L'intelligenza del luogo. Riccione nella Romagna.

L'intelligenza del luogo. Riccione nella Romagna, di Rodolfo Francesconi, Raffaelli Editore, Rimini, 2009. »
Fabio Glauco Galli

Il territorio 
nel medioevo
L'intelligenza del luogo. 
Riccione nella Romagna.
di Rodolfo Francesconi
Raffaelli Editore
Rimini, 2009
Dalla preistoria 
alla storia 
L'età 
moderna
I relitti prelatini:

- Ausa: da ap-usa, inoeuropeo ap, acqua
- Ventena: da ab-ina, indo-ario ab, acqua, fiume
- Marano: da marra, prelatino, fondo a fiume 
- Melo: da prelatino-celtico mal/mello, monte, frana, forza
- Raibano: da raba, slavina prodotta dalle acque
- Tausano (S.Leo): dal prelatino tauti, cima, tozzo
Rinvenimenti protostorici nell’area di Rimini

Toponimi etruschi: 
Rimini, Adria (dall’etrusco atru, giorno, lato della casa da cui proveniva la luce), Talamello (dal personale telamone)

Toponimi galli: 
Reno (da rino, fiume impetuoso), Brisighella (da brica, altura sommità), Longiano (da londo, fango, melma)

Toponimi greci: 
Tavullia, Tomba (da tebos, colle), Conca (da conche. Conca, luogo concavo, bacino), Conero (da comaros, corbezzolo)
Lucio Calidio Erotico 
fece da vivo per sé e per Fannia Voluttà.
Nel 268, data di fondazione di Ariminum furono insediati 6.000 coloni (25.000 persone) fra Rimini e il Conca; 300 con 1.200 a Senigallia, e dai 10.000 ai 25.000 coloni nella zona del Santerno. 
Tabula peuntingheriana (da Konrad Peutinger) 
copia del XIII secolo di una rappresentazione cartografica del IV sec. d.C.

Toponimi gotici: 
Albergo (Val Senio) (dal visigotico haribergan, accampare), Mondaino (da ge-mund, mano, territorio bandito sotto la protezione, mano, del signore)
Toponimi greco-bizantini: 
Cattolica  (da catà-geion, sotto terra, luoghi di raccolta) 
Toponimi longobardi: 
Santarcangelo (l’8 maggio 663 i Longobardi sconfissero i Saraceni a Siponto)
Teoria musiva 
dei martiri di Sant’Apollinare Nuovo di Ravenna.
S. Martino (anno 375) 
attestato 238 volte in Francia e 455 in Italia
Teoria musiva 
delle vergini di Sant’Apollinare Nuovo di Ravenna.
Santa Cristina, Santa Anatolia, Sant’Agata

Altre popolazioni: arabi (Monte Altavellio di Mercatino Conca, dall’arabo al-tawali, ovoidale); tafani (Tivoli di San Giovanni in Persicelo), slavi (Schiavonia a Urbino e Forlì), (Petrus Sclavonis a Riccione nel 1498), Bulgari (San Lorenzo in Bulgaria di Verucchio), franchi (Monte Tassi in Val Conca dal francone tas, mucchio o rilievo), sarmati (Sarmeggiano colle di Montiano oggi Badia)

La prima menzione scritta di Riccione (810-816). 

Dal Codice Bavaro cioè Liber traditionum Ecclesiae Ravennatis in Biblioteca di Stato di Monaco di Baviera, concessioni dei secoli VIII, IX e X dei beni che la Chiesa di Ravenna possedeva in Romagna.
Arctium lappa oppure Xantium italicum?
Carta del 1154 del geografo arabo Al-Idrisi

1256. Castello degli Agolanti in Riccione
1347-1348.  La peste nera: a Rimini morirono due persone su tre.
1354. Si stanzia una famiglia Pronti, una delle più antiche del nostro territorio. 
1371. Descriptio Romandiolae; in cappelle Arzuni focularia XXVI (x 4,5) cioè 117 abitanti (A Misano focularia XXXVI , 162 persone)

1441. Ulteriore pestilenza.
1446. A Riccione un Matteo di Muzolini da Raguxii
1460. Ospizio del Pantano
1470. Giacoma di Giovanni da Raguxii
1474. Hostaria de Arcione (Lucia di Tommaso Bettuzzi vedova di Sante Angelici)
1484. Petri de Scutere abita in Arzoni
1486. Compare la cappella di S.Alessio; 
1486. Abitava a Riccione: Pietro albanese da Scutari
1486. Nicolaus albanensis
1498. Petrus schiavone a Riccione. Furono 400 gli schiavoni (slavi, albanesi) giunti nel riminese.

Inizia l’età moderna: 1492.

Nel 1503 Antonio di Borrino (de Mutina) gestiva un’ospizio in contrada Arzoni
1529. Pestilenza che a Rimini fece 3.800 vittime su 6.000 abitanti
1574. Piccola era glaciale.
Carestie.
Rivoluzione alimentare; da carnivora a cerealicola
Carta nautica del 1526 disegnata da Piri Re’i
La costa romagnola tra Rimini e il promontorio di Focara
Affresco delle Gallerie Vaticane 
fatto compiere da Gregorio XIII fra il 1572 e il 1585
Prima cartografia della Romagna olim Flaminia 
di Giovanni Antonio Magini del 1597 
ove Riccione non figura
Nell’anno successivo in una ristampa (1598) 
si riconosce il C.Riccione
Ritroviamo Riccione nel 1608 
nella cartografia sempre di Ioan Antonio Magino
Iniziano le scorrerie dei pirati (1617), 
barbareschi e Uscocchi (da uskok o rifugiati) di Segna in Dalmazia.

