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La stampa

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on 22 January 2017

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Transcript of La stampa

Testo argomentativo
La Stampa
Trattazione dell'argomento
Impostazione del giornale
Analisi dell'editoriale
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
ANNO 149 N.314.1,50€ IN ITALIA SPEDIZION ABB. POSTALE - D.L.353/03 (CONV.INL.27/02/04) ART.1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it
SABATO 14 NOVEMBRE 2015

Sicurezza integrata

I Paesi europei hanno difeso le loro prerogative nazionali in materia di intelligence, di sicurezza e di difesa. Non hanno voluto rafforzare la dimensione europea in questo campo. E non possiamo certo dire di sentirci più sicuri grazie a questa nazionalizzazione dei sistemi di sicurezza. Come pensare di essere davvero più sicuri senza una reale integrazione dei sistemi di sicurezza preventiva, e come pensare di vincere questa guerra senza una capacità complessiva coordinata a livello europeo di contrastare i fenomeni terroristici? Oggi questa capacità non c’è. I sistemi sono rimasti troppo nazionali, mentre i terroristi usano tutti i più moderni e integrati meccanismi per attaccarci.
Siamo in guerra. Tutti, non solo i francesi. Siamo in guerra noi che crediamo nei valori europei di libertà e tolleranza. Siamo in guerra contro dei nemici impalpabili ma maledettamente reali. Dei nemici che dobbiamo individuare e definire se non vogliamo vedere altre vite di giovani e meno giovani spezzate barbaramente come è accaduto in queste ore a Parigi. E questa guerra, per vincerla davvero, dobbiamo combatterla senza mai derogare a quei valori per i quali siamo sotto attacco. Stravolgere i nostri modelli di vita, comprimere le nostre libertà, soffocare i principi delle nostre democrazie europee vorrebbe dire darla vinta ai terroristi. Venerdì notte il terrore è stato portato in uno stadio, in un concerto, nei ristoranti. I luoghi dello svago e dell’incontro. I luoghi della vita normale, condotta da persone normali. Un terrore diverso e ancor più devastante di quello già terribile della redazione di «Charlie Hebdo».

Nessuno "Stato"
Il primo errore da non fare è proprio quello di darla vinta a chi vuole distruggerci. Per questo non dobbiamo sbagliare obbiettivo. Cominciamo innanzitutto a smetterla di chiamarli «Stato Islamico».

Sono dei terroristi fanatici che usano quel marchio così efficace per fare adepti, reclutare nuove leve e dare una parvenza di scontro di civiltà ad atti che sono invece puramente terroristici e distruttivi. Affrontiamoli quindi per quello che sono e non abbiamo paura ad agire sul loro territorio per distruggere la loro capacità di fare danni.

Fare finalmente un passo avanti nella capacità congiunta di reazione dei Paesi europei sarà l’altro passo fondamentale per vincere questa sfida così drammatica.
Parigi oggi faticava a ricominciare a vivere. La paura lo sgomento erano giustamente palpabili in ogni quartiere della città. All’inizio della giornata siamo stati in diversi a riaffacciarci per strada, poi con il passarSe delle ore le strade son diventate deserte di nuovo. Ma sarà con la vita che batteremo la morte. La vita deve riprendere, deve andare avanti, deve vincere. Le scuole, i negozi, le università devono riaprire perché quello che vogliono i terroristi è invece riportarci nelle grotte, obbligarci a rinchiuderci in moderne catacombe.
"Vinceremo questa guerra solo riprendendoci la vita"
Quante inutili polemiche e quante timidezze rispetto agli attacchi su Isis che proprio l’aviazione della Francia ha condotto nelle settimane scorse. Così come bisogna rimettere nella giusta prospettiva le polemiche scomposte di queste ore sui rifugiati. Va detto con chiarezza e bisogna esserne convinti: i rifugiati sono dalla nostra stessa parte. I rifugiati sono vittime come lo siamo noi, come lo sono i francesi, come lo sono stati i morti di Parigi, morti di tutti i colori e di tutte le fedi, musulmani e cristiani. Siamo tutti, noi e i rifugiati, obiettivi e vittime dei terroristi. Rifugiati che proprio dai terroristi sono scappati senza che noi occidentali potessimo o volessimo aiutarli a difendersi a casa loro.
L’altro errore di prospettiva ora sarebbe quello di annullare i due grandi eventi positivi che si preparano da qui alla fine dell’anno a Roma e a Parigi; l’apertura del Giubileo a Roma e la Cop 21, la grande conferenza sul clima, a Parigi. La nostra civiltà vince proprio perché simili eventi sono fatti apposta per cambiare in meglio i modi della nostra convivenza. Annullarli vorrebbe dire darla vinta a chi vuole riportarci in un mondo retrogrado di barbarie. Le future generazioni hanno bisogno degli accordi sul clima che dovranno assolutamente realizzarsi tra due settimane a Parigi e il Giubileo rappresenta, a Roma e in tutte le diocesi del mondo, un messaggio positivo di tolleranza e solidarietà. Infine non sarà con meno Europa che vinceremo questa drammatica sfida. E non è per colpa dell’eccesso di integrazione europea che siamo oggi così minacciosamente sotto attacco.
Testata
Civette
Articolo di Spalla
Manchette
Taglio Basso
Editoriale
Titolo
Occhiello
Sommario
Dobbiamo smettere di chiamarli “Stato Islamico”, poiché sono solo terroristi fanatici che usano quel marchio per fare adepti (persone che si dedicano ad una causa), reclutare nuove leve e compiere atti terroristici;
Dobbiamo affrontarli per quello che sono e non aver paura di agire;
"Vinceremo questa guerra solo riprendendoci la vita"
TESI
ANTITESI
"Quello che vogliono i terroristi è stravolgere i nostri modelli di vita e comprimere le nostre libertà"
Dobbiamo mettere nella giusta prospettiva le polemiche scomposte sui rifugiati, essi sono infatti dalla nostra parte e sono presi di mira come lo siamo noi;
Non dobbiamo annullare due grandi eventi organizzati per la fine dell’anno (apertura del Giubileo a Roma e la Cop 21, la grande conferenza sul clima, a Parigi). Simili eventi sono fatti apposta per cambiare in meglio i modi della nostra convivenza.
Argomenti a Sostegno dell'Antitesi:
Soffocare i principi delle nostre democrazie europee vorrebbe dire darla vinta ai terroristi;
Gran parte dell’Europa si è ritirata e non è con meno Europa che vinceremo questa drammatica sfida;
Ripotarci nelle grotte, obbligarci a rinchiuderci in moderne catacombe;
Confutazione dell’antitesi e ulteriori argomentazioni a sostegno della tesi:
Conclusione:

