiolo e influenza che provocano un vero e proprio genocidio. In un solo secolo gli Indios sono ridotti da 80 a 4 milioni di abitanti. Una delle poche persone che si dedica alla protezione degli Indios è il frate dominicano Bartolomeo di Las Casas che nelle sue opere denuncia le atrocità commesse dagli spagnoli.
LE SCOPERTE GEOGRAFICHE
L'INVENZIONE DELLA STAMPA
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