Ancora C. Riccione nel 1626 
nella stampa “Ferrara Bologna Romagna” di Jodocus Hondius di Amsterdam.
Ancora C. Riccione nella stampa del medesimo autore del 1637.
La descrizione come Castello significa 
che siamo ben lontani dall’avere un abitato.
La mappa del 1649 di Bernardus Burdigalensis 
ignora totalmente Riccione.
Una pianta della prima metà del XVII 
con il Barigelato di Rimini e il suo Contado 
ove appare la borgata di Riccione.

Nel 1654 iniziano le registrazioni 
del Libro dei morti della Parrocchia di San Martino 
dove si parla delle Casette della Strada. 
A Riccione sono accreditati 331 abitanti.
“Il mar Adriatico” di Placido Caloiro et Oliva del 1650. 
Vi appaiono Rimano e Fogara. 
Veduta del litorale fra Rimini e Cattolica, 1677.
In questa carta del 1694 stesa dall’Abate Filippo Titti 
figurano un Arcione, il Cast. Riccione e Pantano Ab.
La Legazione del Ducato di Urbino, del 1697 di F. Titi riporta Arcione.
La più antica mappa catastale di Riccione del 1706. 
Chiesa di Arcione. Tomba degli Aquilini. 
L'evoluzione della zona
intorno a Riccione
La mappa “Cursus fluviorum circa Ariminum et Caesena accurata descriptio” del 1722 di D.P. Van der Aa, non mostra Riccione.

1743. Gli Ussari austriaci mettono a sacco Riccione, Misano, Scacciano e San Clemente.
La “Nuova carta geografica dello Stato Ecclesiastico” 
del 1755 del Padre Cristoforo Maire d’C Gesù 
mostra Arcione.
Nel 1771 viene pubblicato il tragitto del “Viaggio da Bologna ad Ancona” di Giovanni Battista Sassi 
ove Riccione compare ancora come Castello.
Nel 1774 viene pubblicato il nuovo Appasso o Catasto  di Calindri.

La ripartizione proprietaria era: 
famiglie nobili 59,8%, famiglie non nobili 12,9%, 
enti pubblici ecclesiastici 27,0%, enti pubblici laici 0,3%.
Tratto riccionese della Via Flaminia nel 1782.
Le anime di Riccione sono 566 con 81 famiglie.
Dislocazione delle due torri di avvistamento nel 1784. 

Nel 1786 grande terremoto, a seguito del quale 
la Chiesa di San Martino passa al Piano delle Casette.
Cartografia “Legazione della Romagna di nuova proiezione” 
di Zuliani e Pitteri del 1784: 
non vi è Riccione, ma Pantano.
Gli effetti della
Rivoluzione Francese
Un eroe riccionese da ricordare: il cittadino Almieri del 1798. 
1797. Inizia la numerazione delle case a Faenza
1805. Attestata la numerazione delle case a Rimini
1832. Prima numerazione delle case a Riccione.
Nell’itinerario di viaggio da Bologna a Fano 
di Nicolò Pagni del 1800  
figura Arcione
Nella mappa del 1801 
“Della legazione di Forlì diviso nei suoi governi” 
figura solo Pantano.
Anche nella cartografia del 1805 
“Stato Ecclesiastico diviso nelle sue province” 
di Giovanni Maria Cassini 
figura ancora solo Pantano.
Situazione di Riccione nel 1835.

Paese: 
90 case con 380 anime (di cui 228 fanno la comunione);
Campagna: 
48 case con 481 anime (di cui 282 fanno la comunione).
Dal Catasto Gregoriano del 1835

Il territorio riccionese, dal Paese al mare
Dal Catasto Gregoriano del 1835

Il dettaglio di Riccione Paese
I nomi alle strade:
toponomastica e nomoteti
La strada vicinale Viola nel 1835.
Nel 1842 inizia ad apparire il Ghetto con 8 case e 38 anime.

(Nel 1515 il Consiglio riminese aveva obbligato gli ebrei a indossare una berretta gialla se uomini e un qualche segno giallo se donne)
Portolano del 1855 “Manuel de navigation dans le mer Adriatique”.
Inizia a Riccione la numerazione delle case. 

Lettera per chiedere l’allargamento della Viola del 1873.
Il manifesto di Emilio Amati è del 1874. 
Nello stesso anno l’edificazione del primo albergo. 
(A Riccione 1.069 anime).
Nel 1877 inizia la costruzione dell’ospizio Amati-Martinelli. 

Catasto gregoriano del 1884.
Popolazione riccionese: 1.216.
1886. Compare l'Abissinia di Riccione.
L’Abissinia di Rimini 
nella mappa dell’Istituto geografico militare del 1894.
La zona dell’Abissinia nel 1901
La zona del Marano nel 1901
Marina Centro nel 1901:
via Giappone, via Lenina, via dei Fiori,
via Abissinia, via Casali, via Sarti.
L'Hotel des Bains 
viene costruito nel 1908.
1912: prima modifica toponomastica 
e inserimento di una via 
dedicata a Giuseppe Barellai.
Terremoto
17 maggio - 16 agosto 1916
L'autonomia
e il dopoguerra
21 aprile 1921
Mio mare, mia vera città senza nomi di strade,
dove si galleggia obliqui, verticali, orizzontali
come angeli sulle nuvole.
(Maria Corti)
4 sec. d.C.
810-816
1154
1526
1572-1585
1597
1598
1608
1626
1637
1649
1650
1650
1677
1694
1697
1706
1722
1755
1771
1774
1782
1784
1784
1798
1800
1801
1805
1835
1835
1835
1855
1873
1874
1884
1894
1894
1901
1901
1901
1908
1912
1916
1921
1940
Presentazione
FABIO GLAUCO GALLI
Foto di Rosita Nicoletti

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