Non è colpa dell’eccesso di integrazione europea che siamo oggi così minacciosamente sotto attacco.
Gruppo di Lavoro:
Filippo Bonini
Michela Hu
Marta Cecilia Marazzi
Anna Rizzi
Bibliografia:
Articoli più Importanti
Ora il timore è un attacco al giubileo
GIANNI RIOTTA


-


Una guerra tra due culture
ROBERTO TOSCANO


-


Patto con Mosca per sconfiggere lo Stato Islamico
STEFANO STEFANNI
Come si può affrontare Isis?
L'Isis andrà respinta con sicurezza e fermezza;
Ci vuole collaborazione;
L'obiettivo principale è mettere fine ad una guerra che è linfa vitale dello stato islamico;
Moschee e governi arabi devono riconoscere l'Isis come nemico principale della loro religione;
C'è bisogno di coordinamento militare in Siria e in Iraq;
Sarà una guerra lunga, in cui serviranno, visione, coraggio, duttilità, diplomazia ed armi.
Qual'è la nostra situazione?
La guerra è già aperta;
Charlie Hebdo: terrorismo al Qaeda; Attacco a Parigi: Isis in Siria;
Non siamo contro la religione dell'Islam.
Fattori di frustrazione e di tensione che portano alla violenza coordinata (cause della guerra):
Emarginazione socio-economica;
Retaggio del colonialismo;
Promesse non mantenute della globalizzazione;
Leadership locali repressive e corrotte;
Senso di sconfitta di musulmani di fronte alla forza di Israele;
Interventi militari americani dall'Iraq alla Libia.
I terroristi operano perché:
Hanno una conoscenza rudimentale della religione islamica;
Sono stati emarginati a causa di promesse da parte dello stato non mantenute;
Sono alla ricerca di un senso all'aspirazione di contare;
L'Islam fornisce “sapori forti” che l'ideologia di una religione non è più in grado di offrire.
Quali sono le nostre debolezze?
La loro forza è direttamente
proporzionale alla nostra debolezza;
L'attacco di terrore può arrivare in qualsiasi città europea del mondo;
L'arma più letale dell'Isis non è ancora stata distrutta, ovvero il flusso continuo di Jihadisti che vengono addestrati;
L'Isis deve essere estirpato, ma il terrorismo non verrà comunque eliminato;
Ci sono le basi per un'alleanza anti-Isis con Mosca, però rimangono divergenze altrove (Ucraina);
Sulla carta tutti sono contro lo stato islamico ma nella realtà qualcuno aiuta l'Isis;
L'Isis può infiltrare i suoi uomini nella dolente marea di rifugianti;
I populisti sfrutteranno l'attacco a Parigi per i voti, ma si accorgeranno che l'Isis non ha alcuna preferenza tra i politici.
argomenti pro
argomenti contro
Conoscenza rudimentale della religione islamica
I terroristi sono accomunati da problemi sociali
L'ISIS offre ideali e aspetti "crudi" che ormai non fanno parte dell'etica della religione di oggi;
La fede viene usata come pretesto.
Attentati Parigi, la condanna del Papa: “Utilizzare il nome di Dio per giustificare la violenza è una bestemmia”
La Stampa ed. 14 novembre 2015;
La Stampa ed. 15 novembre 2015;
Virgola e Punto
Le regole e i testi dell'italiano di oggi;

I terroristi urlano "Allah è grande"
I terroristi citano il corano
il loro obiettivo è quello di sottomettere/convertire gli infedeli, cioè coloro che non credono nel loro Dio
QUESTA NON È UNA GUERRA DI RELIGIONE
Argomenti a sostegno della tesi:
Il primo errore da non fare è proprio quello di darla vinta a chi vuole distruggerci.
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